DOPO IL VOTO – 4

Continua, sul sito dei Verdi Emilia Romagna, il dibattito sul dopo voto:

riceviamo da Pietro Anania e qui pubblichiamo.

Buondì.

Anche la domenica mattina scrivo lettere..

Nuovo governo, nuov* ministr*. E dunque eccomi a studiare il profilo di Sergio Costa, il nuovo ministro dell’Ambiente. Forestale-carabiniere, o carabiniere-forestale: questione di punti di vista.

Virtuosamente legato alla lotta alle devastazioni ambientali di stampo mafioso.

Sergio Costa oggi è generale di brigata dei carabinieri, a causa del “ddl Madia” che ha decretato, nel 2016, lo scioglimento di un corpo civile specificamente dedicato alla salvaguardia dell’ambiente.

Decreto che ha costretto migliaia di “forestali” a seguire in seguito i cosiddetti “corsi di militarizzazione”, espressione che non lascia presagire nulla di buono. (1)

Mio padre è stato impiegato nel Corpo Forestale; oggi è un carabiniere, proprio come il nuovo ministro dell’Ambiente.

E quanto fui, da bambino, orgoglioso di essere figlio di un uomo che più di una volta, disarmato, affrontò i cacciatori di frode e i motociclisti selvaggi che infestano i boschi del cuneese!

Il suo modello mi insegnò ad apprezzare la politica dell’agente disarmato, il “bobby” inglese, oltreché il bellissimo esempio di smilitarizzazione della Costa Rica(2), dove da decenni il denaro risparmiato grazie alla riduzione delle spese militari e belliche viene stornato su piani di salute pubblica e protezione dell’ambiente dalle attività umane.

Ieri la festa della Repubblica è stata segnata da manifestazioni antimilitariste, a Bologna e altrove(3), a riprova che una parte della cittadinanza ancora si rifiuta di associare l’ingombrante e onerosa presenza delle Forze Armate alla sopravvivenza del Paese e alla difesa delle sue istituzioni e della cittadinanza.

Quindi, un Generale al Ministero dell’Ambiente.

Affiancato, alla Difesa, da una donna, Elisabetta Trento, che pare legata al mondo delle forze mercenarie e degli armamenti(4), e all’Interno da Matteo Salvini, il quale ha recentemente sostenuto un’eventuale reintroduzione della Leva obbligatoria, in armonia con la nuova caratterizzazione neo-nazionalista della Lega. (5)

Si discute in questi giorni delle future sorti del movimento NO-TAV e di altre “lotte alle nocività”. (6)

Evito di formulare profezie catastrofiche, tuttavia ho ben presente che la lotta NOTAV (e tante altre) hanno avuto tra i loro peggiori nemici proprio i militari.

Questi regolarmente fanno dello spirito di corpo, dello sradicamento dalle terre in cui vengono inviati e del “monopolio della violenza legittima” altrettanti mezzi per la tutela di interessi privati, capitalistici, contro i beni comuni.

Come si comporterà Sergio Costa rispetto a queste dinamiche?

Ai posteri l’ardua sentenza; ma non ho paura di affermare che l’ambientalismo, privato della sua caratterizzazione nonviolenta (e quindi antimilitarista), non è ossigeno per la società ma gas lacrimogeno negli occhi degli uomini e delle donne che, con forza e speranza, ogni giorno lottano contro grandi e insulse opere e contro la distruzione dell’habitat che esse comportano.

Meno camionette, più biciclette;

meno manganellate, più passeggiate; 

meno lacrimogeni, più ossigeno:

L’ambiente non si difende con le armi,

ma con l’amore!

Pietro

LINK:

(1)https://blog.nuoviconcorsi.it/no-alla-militarizzazione-della-forestale/

(2)https://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/34480.html

(3)http://www.bolognatoday.it/eventi/ALTRO-2-giugno-festa-repubblica-bologna.html

(4)https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/02/governo-pd-allattacco-della-ministra-della-difesa-presidente-di-una-struttura-che-reclutava-mercenari/4399980/

(5)http://www.repubblica.it/politica/2018/02/07/news/salvini_giovani_leva_militare_meglio_della_cannabis-188270663/

(6)http://www.notav.info/post/cosa-diremmo-al-ministro-dei-trasporti/

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