Approvata la legge regionale su pratiche bionaturali e centri benessere

Approvata la legge regionale su pratiche bionaturali e centri benessere

Guerra: “Finalmente è data dignità ai tanti operatori emiliano-romagnoli. Maggiori garanzie anche per i consumatori”

Questa mattina l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge sull’ “Esercizio di pratiche ed attività bionaturali ed esercizio delle attività dei centri benessere”. Divisa in due titoli (il primo definisce le pratiche mentre il secondo disciplina le attività dei centri benessere) e in 14 articoli, approvata dopo un lungo lavoro in commissione la legge è stata proposta dalla capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra per dare dignità agli operatori e maggiore sicurezza ai consumatori.

Oggi è cresciuta nella società la domanda di salute che non è riconducibile alla medicina convenzionale e che fa perno sulla ricerca del benessere inteso come armonia ed equilibrio delle persone.

Alcune di queste discipline (yoga, shiatzu, pet therapy, pratiche di meditazione, tai chi, qi gong, tai chi) si sono già affermate nel sociale e sul mercato, in forza della loro innegabile efficacia e sono utilizzate abitualmente da decine di migliaia di persone. Se utilizzate da operatori preparati e coscienziosi, queste pratiche hanno dimostrato notevoli capacità di incrementare il benessere e migliorare la qualità della vita di quanti le praticano e di consentire anche un risparmio nella spesa sanitaria complessiva.

Riguardo ai centri benessere si segnala che l’Emilia-Romagna è la terza regione per numero di imprese che operano nel settore registrando una crescita del 63 % dal 2002 ad oggi. Anche dal punto di vista economico le pratiche bionaturali hanno quindi assunto per la nostra regione un peso non trascurabile.

In un contesto di domanda di benessere sempre più diffuso ed articolato l’offerta di servizi per lo sviluppo delle imprese del settore appare attualmente insufficiente e non sempre all’altezza delle aspettative. Ciò dipende in buona parte dall’uso inflazionato e a volte improprio del termine e nel contempo da una carente cultura in materia che non ha consentito una esatta determinazione delle attività riconducibili al “comparto benessere”.

Tutta la nostra medicina tradizionale è incentrata sulla malattia, non sulla salute che, prima di essere ripristinata attraverso la cura deve essere preservata, mantenuta.

Vista la diffusione odierna delle pratiche bionaturali una legge che le disciplinasse si rendeva dunque indispensabile. Una legge che oltre a garantire la qualità del servizio e la serietà e l’adeguatezza della formazione degli operatori rappresenta un elemento di importante tutela per i consumatori.

Daniela Guerra

Capogruppo Verdi per la Pace

Regione Emilia-Romagna

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