Nelle elezioni regionali in Francia la coalizione di sinistra (partito socialista, verdi e sinistra radicale) ottiene il 54% dei consensi contro il 36% andato al blocco guidato dall’Ump di Sarkozy. I Verdi (Europe Ecologie), che alle europee del 2009 avevano raggiunto e in molti collegi superato il partito socialista, si sono confermati domenica sera come la terza formazione politica di Francia. Hanno ottenuto circa il 12% per cento e rappresentano, ormai, una forza indispensabile alle forze politiche alternative a Sarkozy per raggiungere il grande traguardo presidenziale.

Le ultime elezioni francesi hanno modificato il quadro politico transalpino e rappresentano una sonora bocciatura della destra al governo. L’onda verde continua ad attraversare tutta l’Europa, mentre si va via via esaurendo la tendenza del vecchio continente a premiare forze politiche conservatrici. “Dalla Francia arriva un segnale politico importantissimo anche grazie alla straordinaria affermazione dei verdi francesi alle elezioni regionali  ,- commenta il presidente dei Verdi italiani Angelo Bonelli – adesso anche in Italia serve una nuova alleanza tricolore, bianca, rossa e verde (forze moderate, sinistra riformista e forze ecologiste) per mandare a casa il governo Berlusconi che non solo è impresentabile in Europa ma che sta portando il paese allo sfascio”.

Categorie: Verdi

5 commenti

Simone (Modena) · 26 Marzo 2010 alle 5:39 pm

Credo che guardare ai risultati francesi sia una inutile illusione, perché la scellerata decisione si allearsi con Sinistra e Libertà, si scontra con quei principi che stanno rendendo grandi i Partiti Ecologisti Europei.
Il movimento Verde Italiano sta affrontando in questo periodo un passaggio fondamentale, sentito moltissimo dai sostenitori, me compreso, per l’uscita dal contesto di nicchia ed estremista, bloccato in uno schema politico che è da tempo superato.
Se si vuole parlare di futuro, allora è necessario fare un balzo in avanti e liberare la qualità delle idee dalla zavorra delle ideologie e dei pregiudizi “per partito preso”, che impediscono la risoluzione dei gravi problemi che stanno affliggendo la regione.
E’ necessario slegarsi dai partiti che continuano a disinteressarsi dell’ambiente, che cementificano anziché recuperare e ristrutturare le aree dismesse, che promuovono gli inceneritori anziché impiegare fondi a favore di una raccolta differenziata seria e profonda, che disincentivano l’uso delle rinnovabili, rendono impossibile la vita ai coloro che vogliono autoprodurre energia, che promuovono uno sfruttamento intensivo del suolo agricolo che porta solo al suo impoverimento e ad un uso spropositato di pesticidi e fertilizzanti chimici. Per non parlare dei problemi riguardanti la gestione dell’acqua che in seguito agli ultimi aggiornamenti legislativi rischiano di minare uno dei diritti più importanti dei cittadini.
E’ necessario uscire dai vincoli delle alleanze pre-elettorali e cominciare a mettere al centro questi e altri temi in modo più serio, concreto e non idealista. Cominciare a collaborare con le università e gli ambienti scientifici e medici, per avere un migliore quadro sulla situazione e iniziare ad operare concretamente con delibere efficaci e ragionate.
Sono stanco delle morti per cancro dovute ad una scarsa qualità dell’aria, i cittadini non sono cavie, questa è la regione del cancro e nessuno sta portanto avanti serie proposte per migliorare la mobilità, attuare un efficace sistema di recupero e riciclo dei rifiuti e incrementare i controlli sulle emissioni industriali e sulla raccolta dei rifiuti delle attività commerciali.
La classe dirigente emiliano-romagnola ha preferito la comodità, sostenendo e alleandosi con coloro che anziché incentivare il trasporto pubblico costruiscono parcheggi.
Mi sembra che la strada intrapresa vada contro i principi stessi del movimento e sta minando la stessa sopravvivenza dei Verdi nella partecipazione istituzionale della regione.
La mia critica è mossa da profonda delusione poiché continuo a non sentirmi rappresentato, mi sento preso in giro da una classe dirigente che ha preferito salire su una anacronistica “bicicletta” anziché cominciare a correre verso una reale unificazione di movimenti verdi, che rappresentano il futuro e che sono già il presente in Italia.
Spero che dopo questa volontaria sconfitta elettorale, si apra un serio confronto atto a discutere il giusto indirizzo per il movimento, a partire dagli esempi positivi e coinvolgendo apertamente la cittadinanza, cominciando dalle circoscrizioni e dai comuni, e tornando sul territorio dove, da cittadino comune (abito a Modena), ho l’impressione che il movimento dei Verdi sia sostanzialmente scomparso.
Il verò qualunquismo è preferire le alleanze di comodo e non rischiare da soli e coraggiosamente un insuccesso, per poter affronatare senza vincoli i problemi evidenti che riguardano l’ambiente in cui vogliamo vivere.
Simone

Marco Mascagni · 26 Marzo 2010 alle 8:22 pm

Rispondo con ciò che ho scritto sul mio sito proprio oggi, senza polemica ma cercando di dare una chiave di lettura alle tue perplessità, peraltro comprensibili:

In queste settimane di campagna elettorale, alcune persone vicine ai Verdi e al mondo dell’ambientalismo, mi hanno chiesto se non riteniamo contraddittorio presentarci con un programma molto chiaro e schietto dal punto di vista ambientale per poi appoggiare la coalizione di centrosinistra che, per quello che ha fatto vedere in questi anni, non può dirsi in linea con i canoni dello sviluppo sostenibile.
Poiché questa scelta può apparire non coerente, credo sia utile non sottrarsi e dare una risposta sincera.
La scelta di stare all’interno della maggioranza intanto ha prodotto un programma elettorale di coalizione in cui si esplicita la volontà di ridurre drasticamente il consumo di territorio, di promuovere le energie rinnovabili e il risparmio energetico, di far decollare la green economy.
Vogliamo poter seguire dall’interno questa virata, poterla per quanto possibile guidare, con la consapevolezza che nessuno degli altri partiti della coalizione ha la cultura e le competenze per potersi muovere su questi temi, nonostante tutti vantino intenzioni molto ambientaliste.
Solo con la presenza di una forza come la nostra si può pretendere che la maggioranza resti ancorata alle sue promesse.
Ritengo sia un’occasione importante, che non si deve perdere, per tentare di dare una svolta ambientalista alla nostra regione, pur tenendo presente il nostro piccolo peso politico, peso che può crescere soltanto se gli elettori continueranno a darci fiducia.
In questi anni stare all’opposizione non avrebbe consentito ai Verdi di fare leggi decisive: da quella sulle mense biologiche, a quella sugli acquisti verdi nella pubblica amministrazione, da quella sull’inquinamento luminoso, al finanziamento del capitale di Banca Etica, a tutti quei piccoli interventi meno visibili che hanno consentito di migliorare atti e delibere regionali, per avere provvedimenti meno impattanti sull’ambiente.
Il mondo della green economy, di cui sono rappresentante e da cui ho un forte appoggio, ha bisogno di persone che possano agire sui meccanismi decisionali influenzandoli e migliorandoli, non solo di persone che dall’opposizione protestano e strillano, per quanto possano avere ragione.

Marco Mascagni

Simone (Modena) · 27 Marzo 2010 alle 10:52 am

Le motivazioni esposte da Marco hanno una validità che merita considerazione, ma vorrei sapere se la scelta di allearsi con la maggioranza per ottenere posizioni decisionali non sia in contrasto con l’alleanza a Sinistra e Libertà che è rimane un movimento di nicchia (e non di maggioranza).
Marco dice che non c’è bisogno di strilloni ma di persone in grado di decidere. Sono Assolutamente d’accordo, ma siete certi che l’alleanza con SL vi porterà in posizione di maggioranza?
Sono convinto che presentarsi col proprio simbolo, anche se in coalizione (e non con SL), avrebbe giovato al movimento, perché si sarebbero potuti presentare più candidati, magari coinvolgendo anche persone esperte nel settore energetico (membri delle università e imprenditori del settore) e più membri delle associazioni di consumatori e ambientalisti. Mi riferisco in particolare al listino di Modena, dove, pur rispettando Savino e Molinaro (la mia critica non è assolutamente atta a coinvolgere in alcun modo questi candidati), ho avuto l’impressione che siano state fatte candidature “al ribasso”. Mi spiego meglio, per evitare strane interpretazioni: i candidati verdi sono sostanzialmente in posizioni marginali nella lista, anche in funzione del fatto che sarà un miracolo l’avere anche solo il primo dei candidati eletto (e non sarà di certo quello verde).
Io contesto, fondamentalmente, il fatto che la federazione della emilia romagna non abbia avuto abbastanza coraggio e si sia piegata alle esigenze di Sinistra e Libertà, cedendo le posizioni che avrebbero dato una minima speranza di arrivare in regione.
Temo seriamente che le mie parole saranno profetiche. E mi dispiace molto, sia per i candidati della mia provincia che per Mascagni, che mi pare un candidato che avrebbe potuto rappresentare un segno di svolta.
Mi scuso se la mia critica è stata interpretata come una polemica strillata, ma riflettendo su quanto è stato detto sono sempre più convinto che la scelta di allearsi con Sinistra e Libertà azzererà definitivamente la presenza dei Verdi nella regione, contrariamente alla strategia che si inteso voler attuare.
Si poteva sostenere il candidato del centro sinistra ma rimanere da soli sotto il simbolo dei verdi, come è stato fatto peraltro in campania, nonostante le critiche mosse a De Luca.
Vi faccio un sincero in bocca al lupo perché non voglio apparire come uno iettatore, ma vi pregherei di aprire un confronto al termine delle elezioni e rivedere anche la partecipazione dei sostenitori e dei cittadini, che andrebbero maggiormente coinvolti. Il gruppo dei Verdi non merita di sparire perché tutti, al di fuori del gioco delle bandiere e dei colori, abbiamo bisogno di un intervento mirato e concreto a favore dell’ambiente e per una evoluzione economica che punti anche ad un piano energetico e industriale preciso.
Spero che il mio intervento sia teso ad aprire un dibattito e non polemiche, ci tengo a ribadirlo chiaramente, e con questo motivo anche la mia scelta di intervenire prima del risultato elettorale e non dopo.

Simone

Simone · 31 Marzo 2010 alle 8:04 am

Mi permetto per diritto di cronaca, visto che qui non è stato fatto, di riportare il messaggio di Bonelli del 29 Marzo 2010 sul portale dei Verdi:

REGIONALI: BONELLI (VERDI), ACCELERARE COSTITUENTE ECOLOGISTA E SUPERARE VERDI
30 marzo 2010
DOPO LUNGA ASSENZA E NONOSTANTE OSCURAMENTO VERDI SOPRA 1%. ELETTI CONSIGLIERI IN 4 REGIONI
VERO VINCITORE ELEZIONI E’ NON VOTO CHE DIVENTA PARTITO MAGGIORANZA
“Nei prossimi giorni convocherò un Consiglio di presidenza per accelerare il processo della Costituente ecologista, perchè non si può non constatare che il rilancio dell’ecologia politica non può non passare da un superamento dei Verdi: bisogna accelerare in questa direzione se si vuole creare anche in Italia, come ormai avviene in tutta Europa, una forza ecologista forte ed autonoma. Anche in Francia prima che si aprisse il percorso della Costituente di Cohn Bendit i Verdi, due anni fa, erano intorno all’1,5%. Ora Europe Ecologie si attesta tra il 14 e il 16%”. Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli commentando il risultato delle elezioni regionali che hanno visto il ritorno del simbolo del ‘Sole che ride’ sulla scheda di molte regioni.
“I Verdi, nonostante l’oscuramento mediatico e dopo essere completamente scomparsi dalla scena politica italiana si assestano abbondantemente sopra l’1% eleggendo 4 consiglieri in regioni chiave come Lazio, Emilia Romagna, Toscana e Marche – prosegue Bonelli -. Il vero vincitore delle ultime elezioni, però, è il partito del non voto che insieme a quello delle schede bianche e nulle diventa il partito di maggioranza assoluta nel Paese”.
“Si tratta di un segnale che dice chiaramente che una politica rissosa ed urlata non è in grado di intercettare le richieste e risolvere i problemi dei cittadini – conclude Bonelli -. E’ evidente che il centrosinistra ha perso il suo rapporto ed il suo radicamento nel paese e che serve al più presto un progetto di governo non contro qualcuno ma per qualcosa”.
Roma, 29 marzo 2010

La conquista di un seggio in Emilia Romagna sappiamo tutti che è vincolata da un accordo con forze politiche cha hanno dimostrato nei fatti di essere in contrasto con le richieste di ecosostenibilità (cito nuovamente l’inceneritore a Modena, i problemi con la raccolta differenziata e le scarse politiche per la mobilità nella mia città), quindi faccio un grosso in bocca al lupo (sincero e non sarcastico) a Gabriella Meo, sperando che possa fare il possibile per spostare l’attenzione della politica regionale anche su temi fondamentali come questi, augurandomi che ci si avvi anche verso una programmazione della politica energetica della regione.

Mi auguro anche che non cominci una battaglia in federazione ma un confronto aperto con i sostenitori per realizzare una importante svolta, già molto sentita dai vostro (non) elettori delusi.

Il movimento dei Verdi va superato, ma le idee ecologiste non sono morte.

Ci tengo a ringraziare nuovamente Mascagni per il suo intervento del 26/03 (nessun’altro è intervenuto in merito) e per il suo impegno in campagna elettorale, mi dispiace che non ce l’abbia fatta ma credo che la sostanziale sconfitta della bicicletta con SeL sia necessaria per convincere i dirigenti di federazione a rivalutare la posizione di Bonelli e portarla avanti anche in regione.

Il movimeno ecologista non è morto, ce n’è molto bisogno e i sostenitori ci sono, sta a voi iniziare a coinvolgerli!

Simone

Artioli Andrea Verdi Carpi · 6 Aprile 2010 alle 3:42 pm

Si è conclusa questa tornata elettorale, sicuramente arrivata per noi Verdi nel momento meno opportuno, essendo da pochi mesi usciti dal congresso interno di Fiuggi,in cui si son tracciate le basi per un reale rinnovamento del partito ,verso la COSTITUENTE ECOLOGISTA.
L’obbiettivo principale non era sicuramente avere un exploit in queste elezioni,ma riuscire dignitosamente a tener in piedi il partito e credo che il risultato si sia ottenuto.
Ora è il momento di riprendere a lavorare tutti assieme per raggiungere il traguardo che ci siamo posti al congresso, costituire una vera forza ecologista che non sia il solito schematico partito , ma che guardi realmente ai problemi ambientali del nostro paese a 360 gradi.
non più destra o sinistra, ma avanti o indietro, dove andare avanti significa muoversi verso un futuro ambientalista,verso le energie rinnovabili e pulite, verso la bioedilizia,verso l’incentivazione del trasporto pubblico. Occorre essere a fianco dei precari, dei cassaintegrati,chiedere aiuti concreti per chi ha perso il lavoro. Andare avanti significa adoperarsi per l’integrazione delle minoranze e delle diversità,qualsiasi esse siano , di razza, di religione e sessuali,perché per i Verdi una maggiore integrazione significa una maggiore democrazia. Andare avanti significa proporre e far promuovere leggi per il rispetto della natura e degli animali,per le biodiversità in genere col supporto e l’avvallo di tutte quelle associazioni già oggi impegnate su questi temi,degli scienziati e dei ricercatori,degli studenti e di tutte quelle persone che credono ancora in un futuro migliore.Andare avanti significa anche dire no al nucleare,no agli ogm,no alle speculazioni sulla pelle degli animali.
Andare avanti significa rispetto per la pluralità del pensiero e libertà dell’informazione pubblica .
Ecco allora che dico che oggi non è sicuramente il momento delle polemiche ma il momento di andare fra la gente, dimostrare con etica e coerenza che esiste un’alternativa promuovendo con ottimismo le nostre idee.

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