POLVERI SOTTILI, OLTRE I LIMITI

Matteo Badiali, bolognese,

co-portavoce dei Verdi italiani

Polveri sottili oltre i limiti: servono misure strutturali, una cura del ferro per il trasporto pubblico.
In questi giorni, complice l’andamento meteo, le polveri sottili superano i limiti a Bologna e in generale in Emilia Romagna e nella pianura padana. Si attende una ondata di freddo per tornare a livelli legali.
Legali, ma non per questo meno pericolosi per la salute.
Migliaia di morti in più per l’inquinamento dell’aria. È quanto emerge dall’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria dell’Agenzia UE per l’ambiente. Il nostro Paese è al secondo posto in Europa per morti per Pm2.5 (60.600) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500) e per l’ozono (3.200).
Al di là delle misure contingenti, che rischiano di rimanere palliativi che non incidono veramente sulla qualità dell’aria, servono piani strutturali per spostare la mobilità dalla gomma al ferro in pochi anni.
Infatti dal trasporto privato su gomma di merci e persone deriva gran parte del problema.
Un sistema ferroviario metropolitano e regionale davvero funzionale, sul modello delle metropoli europee, che copra tutto l’arco della giornata e non solo le ore lavorative, con treni moderni, comodi, efficienti e con prezzi scontati per chi lascia l’auto a casa. Con un sistema di trasporto pubblico coordinato dalle stazioni ferroviarie verso le località prive di ferrovia.
L’impegno su questo obiettivo da parte delle istituzioni, risulta ad oggi molto insufficiente e frammentario, mentre quello per favorire l’auto continua a primeggiare.

Matteo Badiali

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