Continuiamo il cammino verde :mozione all’assemblea nazionale

Continuiamo il cammino Verde…!

La nostra Assemblea si svolge alla vigilia della Conferenza climatica (COP21), che avrà luogo a Parigi, dal 30 novembre all’11 dicembre.

“I cambiamenti climatici costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità” scrive Papa Francesco nella Lettera Enciclica Laudato Si’ – Sulla cura della casa comune, ponendo la questione ambientale e l’urgenza di una reale conversione ecologica al centro del suo messaggio che rivolge a credenti e laici, chiamati tutti ad assumere la necessaria responsabilità per ristabilire l’equilibrio tra umanità e ambiente vitale ed operare i mutamenti indispensabili per affermare una vera giustizia sociale globale. Una svolta epocale.

Parlare di cura e di casa comune significa ribaltare la prospettiva delle cose che contano e che sono alla base della stessa civiltà umana, accogliendo e valorizzando quanto elaborato e proposto dal pensiero filosofico e politico delle donne. “Preserviamo la capacità delle donne di dar da mangiare al mondo” afferma la scienziata ecologista Vandana Shiva”, che lotta da decenni per mettere al bando monocolture, OGM, pirateria dei semi, brevettazione del vivente, che stanno depredando le donne del cosiddetto terzo mondo, la loro creatività e capacità innovativa e decisionale. Nella geografia planetaria dei conflitti sociali, politici e ambientali, emerge una soggettività femminile, che mette in discussione non solo il modello di sviluppo economico, ma anche il sistema simbolico di origine patriarcale che lo sostiene. Il futuro del pianeta e dell’umanità dipende in parte determinante da questo movimento e dall’alleanza delle donne con gli uomini nell’orizzonte di un mutamento profondo soggettivo e relazionale.

Il messaggio del Papa arriva in un momento in cui le conseguenze drammatiche dei cambiamenti climatici sono sempre di più, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi. Saranno quasi 200 milioni i profughi climatici previsti dall’Onu entro il 2050 che fuggiranno da aree desertificate, carestie e guerre per il controllo delle risorse naturali. La pressione anche sui paesi meno compromessi sarà enorme. Il cambiamento climatico colpisce e colpirà in modo più severo le donne dei paesi più poveri, che hanno il compito di produrre il cibo, nutrire e allevare i bambini e le bambine. Le donne profughe climatiche sono tra i 20 e i 26 milioni, l’80 per cento del numero complessivo. Meno dell’1 per cento dei fondi destinati al contrasto degli effetti del cambiamento climatico è riservato in modo specifico alle donne nei paesi più colpiti. Anche in Europa e in Italia gli effetti dell’inquinamento e la crisi ambientale e climatica condizionano negativamente la vita della popolazione e dell’economia. Secondo lo studio “Economic cost of the health impact of air pollution in Europe”, reso noto dall’ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), «il costo economico dei circa 600.000 decessi prematuri e malattie provocate dall’inquinamento in Europa, raggiungevano, nel 2010, la cifra di 1.600 miliardi di dollari», ovvero 1.463 miliardi di euro. Un ammontare che equivale circa al 10% del Pil dell’Unione Europea. Non abbiamo tempo da perdere abbiamo una sola Terra e la dobbiamo difendere! Le nostre storiche battaglie di decenni hanno prodotto e stanno producendo risultati nel campo dell’energia rinnovabile, del consumo del suolo, della difesa della biodiversità e della sicurezza alimentare. Ma sono risultati ancora assolutamente insufficienti, se pensiamo che la grande sfida della conversione ecologica della società e dell’economia ha bisogno di politiche economiche, sociali, urbanistiche e culturali più determinate e decisive per fermare il dramma del riscaldamento globale e delle povertà sociali.

Guardiamo con grande attenzione alla svolta impressa da Papa Francesco e al ruolo culturale e spirituale che il dialogo interreligioso potrà svolgere sulla presa di maggiore consapevolezza della crisi ecologica del pianeta. Già altre guide spirituali si erano espresse sull’urgenza di cambiare modello di sviluppo per salvare la Terra e il suo futuro, a partire dal Dalai Lama.

L’azione culturale e politica dei Verdi italiani nei prossimi anni sarà quella di costruire alleanze nella società per iniziative e proposte comuni tra credenti e laici per salvare Madre Terra, perché la lotta ai cambiamenti climatici per una conversione ecologica dell’economia e della società va insieme e di pari passo alla lotta a tutte le povertà, in un mondo diviso tra poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi. Oggi la crisi economica e la crisi ecologica sono legate tra di loro in maniera indistricabile. Non si affronta l’una, senza affrontare l’altra. Di qui la necessità di dare voce alle popolazioni più povere e vulnerabili.

Essere ecologisti oggi significa difendere l’ambiente ma anche garantire, lavoro, casa, cibo, acqua, salute, istruzione e cultura per tutti i cittadini della Terra. Per questo è indispensabile operare cambiamenti radicali, abbandonare i combustibili fossili e realizzare una vera democrazia energetica, con fonti rinnovabili al cento per cento, entro la metà di questo secolo.

Il passaggio dell’Enciclica in cui si afferma che “la tecnologia basata sui combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas – devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi” è un chiaro messaggio diretto a investitori, amministratori delegati e leader politici affinché accelerino la rivoluzione energetica verso fonti pulite, al risparmio e all’efficienza energetica.

In questa direzione e con questo spirito che lanciamo un appello al governo italiano affinché cancelli le norme previste dal decreto Sblocca Italia che consentono le trivellazioni selvagge per ricerca del petrolio nei nostri mari e nei territori, tutti tra l’altro a vocazione agricola e turistica Come Verdi italiani apprezziamo la storica decisione di dieci regioni, tra cui la Campania, dove i Verdi in Consiglio regionale hanno avuto un ruolo centrale nella scelta effettuata, di chiedere il referendum abrogativo delle norme sulle trivelle selvagge approvate dal governo italiano e sosteniamo con forza l’azione del coordinamento nazionale NoTriv.

In questi primi due anni e mezzo di legislatura non possiamo non rilevare che il parlamento italiano a guida centrosinistra e con una consistente forza di opposizione rappresentata dal M5S, che dichiara una marcata sensibilità ecologista, ha approvato provvedimenti (dallo Sblocca Italia che accelera su grandi opere, inceneritori, silenzio assenso, trivellazioni, alla legge sugli ecoreati) che hanno provocato una riduzione delle tutele ambientali e quindi sanitarie e un grave arretramento rispetto all’Europa sulle politiche ambientali.

Non dobbiamo dimenticare che i Verdi italiani, ai loro inizi con una piccola, ma significativa, presenza di ventuno parlamentari, sono riusciti ad ottenere importanti provvedimenti di legge che hanno cambiato in meglio il nostro paese: la Legge quadro sui parchi, che ha consentito la costituzione dei parchi che abbiamo in Italia è frutto dell’iniziativa e azione politica dei Verdi, così la Legge di regolamentazione della caccia, come pure la normativa sulla biodiversità, sui diritti animali, sulla difesa delle area agricole dalla speculazione dei finti piromani, sugli Ogm, sulle fonti energetiche rinnovabili con il conto energia che ha portato oggi l’Italia ad avere il 38% di energia prodotta da rinnovabili, i provvedimenti nazionali per l’agricoltura biologica e biodinamica ( che oggi presenta un aumento importante nelle esportazioni, nei consumi interni e nel numero di aziende di coltivazione e trasformazione), le norme a sostegno delle medicine non convenzionali e dell’omeopatia, la Legge quadro sulla mobilità ciclistica, la norma sul libero e gratuito accesso al mare.

I Verdi conseguirono questi importanti risultati, grazie alla capacità di confronto, dialogo e convincimento, rinunciando allo scontro ideologico fine a se stesso e privilegiando i contenuti rispetto agli schieramenti e alleanze precostituite.

I futuri Verdi dovranno recuperare alcuni elementi fondamentali e fondanti della loro nascita, patrimonio comune della famiglia verde europea, a partire dal confronto programmatico aperto a tutte le forze politiche e sociali per rinverdire la nostra economia e società, le nostre città, salvaguardare il paesaggio, i beni culturali, la qualità della vita e le relazioni tra le persone.

Sulla base di alcuni punti programmatici per noi irrinunciabili come la lotta ai cambiamenti climatici, a tutte le povertà sociali, al dissesto idrogeologico, alle grandi opere inutili e dannose, alla tutela del territorio e del paesaggio e alla compromissione dei delicati equilibri dei servizi ecosistemici, i Verdi apriranno un confronto aperto nella società, con movimenti e comitati civici/ambientalisti locali, associazioni, sindacati, forze politiche e gruppi parlamentari di maggioranza, di opposizione e naturalmente con il Governo.

In una fase così straordinariamente delicata per il nostro paese e per il pianeta intero, i Verdi italiani sono chiamati ad una forte assunzione di responsabilità che consenta di raggiungere importanti obiettivi per il futuro dell’Italia. Ma la condizione imprescindibile è la coesione interna che porti ad una gestione più ampia e allargata dei Verdi. Riteniamo importante, in un tempo della politica ove tutto è personalizzato e ove i partiti puntano su leadership mediatiche che talvolta sfociano nel modello populista-plebiscitario, dare un segnale diverso. Per queste ragioni proponiamo di sperimentare la gestione collettiva della Federazione, sospendendo l’elezione dei due portavoce, assumendone compiti e funzioni all’interno del gruppo esecutivo composto da donne e uomini scelti dall’Assemblea.

I Verdi devono continuare il loro cammino d’informazione, di battaglia in difesa della vita e per la conversione ecologica come tenacemente fatto nella straordinaria battaglia tarantina. I Verdi devono impegnarsi per costruire luoghi di confronto politico e culturale tra tutti gli ecologisti, le realtà civiche e le forze ed intelligenze “sane”, per pensare e dare concreta realizzazione ad una società, ove la tutela e il perseguimento della salute e del benessere psicofisico delle comunità e dell’ambiente prendano il posto delle azioni e delle dinamiche basate sullo sfruttamento umano e la depredazione delle risorse naturali, paesaggistiche e culturali del paese.

Metteremo al centro della nostra azione politica i territori, promuovendo le donne e gli uomini radicati sia politicamente che elettoralmente. I Verdi dovranno aprire le loro liste ad associazioni, realtà civiche ed ecologiste al fine di eleggere il maggior numero di rappresentanti istituzionali privilegiando quelle alleanze che mettano al centro le politiche di giustizia sociale e di tutela ambientale al di fuori di ogni forma di settarismo o estremismo.

Siamo ignorati dai mezzi d’informazione, come sono ignorati i temi ecologisti, con un’informazione tutta avvitata nel pettegolezzo, nella politica urlata e volgare, senza proposta. Nonostante ciò, il messaggio ecologista e verde di trent’anni orsono non solo è di estrema attualità, ma comincia ad essere assunto, seppure in modo contraddittorio, nell’agenda politica mondiale. Questo è anche nostro merito. Ed è per questo che il cammino Verde deve continuare, nella consapevolezza che sarà necessario colmare il deficit di etica della responsabilità tanto in chi governa quanto nella cittadinanza, auspicando e lavorando per quel cambiamento culturale nel paese che consentirà anche a noi Verdi di avere i giusti consensi e contribuire così di più a cambiare l’Italia. I Verdi sono il simbolo più antico della storia della politica italiana, ma porta un messaggio di cambiamento e di innovazione tra i più attuali, nuovi e contemporanei.

I Verdi saranno la forza politica che si batte contro gli egoismi, contro i fili spinati che respingono i profughi, i rifugiati e i migranti costruendo, a partire dall’Europ,a politiche di accoglienza, di cooperazione, progresso e pace in quei paesi dell’Africa e del Medio Oriente che subiscono guerre, carestie e fame.

La nostra Europa è l’Europa che costruisce politiche economiche solidali, sostenibili atte a garantire più giustizia sociale. Per queste ragioni non ci riconosciamo nelle attuali ricette economiche di austerità che hanno provocato tanta povertà e peggiorato la qualità della vita di decine e decine di milioni di cittadine e cittadini europei. In tale senso siamo impegnati insieme ai Verdi Europei per chiedere la modifica dei trattati europei a partire da quello di Lisbona e ad opporci alla ratifica del Ttip –il trattato commerciale di libero scambio tra USA e UE- che mette a rischio la sicurezza alimentare, ambientale e la salute dei cittadini, nonché la tipicità dei prodotti delle terre italiane, compromettendo il lavoro di decenni di molte realtà produttive locali.

I Verdi italiani lavoreranno con il partito Verde europeo, di cui sono co-fondatori e componenti attivi, per dare forza e impulso alla realizzazione degli Stati Uniti d’Europa, lottando contro i neopopulismi, le chiusure identitarie e nazionalistiche, le visioni di breve periodo, la prevaricazione dei poteri lobbistici, economici e finanziari, seguendo l’ispirazione dei grandi federalisti europei, a cominciare dall’italiano Altiero Spinelli.

Nel ventennale della morte di Alexander Langer, che dei Verdi italiani è stato uno dei principali promotori e fondatori e che per anni ha avuto la responsabilità del Gruppo verde al Parlamento europeo, vogliamo raccogliere con più forza e convinzione il suo insegnamento europeista ed ecologista, pacifista e nonviolento, per ridare vitalità e credibilità politica, culturale ed etica al messaggio ecologista.

 

 

 

E’ per le ragioni da noi esposte in questa mozione, delle modifiche

statutarie proposte e per imprimere nella società italiana una forte svolta

del messaggio culturale e politico Verde che candidiamo al ruolo di

portavoce  GIOBBE COVATTA , che ringraziamo per aver accettato, convinte e convinti che lavorerà con noi, mettendo a disposizione la sua grande umanità, intelligenza del mondo e capacità comunicativa,  per costruire un’Italia

solidale, giusta ed ecologicamente sostenibile”

su : verdi.it   le firme dei sottoscrittori

Prima scheda sul benessere animale proposta da Lorenzo Lombardi

I Verdi sono stati e sono l’unico partito italiano contro la caccia, senza se e senza ma , come siamo e siamo sempre stati contro la falsa scienza della vivisezione che Gandhi definiva il crimine più nero che l’uomo possa compiere.

Abbiamo sostenuto la raccolta firme di Stop Vivisection e vogliamo continuare a ribadire il nostro no a questa pratica vergognosa ed antiscientifica, promuovendo invece i modelli sperimentali che non prevedano sfruttamento animale .

Le politiche di benessere animali sono sempre state al centro della nostra azione. Da parlamentari, senatori, consiglieri regionali e comunali verdi sono venute le proposte più avanzate in merito di tutela animale. Dobbiamo continuare a batterci contro lo sfruttamento animale nei circhi, zoo e delfinari.

Dal 2006 la Fao e l’ONU indicano nel ciclo della carne uno dei principali fattori d’inquinamento, disboscamento, produzione di Co2 e consumo di acqua a livello planetario.

Dobbiamo ribadire il nostro No agli allevamenti intensivi e favorire scelte alimentari e stili di vita sostenibili per il pianeta che siano Cruelty Free.

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