Il cocomero di Bagnacavallo è tornato a casa

Storia della riscoperta di semi ritenuti estinti, ritrovati in Canada dove i migranti Italiani li avevano portati.

Lavorando per molti anni in una ditta sementiera internazionale, ho avuto modo di conoscere tante persone veramente interessanti, come i genetisti.

Queste persone girano il mondo alla ricerca di specie, famiglie di vegetali utili al miglioramento genetico delle piante alle quali lavorano. Uno di questi, un amico, sapendo dove abito, mi chiese se sapevo niente del cocomero di Bagnacavallo.

Mi sono informato ed ho trovato alcuni semi, vecchi di decenni e non più germinabili, dopo svariati tentativi in laboratori italiani e olandesi. Nessun risultato, la storia era morta li.

Dopo alcuni anni, questo amico mi telefona e mi dice “l’ho trovato”, in Canada, portato da una famiglia di emigranti Italiani. Mi fa avere un cocomero, io tengo i semi e li riproduco. Da qui inizia la storia del ritrovamento.

Il cocomero di Bagnacavallo è un cocomero in negativo “fotografico”, rispetto a quanto ci ha abituati la grande distribuzione. I colori sono inversi, la buccia ha il fondo chiaro e le righe che delimitano gli spicchi sono scure, il seme è grande e bianco crema a maturazione, la polpa è rosata dal sapore più delicato, peso medio variabile, dai 8 ai 14 kg, non trattandosi di un ibrido, manca di uniformità.

Più tardivo, matura a metà Luglio in forzatura e ad Agosto in pieno campo. Difficile determinarne la perfetta maturazione, non essendo omogeneo come i recenti ibridi, da qui, l’antico mestiere dello “stacchino” di cocomeri, ovvero quella persona esperta che, chiamato nelle aziende si occupava di riconoscere la maturazione e, non meno importante, la “tassellatura”, ovvero la pratica di fare un tassello al frutto per verificarne la maturazione all’atto della vendita.

Pratiche ormai in disuso, ma, nel caso del nostro cocomero vanno riscoperte. Ora siamo a “punto” con la produzione e il cocomero di Bagnacavallo è disponibile, alla Radisa( www.radisa.it) ,azienda agricola ortofrutticola biologica di Bagnacavallo e da altre aziende amiche (Arborea e Az. Passo Regina) e si può acquistare al mercato biologico del venerdì pomeriggio (BIOMARCHE’) sotto le logge del Pavaglione di Lugo Eugenio Mingozzi.

da ‘Terra’ quotidiano ecologista- www.terranews.it

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