I medici difendano l’ambiente

dott. Giancarlo Pizza, Presidente Ordine Medici Bologna

articolo da “Terra” di Paolo Galletti

Intervista al dottor Giancarlo Pizza
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Bologna e della Federazione degli Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna
Dottor Pizza, Lei,ovviamente a titolo personale,ha aderito alla costituente ecologista, Perché?
R. Perché ritengo che la protezione dell’ambiente e la sua preservazione sia un dovere deontologico di tutti i medici, che è previsto dall’articolo 5 del codice deontologico che recita proprio questo: “Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini?. “A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all?utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile.Quindi tutti i medici dovrebbero occuparsi della difesa dell’ambiente.”
Mi pare che questo sia il punto fondamentale del pensiero ecologista in tutto il mondo. Il crescere vorticoso della spesa sanitaria oggi è dovuto anche alla mancanza di questa prevenzione primaria a questa mancanza di interesse per le condizioni ambientali degli umani sul pianeta che porta ad una serie di malattie degenerative sempre più importanti e difficili da curare
R. E’ evidente che la immissione nell’ambiente di colluttanti, sostanze chimiche, plastiche, i cui effetti a lungo termine sono sconosciuti possono creare dei problemi.
Di qui grande cautela nell’estendere questo tipo di impostazione.
Gli inceneritori per esempio: Si pensava che bruciare la spazzatura
fosse la cosa migliore da fare: Non si è tenuto conto che la diossina, emessa nell’aria tramite i camini, depositandosi a suolo, ha inquinato i terreni e che la diossina è cancerogena.
In una azienda agricola del bresciano si è dovuta impedire la vendita di latte di vacche che si cibavano dell’erba intorno all’inceneritore:
perché la diossina, che resiste nel terreno fino a cento anni ed entra nel ciclo della natura, veniva assorbita dalle piante che venivano mangiate dagli animali e finiva nel latte:
Quindi molta cautela e molta attenzione.
A proposito di inceneritori, ci può ricordare una battaglia che c’è stata tra lei, come rappresentante dei medici dell’Emilia Romagna ed il governo regionale e nazionale?
R. Tre anni fa è successo che di fronte alla richiesta di tutta la Federazione degli Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna, da me rappresentati, di una moratoria nell’ampliamento dell’incenerimento dei rifiuti l’allora ministro Bersani ha chiesto
il mio deferimento al ministero della Sanità ed al ministero di Grazia e Giustizia per intralcio allo sviluppo economico del Paese.
In realtà la richiesta di moratoria riguardava l’attesa dei risultati dello studio ?Moniter? sulle emissioni degli inceneritori in Emilia
Romagna: I primi risultati di questo studio hanno confermato l’esistenza di problemi derivanti dall’incenerimento.
La richiesta di deferimento è finita nel nulla?
R. Sì perché c’è stata una sollevazione di associazioni,politici,interrogazioni parlamentari in nostra difesa.
Abbiamo poi mandato all’allora Ministro della sanità Livia Turco una lunga lettera che chiariva tutto: Purtroppo non c’è stata risposta.
Questa vicenda racconta bene le difficoltà in Italia per far passare anche nel centrosinistra una cultura della salute: forse per questo ha aderito alla costituente ecologista?
R. Ora parliamo a livello personale: come cittadino e come medico, non come rappresentante dei medici.
Io vedo bene la costituzione di un arco di forze che decidano di difendere strenuamente l’ambiente perché questa è l’unica possibilità che rimane per la salvaguardia delle generazioni future.
Se la costituente ecologista intende affrontare questi problemi ha ed avrà il mio sostegno.
Lei partecipa anche ad organismi che sostengono le Medicine Non Convenzionali, che purtroppo in Italia , a differenza di altri Paesi europei, sono neglette e malviste
R. Qui si tratta di preservare altri saperi nel campo della salute che esistono in altre parti del globo: Non è pensabile che la cultura occidentale sia la detentrice della sola cultura salvifica dei problemi di salute dell’umanità.
La difesa che fa l’Ordine dei Medici di Bologna e dell’intera Federazione dei Medici italiani ha questo scopo: salvaguardare altri saperi che nel mondo da millenni si occupano della difesa della salute in Paesi come India ,Tibet,Cina, Africa. Non dobbiamo pretendere di essere la cultura che domina . I saperi sono molti: occorre sapersi compenetrare.
Intervista a cura di Paolo Galletti

( da “Terra  ”       Emilia Romagna 11 nov. 2010, in tutte le edicole delle stazioni ferroviarie dell’emilia romagna)

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