Contaminazione prodotti agricoli (PR): Regione si costituisca parte civile

“Dobbiamo difendere la salubrità e l’immagine dei prodotti agricoli di eccellenza che l’Emilia-Romagna esporta in tutto il mondo, a cominciare dal Parmigiano-Reggiano. Per questo motivo ritengo che la Regione debba costituirsi parte civile contro chi verrà rinviato a giudizio nell’indagine sulla contaminazione del latte in provincia di Parma.”

Così commenta la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo, che ha sollecitato l’Assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, in un’interrogazione discussa questa mattina in Assemblea legislativa, perché la Regione valuti, assieme al Consorzio del formaggio, le azioni da intraprendere in merito.

“Le indagini della Magistratura e i controlli delle Ausl – continua Meo – evidenziano che il problema principale è la contaminazione dei cereali che vengono utilizzati come mangime nei nostri allevamenti. E’ recentissimo anche il sequestro di una partita di mais proveniente dall’Ucraina, sbarcato al porto di Ravenna e risultato inquinato da diossine e furani.”

“E’ necessario tenere sempre alta la guardia e intensificare i controlli del servizio sanitario regionale, ma soprattutto dobbiamo sostenere i nostri allevatori che utilizzano, per l’alimentazione dei loro animali, foraggi prodotti nei prati stabili della nostra regione, prati che, oltre ad essere un ambiente naturale da tutelare, sono il presupposto che consente di mantenere vivo il rapporto che lega l’alimento al suo territorio.”

“Infatti, il Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia – spiega la consigliera Meo – nel triennio 2003-2005 ha condotto, grazie a un finanziamento della Regione Emilia-Romagna e al contributo del Consorzio del formaggio Parmigiano-Reggiano, un esteso progetto di ricerca che ha evidenziato la buona qualità e la salubrità dei fieni prodotti nella zona del comprensorio, indipendentemente dalla tecnica colturale impiegata.”

“E’ per questo – conclude l’esponente ecologista – che accolgo con soddisfazione l’impegno dell’Assessore Rabboni a mantenere, anche nel nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, i contributi comunitari previsti per i prati permanenti, i pascoli, i medicai a fine ciclo e per il recupero dei prati di montagna abbandonati.”

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