Amministrative 2019 MODENA

Programma elettorale Verdi

VERDI MODENA

VERDI MODENA

Programma elettorale Verdi

Amministrative 2019 MODENA

È ora di cambiare.

L’impegno dei Verdi per una città Europea, Sostenibile, Solidale

Da sempre i Verdi sostengono la necessità di costruire un rapporto diverso tra attività umane e natura, ma oggi i cambiamenti climatici in atto e i movimenti di opinione mondiali impongono senza riserve un approccio diverso alla politica. Le piazze piene di cittadini che chiedono con i Fridays For Future un mondo diverso sono un richiamo a valori per noi storici. Il cambiamento, ineludibile, deve partire anche dal basso, dai comportamenti dei cittadini fino alle politiche di governo dei territori, in primo luogo delle città. Mai come ora è attuale il motto da sempre dei Verdi “pensare globalmente e agire localmente”. In questo quadro l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite è un punto di riferimento per costruire una società sostenibile sia ambientalmente che socialmente.

Il nostro programma elettorale si pone obiettivi concreti, realizzabili qui e ora, per cambiare una città che ha una tradizione di eccellenza ma che ha dimostrato altrettante criticità e problemi per cui necessitano risposte urgenti, con una finalità precisa: fare di Modena una città Europea, Sostenibile e Solidale.

Noi Verdi lavoreremo con la nostra concretezza e competenza per questo obiettivo, dialogando con i cittadini e discutendo le altre forze politiche con la serenità e la determinazione delle nostre ragioni e della nostra esperienza.

I Verdi tornano oggi sulla scena politica protagonisti più che mai, forti delle proprie origine legate all’ambientalismo scientifico , con sempre maggiore attenzione ai temi del sociale, con una chiara vocazione europeista e con una collocazione politica all’interno del centro sinistra .

Qui e ora, a Modena, la scelta di campo è chiara e netta. Mai con la destra e i populismi, mai rinunciatari, sempre determinati a promuovere il rinnovamento del centro sinistra. Le prossime amministrative saranno le prime realmente contendibili per la nostra città. Le posizioni estremiste, anti-liberali, reazionarie, oggi interpretate dalla Lega, che agita paure volutamente amplificate, stanno facendo presa nel paese. La dissoluzione dei 5S, che si sono appiattiti sulle tematiche sociali e dell’immigrazione dei leghisti e che hanno rinunciato a sostenere le questioni ambientali, ha aperto la strada ad una destra che dobbiamo contrastare.

Di fronte alla prospettiva di trovarci al secondo turno a dover decidere chi votare, tra Lega e PD, con il rischio di vedere la Lega vincente grazie alla dinamica penalizzante dei ballottaggi, che ha dimostrato di favorire spesso chi coagula malcontento e populismo, la nostra scelta è chiara: da subito nel centro sinistra chiedendo a viva voce rinnovamento e cambiamento.

Il tutto con un chiaro obiettivo strategico: migliorare la nostra qualità dell’aria. La qualità dell’aria è una priorità sanitaria che non può più essere affrontata con le sole limitazioni alla circolazione. Il 90% della popolazione europea che respira aria inquinata vive nella Pianura Padana. Servono risorse da richiedere a viva voce alla Comunità Europea. Servono interventi strutturali, coerenti, coordinati tra i settori urbanistica, lavori pubblici, ambiente e mobilità. Servono servizi per il trasporto pubblico veloci e affidabili. Serve un cambiamento anche culturale di amministratori, tecnici e cittadini. La qualità dell’aria comporta patologie respiratorie, riduzione delle aspettative di vita, costi sanitari e sociali, perdita di competitività. Deve diventare il principale problema affrontato dall’amministrazione, deve essere portato ai tavoli regionali, nazionale ed europeo per ottenere risorse, strategie condivise, interventi strutturali, su due ambiti che sono ad oggi i principali imputati delle emissioni nocive, oltre che climalteranti: Urbanistica e Mobilità. Per questo vogliamo incidere sulle politiche del centrosinistra, e sappiamo che ciò sarà possibile solo ottenendo un chiaro consenso elettorale. Solo un forte gruppo di consiglieri Verdi potrà nei prossimi 5 anni dare concretezza e continuità ad un processo di cambiamento delle politiche amministrative.

Per questo abbiamo deciso di partecipare alle elezioni amministrative e di schierarci con il centrosinistra, portando all’interno della coalizione le nostre posizioni, quando serve critiche e dissonanti, per cambiare rotta, qui e ora, e costruire una Città Europea, Sostenibile e Solidale.

Urbanistica e Lavori pubblici

La città deve essere vivibile per tutti, bambini, giovani, adulti, anziani. Deve essere organizzata per garantire mobilità a chi si muove a piedi, in bicicletta, con il trasporto pubblico e per chi ha disabilità o difficoltà deambulatorie. Marciapiedi larghi e continui, piste ciclabili sicure e integrate, corsie preferenziali nei punti critici per velocizzare gli autobus, sosta regolamentata e il più possibile in struttura, in particolare nelle zone altamente residenziali e non solo in centro storico.

Saldo zero subito. Il settimo Programma di azione ambientale dell’Unione Europea fissa al 2050 l’obiettivo del consumo di suolo a saldo zero. La nuova legge urbanistica regionale stabilisce che lungo tale periodo il consumo ulteriore di suolo sia contenuto entro il 3% del territorio urbanizzato. Il Comune di Modena deve applicare da subito l’obiettivo del saldo zero rinunciando all’espansione, agevolando la rigenerazione urbana ed edilizia e introducendo un processo graduale di rimozione dell’impermeabilizzazione dei suoli.

Riqualificare e Rigenerare. Oggi la priorità è la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici esistenti. Generazioni di modenesi hanno risparmiato investendo nella propria casa, un bene da lasciare in eredità. Ma oggi il valore di un appartamento senza ascensore, non coibentato, con elevati consumi energetici è sempre minore. Dobbiamo riqualificare per ridurre le emissioni nocive ma anche per tutelare il patrimonio di un’intera generazione. Per questo serve una task force mirata, (da realizzare in collaborazione con l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile–AESS) che integri competenze trasversali, tecniche, specialistiche, energetiche, ma anche sociali e di mobilità. Alla quale anche il singolo cittadino possa rivolgersi per ottenere consigli utili alla riqualificazione energetica del proprio appartamento. Spesso non fai perchè non sai come e cosa potresti fare per riqualificare il tuo appartamento.

Spazi welfare rinnovati. La dotazione di welfare, come spazi di aggregazione e luoghi fisici per le erogazioni di servizi è un patrimonio originato dalle politiche degli anni ‘70, oggi i bisogni da soddisfare sono diversi e urgono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che colgano l’opportunità di rilanciare e ripensare nuovi servizi. Scuole, polisportive, parchi, biblioteche devono essere integrate con la città, accessibili a piedi e in bicicletta, aperte ad orari prolungati, disponibili per accogliere nuovi servizi e nuovi utenti.

La manutenzione con una visione attenta ai nuovi bisogni è la chiave strategica per rinnovare la città e passa, oltre che da nuovi obiettivi anche da nuove strategie operative, come la maggiore integrazione degli assessorati attraverso un ufficio progetti complessi.

Progetto Musicisti. La nostra proposta è di partire dalla zona Musicisti, per ripensare una parte di città, con un approccio Europeo, con pedonali, ciclabili, spazi condivisi, ridando valore ad un patrimonio immobiliare che oggi si sta deteriorando velocemente. Il Progetto Musicisti deve affrontare anche gli aspetti logistici, gli aspetti sociali, e realizzare interventi dimostrativi per affinare metodologie e competenze e smuovere un volano che può dare lavoro alle imprese in modo intelligente e tutelando il patrimonio delle famiglie modenesi.

Mobilità

La mobilità urbana vive di spostamenti brevi, sotto i 2,5 km, oggi per il 45% realizzati in automobile. Inevitabile visto che la struttura urbana si è adattata alle automobili, dimenticando la mobilità pedonale e ciclistica e relegando il trasporto pubblico ad un ruolo residuale. Una città da vivere a piedi e in bicicletta si può realizzare con interventi concreti, poco costosi, velocemente realizzabili, che puntino a costruire nelle zone urbane le dotazioni minime: marciapiedi larghi e collegati, fruibili da tutti e con un’attenzione particolare a bambini e persone con problemi di mobilità, piste ciclabili integrate e protette sui grandi assi, zone 30 in cui far convivere in sicurezza auto, pedoni e ciclisti a pari dignità, riequilibrio degli spazi dedicati all’auto per rilanciare mobilità pedonale e ciclistica.

Per il trasporto pubblico bisogno puntare ad una maggiore velocità commerciale, eliminando i punti critici con la realizzazione di corsie preferenziali. La velocità del servizio garantisce soddisfazione per gli utenti e puntualità evitando ingorghi e code. Chi viaggi in autobus aiuta anche chi per destinazione o lavoro deve obbligatoriamente prendere l’auto. per questo gli utenti del TPL devono avere servizi di qualità, e il trasporto pubblico deve essere accessibile. Anche con il superamento dell’orario scolastico e il mantenimento delle frequenza fino a tutto il mese di luglio.

Progetto Bus Pass. Un abbonamento annuale di libera circolazione sulla rete urbana riservato a tutti i residenti di Modena al costo di 60€ annuali. L’obiettivo è vendere un numero elevato di abbonamenti, garantendo un’entrata certa per l’azienda e portando tutti modenesi ad avere in tasca la tessera di accesso ai servizi di mobilità, che possa anche permettere l’utilizzo del bike sharing e del taxi bus notturno.

Riprendiamoci la sosta. La decisione di cedere la gestione di tutta la sosta a raso è stato un errore, le risorse derivanti dalla gestione della sosta a raso sono vincolate a sostenere i costi di realizzazione del “Parcheggio del Centro”, ancora sottoutilizzato, fino al 2053. Proponiamo che venga effettuata una analisi del contratto di affidamento onde poter valutare la fattibilità, la tempistica e la convenienza economica di riacquisire l’opera al patrimonio pubblico, appaltando solo la gestione dei servizi, e garantendo libertà di utilizzo delle risorse e di governo dei costi, elemento fondamentale per governare e orientare la domanda di mobilità tra auto, tpl, bicicletta e nuove forme di accesso ai servizi in condivisione.

No alla Bretella, sì alla ferrovia. Lo scalo merci di Marzaglia è un’opera strategica a servizio del nostro territorio, oggi rischia invece di rappresentare solamente la ricollocazione di container dagli scali merci delle stazioni di Modena, Reggio Emilia e Rubiera, e diventare il piazzale di carico-scarico del comprensorio ceramico senza possibilità di ulteriore sviluppo, una scelta incomprensibile e dettata solo dalla volontà di realizzare un’autostrada inutile, dannosa e costosa, di accesso per il trasporto su gomma. Va garantita la realizzazione della bretella ferroviaria di collegamento tra gli scali merci di Dinazzano e Marzaglia (prevista anche nel PRIT 2025), rivisto il tracciato del primo stralcio, in particolare la viabilità di accesso su gomma allo scalo e la tangenziale di Rubiera e rinunciare al secondo stralcio.

Sempre più Gigetto. è un tracciato esclusivo per il trasporto pubblico da potenziare, valutando l’opportunità di trasformazione in un servizio di tipo metropolitano (tram-treno) con mezzi moderni ad alta frequenza e semaforizzazione dei passaggi a livello; da valutare anche il prolungamento con Carpi per realizzare un asse Sassuolo-Modena-Carpi che collega i tre poli economici e di più alta densità abitativa della Provincia di Modena.

A scuola da soli. Una delle richieste dei giovanissimi del FFF è poter andare a scuola da soli. Lo spettacolo delle tante auto dei genitori parcheggiate davanti alle scuole in attesa  ell’uscita degli studenti dove finire. Le scuole superiori dovrebbero essere aiutate a

dotarsi di un parco biciclette con il logo della scuola. Servono percorsi sicuri, pedonali e ciclabili, casa-scuola e zone Auto Free attorno a tutte le scuole per spingere famiglie e studenti a cambiare le vecchie abitudini.

Una città ciclabile. In Europa ci sono esempi concreti di città ciclabili, una revisione culturale, organizzativa e infrastrutturale che deve coinvolgere cittadini, associazioni e i diversi settori dell’amministrazione che si occupano di mobilità: urbanistica, lavori pubblici, ambiente, polizia municipale, servizio mobilità. Le nostre proposte sono:

1. Formalizzazione di un Consulta Permanente della Mobilità Nuova, composta dai rappresentanti di tutte le modalità di spostamento (mezzi privati motorizzati, mezzi pubblici su gomma e ferro, bici, piedi) con funzioni di supporto alle decisioni in materia di mobilità.

2. Istituzione di un ufficio di attuazione del PUMS con personale dedicato allo di studio, monitoraggio, pianificazione, progettazione, realizzazione e manutenzione di tutti gli interventi relativi a mobilità e traffico, comprese le azioni di mobility management.

3. Moderazione del traffico in tutti i quartieri residenziali, realizzazione di zone senza auto anche fuori dal centro storico e programmazione di un piano di interventi sistematici sui percorsi pedonali, riduzione del limite di velocità a 30 km/h nel centro urbano, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 50 km/h per le strade le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali.

4. Realizzazione di percorsi ciclabili strutturali considerando anche soluzioni di nuova concezione come le ciclabili in sede stradale, evitando soluzioni che comportino la promiscuità ciclopedonale mettendo in conflitto queste due categorie di utenti della strada, nell’ottica della realizzazione di una rete efficiente (BiciPlan) con la giusta visibilità e riconoscibilità.

5. Adeguamento degli incroci e degli attraversamenti per dare continuità e scorrevolezza ai percorsi pedonali e ciclabili, prevedendo zone avanzate per ciclisti ai semafori e la possibilità ai velocipedi di circolare in ambo i sensi.

6. Introduzione nel Regolamento Urbanistico ed Edilizio dell’obbligo di depositi protetti per biciclette nei nuovi interventi; previsione di incentivi per i dipendenti che si recano al lavoro in maniera sostenibile e diffusione dei depositi protetti e portabiciclette nel territorio urbano.

7. Interventi di integrazione tra mobilità ciclistica e altre forme di mobilità favorendo l’intermodalità dei mezzi, la diffusione di posteggi per le biciclette, abbonamenti TPL agevolati.

8. Riorganizzare lo spazio pubblico, assegnando spazi e risorse proporzionali alle effettive modalità di spostamento allo scopo di ridurre l’uso dei mezzi motorizzati privati al 50% degli spostamenti totali entro il 2024.

9. Promuovere ed agevolare il trasporto urbano delle merci in maniera sostenibile, in particolare via bike cargo.

Rifiuti

Modena è stata una delle prime città ad introdurre la raccolta differenziata già alla fine degli anni 70. Nei decenni successivi, la pianificazione e l’introduzione della raccolta differenziata ha evitato emergenze rifiuti che abbiamo visto altrove. Ma oggi, di fronte alla crisi delle risorse e alla necessità di una gestione sostenibile di tutta la filiera dei rifiuti, dalla produzione di materiali al loro recupero, quella pianificazione non è più sufficiente a rispondere alla sfide del futuro. La Legge Regionale sull’Economia Circolare indica una strada molto chiare verso il recupero di materia: Modena deve applicare la tariffa puntuale dei rifiuti entro il 2020, per rispondere al principio di chi inquina paga, alla richiesta di trasformazione dell’economia da lineare a economia circolare e permettere il massimo riciclo dei materiali differenziati e recuperare così importante risorse.

La nostra città produce troppi rifiuti, oltre 650 Kg. a persona, di questi ben 270 Hg. ogni anno sono avviati allo smaltimento. L’obiettivo, grazie alla raccolta porta a porta e alla tariffa puntuale, è scendere a 50 Kg. per abitante all’anno, passando lo smaltimento da strutturale a residuale. Un modo concreto per applicare i principi di riduzione dei rifiuti, di riciclo efficiente e recupero di materia aumentando la qualità della raccolta differenziata.

Ogni cittadino deve diventare responsabile della propria produzione di rifiuti, attraverso la formazione di una coscienza collettiva che partecipa attivamente e consapevolmente agli obiettivi europei, nazionali e regionali, attraverso un sistema di raccolta efficiente. Diventa indispensabile una politica che incentiva le aziende a produrre meno rifiuti e recuperare i materiali riciclabili. Per questo lanciamo due progetti: Modena Plastic Free e OutofFire.

Modena Plastic Free. Eliminare l’uso delle plastiche usa e getta e di ridurre il ricorso ad imballaggi di plastica che abbiamo alternative concrete. Partendo da tutte le strutture comunali: uffici, mense, biblioteche, scuole, case assistenza. E coinvolgendo altri enti pubblici: Università, USL, Ospedali. Oltre che privati: cittadini, negozianti, imprese.

Ouf fo Fire. Dobbiamo programmare la chiusura del termovalorizzatore entro il 2030 e la riduzione dei rifiuti inceneriti del 50% entro il 2025. L’area impiantistica di Modena risale al 1965, sono ormai 55 anni che serve il territorio ma anche che crea disagi e problemi ad una parte della popolazione, che ne paga l’impatto. Per questo dobbiamo pianificare una riduzione dell’utilizzo dell’incenerimento e una definitiva uscita da una fase storica per aprirne concretamente una nuova. Il rischio, evidente, è che l’inceneritore di Modena non  serva più il nostro territorio ma un bacino sempre più ampio.

Turismo

Modena ha un suo turismo che è legato al Sito Unesco, al bel canto, alle auto sportive, alle eccellenze di prodotti alimentari (aceto balsamico e parmigiano reggiano) alla gastronomia, alla sua storia. In particolare modo le eccellenze gastronomiche e alimentari hanno la necessità di essere viste come prodotti legati alla sostenibilità, promuovendo chi le produce con sistemi di sostenibilità ambientale o perché certificate come biologici o biodinamici o perché certificate nel processo produttivo.

Inoltre questo circuito già a sistema, deve essere integrato con il cicloturismo locale, interregionale e nazionale che in Italia vale 4 miliardi di Euro. Modena è sull’asse della Eurovelo 7, una delle principali vie cicloturistiche europee che collega il Nord con il Sud Europa. Nessuno intercetta questi turisti che sono in costante crescita. Promuovere sconti per chi visita Modena e i suoi musei e chi soggiorna in città utilizzando la bicicletta è un invito per il turista ciclo viaggiatore che è più disponibile a pagare servizi turistici, perché non ha il costo del viaggio in auto o con altri mezzi.

Incentivare la visita dei musei della città integrando la proposta di visita di musei dei comuni limitrofi promuovendo sconti o ingressi gratuiti a che li visita in bicicletta o con i mezzi pubblici. Per esempio: visita i musei dell’auto in bici.

Modena può diventare la città del turismo della mobilità sostenibile potenziando e rendendo efficiente, facile e sicuro il suo sistema ciclabile che gode già di una sufficiente copertura territoriale e che si allaccia a ciclabili e itinerari interprovinciali.

Cultura

«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».

Peppino Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978)

Anche noi Verdi di Modena, come Peppino Impastato siamo convinti che la cultura sia un’arma potente. La sensibilità verso l’ambiente e la sua tutela non possono prescindere dalla cultura, dal saper distinguere tra ciò che è bello e ciò che non lo è, tra ciò che è sano e ciò che non lo è, tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. La cultura ha un valore formativo e sociale incommensurabile. Per questo la cultura ha un posto importante nel nostro programma.

Responsabilità politica e competenza specifica. Per questo il primo punto delle nostre proposte riguarda l’assessorato alla Cultura che deve esprimere un assessore specifico (ora ricordiamo, a Modena, Cultura ed Istruzione dividono lo stesso assessore), che abbia preparazione ed esperienza in materia in grado di dar vita a un programma culturale organico, capace di raccogliere il testimone di quanto fatto in città a partire dagli anni ‘80.

Sostenere e ampliare la produzione e programmazione culturale. Riteniamo sia fondamentale sostenere le produzioni e le programmazioni delle eccellenze culturali del territorio che sono tante come il Teatro Comunale, i Teatri Storchi e Passioni, le numerose compagnie teatrali cittadine. Così come vanno sostenute le produzioni e le programmazioni delle associazioni attive in ambito musicale, della Tenda, del Centro Musica, in ambito cinematografico il Circuito Cinema, le Biblioteche e più in generale quelle associazioni culturali che producono e programmano rassegne e appuntamenti di qualità.

Favorire la crescita qualitativa e quantitativa della produzione culturale. Vanno incentivate le produzioni territoriali, fornendo infrastrutture, servizi, formazione per i più giovani, occasioni di presentazione del lavoro fatto. Perché cultura per noi è produrre, dare vita a qualcosa che rimanga nel tempo qualcosa che vada al di là della semplice organizzazione di eventi. Occorre superare la sola logica semplicistica dei bandi pubblici generalisti, impegnandosi a definire progetti condivisi per la città.

Attrarre la creatività. Inoltre è importante mettere in campo esperienze e progetti capaci di attrarre giovani creativi verso la nostra città. Creare un flusso di idee in entrata e in uscita, anche grazie alla realizzazione di accordi e collaborazioni con prestigiose istituzioni culturali e nazionali e internazionali. Sviluppare nuove proposte e idee per l’alta formazione in campo artistico. Credo che molti ricorderanno le bellissime mostre frutto della collaborazione della FCRMO con la Guggenheim di Venezia purtroppo cessata troppo presto. Basti guardare agli spettacoli di caratura internazionale che Ert può permettersi di portare in città grazie alle collaborazioni europee del Progetto Prospero oppure ai bei concerti realizzati dal teatro Comunale in collaborazione con il Festival Angelica di Bologna.

Programmare eventi artistici di qualità. E tornando all’arte, a quanto si diceva sopra, bisognerebbe tornare a pensare di organizzare mostre importanti, quelle che un tempo si chiamavano “grandi mostre” (l’ultima che si ricordi a Modena è stata quella dedicata ad Ansel Adams) che a differenza degli eventi spot che si consumano velocemente hanno una tenuta più lunga garantendo un maggior numero di visitatori e anche maggiori entrate. E a proposito di entrate noi Verdi riteniamo sia stato un errore decidere di mettere le mostre della Galleria Civica a pagamento. Per definizione la Galleria Civica deve fare formazione, formare i cittadini e fornire loro gli strumenti per comprendere l’arte e la sua evoluzione. Questo obiettivo fondamentale dovrebbe essere tenuto in conto, sia nella programmazione delle mostre (che come minimo dovrebbero essere didascaliche e fornire chiavi di lettura) sia nella gratuità delle stesse.

Ripensare la Fondazione Modena Arti Visive. Noi Verdi di Modena, partendo dalla considerazione che la cultura debba essere pubblica, non abbiamo apprezzato la di fatto privatizzazione della Galleria Civica e del Museo della Figurina. A oltre un anno e mezzo dal suo insediamento rileviamo forti criticità nella conduzione di Fondazione Modena Arti Visive che sta cancellando le peculiarità dei tre soggetti che vorrebbe mettere a sistema che hanno perso la quasi totalità del personale che li ha seguiti per decenni. Auspichiamo un ripensamento sulla decisione o come minimo una revisione del progetto FAV. E qui teniamo a sottolineare che la direzione degli Istituti culturali modenesi, può essere affidata a non modenesi (cosa per Modena abbastanza consueta), ma questi devono garantire una presenza continuativa sul territorio così come garantire una gestione condivisa con i collaboratori. Non si può prescindere da questo.

Valorizzare il sito Unesco e il Centro Storico. È ormai evidente che l’aumento del flusso turistico è legato al piacere di visitare il Centro Storico e il sito Unesco. Pertanto è necessario compiere importanti investimenti per la valorizzazione dell’esistente e il recupero e l’apertura di nuovi spazi ed edifici di grande valore storico e architettonico.

D’altra parte è opportuno ridurre l’utilizzo degli spazi storici per la realizzazione di eventi e manifestazioni a prevalente scopo commerciale che sviliscono il ruolo del centro cittadino.

Cultura e bellezza i veri motori della città. La bellezza diffusa, la bellezza insegnata, la cultura come motore dello sviluppo economico e sociale: cultura, creatività, bellezza devono essere alla base di un nuovo approccio globale che abbracci le imprese, lo sviluppo urbano, la formazione, i giovani. Devono essere alla base dei progetti di rigenerazione urbana, del recupero ambientale, dei nuovi insediamenti. La cultura e la bellezza devono essere condivise con i cittadini attraverso pratiche di partecipazione attiva su tutti i principale temi sul futuro di Modena.

Scuola

Riprendere il “Patto per la Scuola” siglato nel 2013 con durata triennale in cui Istituzioni Scolastiche e Amministrazione Comunale individuano le forme, i modi e le risorse per l’interazione tra Scuole, Amministrazione, tra le scuole stesse e il territorio, favorendo il contributo e partecipazione dei genitori nei processi decisionali che li coinvolgono, valorizzandone le competenze nel rispetto dei ruoli; sostenere la comunità scolastica come comunità educante in cui gli adulti offrono agli alunni, pur nella diversità di ruoli e competenze, modelli collaborativi e partecipativi propedeutici all’esercizio della cittadinanza attiva.

Valorizzare MEMO come centro di eccellenza per le opportunità offerte al mondo della scuola nello spirito di Sergio Neri; come centro di documentazione per insegnanti, alunni con disabilità e genitori in cui ritrovare buone pratiche arricchite negli anni e disponibili per tutti.

Lotta alla dispersione scolastica, elevata anche a Modena, attivando risorse e progetti a sostegno degli alunni in difficoltà intervenendo il più precocemente possibile (già dalle materne) per prevenire il disagio.

Progetto educativo ambientale diffuso nelle scuole finalizzato alla lotta contro lo spreco con il recupero del cibo nelle mense.

Progetto Smart school a sostegno della didattica: creazione di una piattaforma di dialogo e rinforzo scolastico tra studenti e insegnanti per rendere più semplice e fattibile il recupero, anche dalla propria abitazione e in orari diversificati.

Progetto di educazione sentimentale per promuovere la conoscenza e il rispetto di sé e dell’altro, in particolare delle donne, in considerazione dell’aumento preoccupante di femminicidi nel nostro paese.

Interventi di forestazione urbana e cinture verdi

Incrementare nei prossimi 5 anni la forestazione urbana di almeno 200 Ha e raggiungere quindi una superficie pari ad almeno 500 Ha di bosco urbano e aree verdi per l’assorbimento della CO2 e la mitigazione dell’isola di calore.

Attuare politiche di aumento della biomassa negli ambiti agricoli, negli ambiti per dotazioni ecologiche e per attrezzature collettive, al fine di migliorare la qualità paesaggistica complessiva degli ambiti periurbani e agricoli, secondo criteri di mitigazione del clima al fine di ridurre il fenomeno “isola di calore” (cinture verdi, cunei centro-periferia), migliorare la qualità dell’aria e assorbire la CO2 emessa dalle attività antropiche.

Aree di forestazione e mitigazione nelle zone di sedime della vecchia linea ferroviaria Modena – Milano e lungo il nuovo tratto della linea ferroviaria, intorno alla tangenziale, lungo le aste fluviali dei fiumi Secchia e Panaro , rimboschimenti vincolati alle convenzioni dei Poli estrattivi, la rete dei torrenti e dei canali, il sistema delle aree naturaliformi e dei cunei verdi più o meno agricoli.

Fascia di protezione lungo l’autostrada, le tangenziali e complanari: affinché la fascia di forestazione urbana possa svolgere un minimo della sua funzione “filtro” dovrebbe avere uno spessore di almeno 150/200 metri e realizzata in continuità e su entrambi i lati. Ciò può avvenire con il coinvolgimento dei privati attraverso degli accordi operativi premianti.

Paesaggio naturale e seminaturale protetto dell’ambiente fluviale del fiume Secchia Completare l’istituzione del “Paesaggio Naturale Seminaturale Protetto dell’ambiente fluviale del medio e basso corso del fiume Secchia” e attuare in tempi rapidi tutte le misure di tutela e sviluppo su sicurezza idraulica, gestione del regime idrologico, rinaturalizzazione delle attività estrattive, allontanamento dei frantoi, miglioramento e fruizione della rete ecologica; promozione dell’agricoltura biologica, riforestazione pubblica e privata e naturalizzazione della gestione forestale, gestione faunistica ecologica, valorizzazione dei beni culturali; collegamenti con la città con percorsi di mobilità sostenibile; valorizzazione e protezione delle Aree di Riequilibrio Ecologico.

Parchi, verde pubblico e privato urbano Introduzione di un Regolamento di gestione e uso del verde, pubblico e privato. Incentivazione all’aumento del verde privato tradizionale come giardini, tetti verdi, pareti verdi, soprattutto con l’utilizzo del Bonus verde, cioè la detrazione del 36 percento per la realizzazione del verde privato.

Parco Ferrari Il parco più importante di Modena non deve essere più utilizzato per grandi eventi ma deve essere completato, elaborando un progetto che punti fortemente alla piantumazione facendone un grande polmone di verde al centro della città.

L’amministrazione si deve impegnare a predisporre un nuovo progetto di completamento da discutere e condividere con la città e realizzare in tempi rapidi.

Incrementare le aree verdi sul territorio urbanizzato a partire dalla introduzione negli strumenti urbanistici di un indice ambientale , applicabile sia a nuove edificazioni sia a ristrutturazioni, capace di certificare la qualità dell’intervento edilizio rispetto alla permeabilità del suolo e alla presenza del verde attraverso l’uso di cui coefficienti dal valore ecologico. Incrementare le aree a verde nelle occasioni di interventi di rigenerazione urbana. Migliorare le dotazioni e i servizi per la fruizione dei parchi, anche in orari non solo diurni per i parchi più centrali. Connessione delle aree verdi: connessioni tra le varie aree attraverso un sistema verde continuo in termini ecologico-ambientali, con ricuciture formate da corridoi ecologici, alberi, siepi, ecc. e infrastrutture lineari ciclo-pedonali.

Acqua

Sicurezza idrogeologica: il Comune di Modena si trova compreso fra due infrastrutture importanti che 1/2 volte l’anno ci ricordano la fragilità del nostro territorio, le Casse di espansione e la porzione di argini ricompresa nel territorio comunale. Serve chiarezza sulla funzionalità di questi due manufatti perché, come ci ricorda l’alluvione del Gennaio 2014, qualora vi fossero eventi nefasti il rischio di danni ingenti è elevatissimo, tenendo presente che sia per il distretto di modena est/san Damaso che per il distretto Sant’anna/modena nord, la vicinanza del fiume è non trascurabile e queste porzioni di territorio sono ricomprese all’interno della perimetrazione delle carte di “rischio alluvione”.

Acqua: Una città resiliente è una città che tutela le proprie risorse d’acqua attraverso la manutenzione della propria rete idrica, la tutela dei campi acquiferi e delle zone di ricarica.

Il problema dell’elevata presenza di nitrati nelle acque che alimentano le falde a sud di Modena ha obbligato alla chiusura dei pozzi di via Panni. I pozzi alimentati dalle zone di ricarica del fiume Secchia, di qualità migliore devono essere tutelati. Serve uno studio per comprendere le dinamiche future delle riserve acquifere, il loro volume e la loro qualità per garantire la disponibilità di una risorsa indispensabile.

Sport e disabilità

Servono azioni forti a favore dello sport e delle disabilità, sviluppando strutture sportive accessibili a persone disabili, ad esempio per gli impianti per la pratica dell’atletica leggera, di handbike, basket, rugby, calcio ed altri. La riabilitazione motoria attraverso lo sport è di fondamentale importanza. Bisogna sviluppare la cultura sportiva nelle famiglie e nelle scuole di ogni grado, promuovere la formazione di tecnici competenti, creare capacità d’intesa con le Federazioni sportive Paralimpiche ed Enti di Promozione Sportiva. è importante promuovere e sostenere sempre di più, “stili di vita sani” anche con la pratica sportiva rivolta a tutti i cittadini.

Agricoltura

Modena è una delle realtà agricole più estese dell’intera provincia e il suo cuore produttivo è costituito dalle produzioni di pregio con le sue 36 tra DOP, IGP e prodotti della tradizione riconosciuti. Se da un lato vanno sostenute e rafforzate queste eccellenze agroalimentari non si può non ricordare che il sistema produttivo convenzionale inquina l’ambiente con emissione di CO2 nell’aria, pertanto servono pratiche agricole non impattanti in quanto l’attuale modello agricolo è ancora legato alla chimica di sintesi e poco attento alle caratteristiche biofisiche del terreno. La Regione Emilia-Romagna ha profuso un grande sforzo portando al 15% la superficie a biologico delle terre coltivate. è un trend positivo che sosterremo a livello comunale e provinciale con adeguate forme di sensibilizzazione.

Così come aiuteremo le filiere corte, i mercati contadini e biologici che rappresentano un sostegno concreto all’economia dei piccoli produttori. Verranno rafforzati questi mercati e stilata una mappa di coloro che vendono direttamente in azienda, utile non solo per i modenesi, ma anche per i turisti che potranno conoscere e apprezzare meglio la nostra campagna e i suoi frutti di pregio.

Pesticidi I Verdi si impegneranno affinché sia data piena attuazione alla Mozione approvata alla Camera il 26 febbraio 2019 che prevede la riduzione dei pesticidi e punta alla tutela della salute del consumatore e alla sicurezza alimentare. Verranno coinvolti gli Enti Locali preposti e le Associazioni di categoria agricole per dare attuazione alle misure previste dalla Mozione potenziando i controlli sui quantitativi utilizzati e l’obbligo di avviso ai residenti prima di ogni trattamento chimico.

In ogni caso cercheremo di vietare l’uso del glifosate, e di altri prodotti fitosanitari in ambito urbano cercando la collaborazione degli agricoltori.

Utilizzo dei fanghi in agricoltura Il Governo giallo-bruno schiaffeggiando la salute dei cittadini ha inserito, nel Decreto Genova, l’art. 41 che nulla ha a che vedere con Genova e che autorizza lo spandimento in agricoltura di fanghi di depurazione anche se contenenti Diossine, Furani, IPA, Policlorobifenili e Cromo esavalente (uno dei più pericolosi contaminanti ambientali). I Verdi si oppongono a questa vergogna che va contro l’ambiente e la nostra salute. In attesa che questa norma venga superata abbiamo il diritto di non consumare alimenti provenienti da campi “concimati” in questo modo.

Abbiamo il diritto di conoscere. La regione Emilia-Romagna ha normato, e in modo stretto, l’utilizzo sul suolo agricolo di fanghi da depurazione civile e da industrie agroalimentari però manca una visione su tutti i fanghi utilizzati in agricoltura. Chiediamo di istituire un portale che consenta di verificare quello che sta accadendo con tutti gli spandimenti per avere come cittadini informazioni chiare e precise su attività pubbliche..

Difesa delle api e degli insetti pronubi La moria delle api e degli insetti è a livelli drammatici. Uno studio tedesco ha accertato che in Germania negli ultimi 27 anni sono scomparsi oltre il 70% di questi insetti. Da noi non esistono studi specifici, ma basta guardare i fari o il cofano dell’auto senza insetti dopo un viaggio in estate per rendersi conto della loro terribile diminuzione. Occorre recuperare aumentando la massa di insetti e la loro biodiversità perché basilari per l’agricoltura in quanto responsabili della fecondazione dei fiori che poi si trasformeranno in frutti, ovvero senza di loro sparirebbero albicocche, fragole, zucchine, ciliegie, ecc: significa che senza gli insetti calerebbe drasticamente la produzione agricola.

I Verdi attueranno politiche per la salvaguardia delle api e degli insetti pronubi. Il primo intervento sarà l’attuazione del progetto “Futuro Api”, ovvero la creazione di zone fiorite con essenze appetite per nutrirli nei parchi, nei giardini pubblici e privati e presso gli agricoltori che oltre ad avere la funzione di sostentamento saranno tavolozze di colori per la bellezza urbana e agricola.

Giovani

È necessario promuovere una forma di patto responsabilità tra le nuove generazioni e l’Amministrazione, investendo sulle loro capacità, aspirazioni e responsabilità.

Il Comune deve essere in grado di mettere loro a disposizione strumenti per realizzare progetti e persino sogni, di indirizzare verso l’autoimprenditorialità, il talento, la formazione e chiedere impegno e responsabilità.

Il Comune deve concorrere alla formazione dei nuovi cittadini, che costituiscono il patrimonio di questa città. E questo attraverso le seguenti azioni:

● Promuovere spazi e opportunità collettive e aggregative in grado di fare emergere i nuovi talenti in un quadro di collaborazione e condivisione degli interessi;

● Favorire l’uso degli spazi pubblici e delle attività esistenti. Ampliando l’accesso al patrimonio culturale, alle nuove tecnologie e a tutto ciò che è innovazione superando ogni gap di genere. Favorire l’accesso dei giovani agli eventi, spettacoli e iniziative di carattere culturale e sociale;

● Creare punti di riferimento certi e accessibili per i giovani che vogliono avviare un’attività imprenditoriale, ottenere informazioni in merito a progetti che li riguardano, orientarsi nei percorsi formativi e lavorativi, avviare iniziative di carattere sociale, organizzare eventi culturali;

● Istituire un tavolo giovani permanente che progetti, promuova e organizzi progetti concordati con la comunità territoriale e i giovani in prima persona;

● Avviare percorsi di consultazione e co-decisione il dialogo tra i giovani e l’Amministrazione;

● Dare vita a un vero patto formativo e collaborativo con le istituzioni scolastiche per realizzare progetti formativi ed educativi permanenti sui temi del contrasto a ogni forma di violenza, per la legalità e responsabilità civica, le pari opportunità.

Pari opportunità

La parità tra uomini e donne costituisce un diritto fondamentale, valore comune dell’Unione Europea e condivisione necessaria per gli obiettivi di crescita, occupazione e coesione sociale. Molte donne hanno raggiunto i livelli più alti di istruzione, sono entrate nel mercato del lavoro e hanno assunto ruoli importanti, tuttavia le diseguaglianze permangono e tendono ad aggravarsi per il permanere di disuguaglianza retributive e di carriera nonché di ostacoli che un mercato del lavoro che chiede sempre maggiore flessibilità costringe a scelte di vita non conciliabili con i propri desideri, volontà, possibilità. Si tratta di promuovere il confronto e la riflessione sul significato di identità individuale e ruolo sociale, considerati come elementi fondanti di un percorso individuale e collettivo di crescita che sia rispettoso della diversità a tutto campo. La consapevolezza del proprio sé individuale e del proprio ruolo sociale, che comprende anche l’appartenenza di genere, è fondamentale per costruire una capacità di relazione con l’altro e con le diversità.

Per questo intendiamo:

● attuare politiche concernenti la materia dei diritti e delle pari opportunità di genere con riferimento ai temi della salute, della ricerca, della scuola e della formazione, dell’ambiente, della famiglia, del lavoro, delle cariche elettive e della rappresentanza di genere;

● promuovere e coordinare le azioni dell’Amministrazione per la piena attuazione delle politiche in materia di pari opportunità tra uomo e donna sul tema dell’imprenditoria e del lavoro;

● promuovere e coordinare azioni tema di diritti umani delle donne e diritti delle persone, nonché volte a prevenire e rimuovere le discriminazioni per cause direttamente o indirettamente fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale

● promuovere le politiche per sostenere la conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia

● promuovere la verifica dell’impatto di genere in tutte le iniziative dell’Amministrazione, nonché analizzare l’impatto del genere nel bilancio comunale

● promuovere e coordinare le azioni di informazione e formazione in materia di sfruttamento e tratta delle persone, di violenza contro le donne, nonché di violazione dei diritti fondamentali all’integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine.

Immigrazione

Le recenti leggi dello Stato in tema di politiche migratorie, hanno decretato la fine di un modello di accoglienza diffusa che nel tempo si era rivelato vincente per una integrazione reale e pacifica dei migranti presenti sul nostro territorio.

L’abbassamento del contributo giornaliero da 35 a 19 euro, è un taglio secco alla qualità dei servizi con ricadute successive anche sui livelli di occupazione dei professionisti attualmente impegnati in tale settore.

In questa disgraziata fase politico/culturale si chiede un impegno dell’Ente locale affinché si adoperi per salvaguardare le competenze professionali e il lavoro dei collaboratori degli enti gestori e che garantisca i servizi a rischio di cancellazione (corsi di lingua, sostegno familiare con particolare attenzione ai minori, affiancamento nei percorsi di ricerca del lavoro, mediazione linguistica ecc…)

Sull’apertura del CPR i Verdi ribadiscono, accanto al diritto alla sicurezza dei cittadini, il diritto a un trattamento improntato a principi di umanità universali per gli ospiti, che non sono criminali, ma persone irregolari, anche grazie alla Legge del Governo Lega/5S che ha di fatto cancellato i permessi per motivi umanitari.

Si chiede all’Amministrazione di non dimenticare questo importante elemento e di prendere posizioni chiare in merito.

Sociale

Il tessuto sociale della città di Modena è fortemente sostenuto dal volontariato. Il riconoscimento del suo valore richiede, tra le altre cose, luoghi idonei per svolgere tutte quelle attività di cui si fanno carico le cittadine e i cittadini che decidono di regalare parte del proprio tempo alla collettività. In un tempo in cui sta finalmente aumentando la sensibilità sul tema della riqualificazione degli edifici, come Verdi chiediamo un impegno serio da parte dell’Amministrazione a rendere sostenibili energeticamente i contenitori dati in uso alle associazioni del territorio, permettendo un abbattimento dei livelli di inquinamento legati al riscaldamento e di spesa.

Economia solidale

A Modena esiste un vasto patrimonio associativo che ha tra gli obiettivi anche quelli di sviluppare una economia solidale, che sottende il perseguimento dei “Beni Comuni”, nell’ambito di una cultura inclusiva di soggetti incapaci di poter esprimere le proprie professionalità, di riduzione degli sprechi attraverso il riciclo, di utilizzo collettivo e sostenibile del tempo, di rispetto della “Madre Terra” e delle sue risorse, di modelli collaborativi basati sulle relazioni in antitesi alla competizione, di promuovere un forte legame con il territorio, di trasformazione sociale e di difesa dei diritti.

I verdi – in forza di una decisione di Giunta del Comune di Modena che ha fatto proprio la legge regionale del 23 luglio 2014 n. 19: “Norme per la promozione e il sostegno dell’Economia Solidale – affinché l’Economia Solidale diventi realtà a Modena, e pietra angolare di un modello di vita sociale ed economico differente, indicheranno uno spazio adeguato per la costituzione della “Cittadella dell’Economia Solidale” riqualificando una zona urbana degradata consentendo ai cittadini una fruizione differente rispetto all’economia di mercato e di creare opportunità di lavoro.

Animali

In questi ultimi anni è sempre più radicata nella società una coscienza di rispetto degli animali, in quanto esseri senzienti. Il Comune ai sensi dell’articolo 3 del Dpr 31 marzo 1979 è il primo responsabile della tutela degli animali sul proprio territorio.

Considerata la forte e crescente sensibilità verso i temi legati alla tutela e al rispetto tutela degli animali non umani e alla presenza consistente di animali domestici che convivono con le famiglie modenesi, si propone di rafforzare l’impegno dell’amministrazione nella promozione di azioni concrete a sostegno dei diritti degli animali, in particolare si pone l’attenzione sulle seguenti proposte nei rispettivi ambiti tematici.

Educazione e sensibilizzazione Promozione di incontri nelle scuole di ogni ordine e grado con rappresentanti del volontariato animalista, al fine di educare bambini e adolescenti ad un corretto rapporto con gli animali e al rispetto per gli esseri viventi (ex art. 5 L.189/04 e come da iniziativa congiunta dei Ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione del 16 gennaio 2015). Potenziamento dell’impegno nell’educazione di bambini e ragazzi al rispetto degli animali realizzando progetti didattici e diffondendo materiali educativi e momenti di formazioni dei docenti, in collaborazione con associazioni di volontariato, in particolare in applicazione del protocollo d’intesa siglato fra il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e LAV dal titolo “Valorizzare l’educazione alla convivenza civile e al rispetto degli esseri viventi, al di là della specie alla quale appartengono”.

In ambito didattico si pone in particolare l’attenzione sull’importanza di riflettere sulla connessione fra alimentazione e ambiente, sui temi della corretta consapevolezza alimentare e sulle connessioni fra stili di vita e impatto sull’ambiente, realizzando progetti didattici e conferenze/dibattiti rivolti alla cittadinanza e alle scuole. La Lav propone un progetto denominato “Alimentazione & Ambiente” sul tema, articolato in test preliminare sulle proprie abitudini a tavola, capitoli dedicati all’impatto della nostra alimentazione e sull’importanza della scelta vegetale, test sull’impronta idrica dei cibi che consumiamo Maggiore informazione riguardo l’inserimento nel capitolato d’appalto di mense direttamente o indirettamente gestite dal Comune delle scelte alimentari vegetariana e vegana.

Randagismo Rafforzamento delle azioni di tutela degli animali randagi, in particolare dei gatti non inseribili in colonie feline, mediante il potenziamento del gattile esistente e la realizzazione di nuove oasi feline destinate ad ospitare gatti non inseribili in colonie feline;

Applicazione delle norme per la prevenzione del randagismo (in base alla normativa nazionale e regionale, nonché al Regolamento comunale), supportata ed integrata da ripetute campagne informative ed educative per una consapevole gestione degli animali d’affezione e per incentivare la sterilizzazione degli animali domestici di proprietà, in particolare dei gatti – quale unico strumento per contrastare il randagismo e il sovraffollamento nei gattili – e l’adozione responsabile nelle strutture.

Intensificazione della promozione delle adozioni in canile, realizzazione di azioni informative ed educative per una consapevole gestione degli animali d’affezione e per incentivare la sterilizzazione degli animali domestici di proprietà e l’adozione responsabile nei canili.

Coinvolgimento del volontariato Supporto nella formazione e organizzazione del volontariato, attivazione di corsi di formazione/aggiornamento per gli interventi della Polizia Locale. Attivazione di convenzioni con guardie zoofile, al fine di garantire una maggiore attività di vigilanza del territorio, di più attenta applicazione delle normative e dei regolamenti in materia di tutela del benessere animale applicare i regolamenti, contribuendo a creare un anello di congiunzione tra il pubblico e il cittadino sempre più sensibile al benessere degli animali da affezione e ai diritti degli animali in generale.

Potenziamento dell’Ufficio Diritti Animali Regolamenti/Ordinanze Comunali per la Tutela e il Benessere degli Animali Piena attuazione e divulgazione del Regolamento comunale per la Tutela degli Animali; Confronto con le associazioni animaliste per il miglioramento/aggiornamento del Regolamento stesso; Rafforzamento del divieto di utilizzo di fuochi artificiali, petardi, botti e qualsiasi tipo di artificio pirotecnico non silenzioso, sia per uso pubblico che per uso privato, accompagnato anche da azioni di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza

Animali selvatici Gestione delle specie animali problematiche in ambito urbano ripristinando azioni di prevenzione incruenta. Promozione di incontri con i sindaci della provincia sulla questione Nutrie, attuazione di un tavolo tecnico con figure professionali competenti in materia (biologo, veterinario, geologo, ingegnere idraulico), finalizzato alla valutazione e alla messa in atto di sistemi Ecologici per il contenimento (previsti dall’Ispra), quali le reti arginali.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, PACE, ACCOGLIENZA

Modena vanta una lunga tradizione di cultura della cooperazione internazionale e della pace che deve essere assolutamente sostenuta, potenziata e non dispersa dalla corrente stagione di indifferenza, chiusura ed egoismo. I Verdi sono al fianco delle organizzazioni che si adoperano per sostenere e conseguire il riscatto dei più deboli e che si battono per continuare politiche e programmi di accoglienza in materia di immigrazione, politiche di inclusione, lotta alle diseguaglianze e alla povertà. I Verdi sono disponibili a mobilitarsi insieme per una città più giusta e aperta e che assuma in tutte le sue priorità i principi di:

● rifiuto della guerra e della violenza;

● ricerca della pace, nella giustizia e nell’accoglienza;

● centralità dei diritti umani;

● accoglienza e nonviolenza come metodo di relazione.

Per le politiche di cooperazione internazionale vengono raccolte le istanze della rete delle associazioni modenesi di solidarietà internazionale e del Tavolo Associazioni Modena di Pace quali:

Sostegno a un “Sistema Modena” della cooperazione internazionale Rinnovare il patto di collaborazione e rappresentanza della società e delle istituzioni attraverso la stabilizzazione, il finanziamento e l’allargamento della base dei Comuni partecipanti alle più importanti iniziative a rete, che sono:

– Festa delle Associazioni di cooperazione internazionale

– Corso per volontari di cooperazione

– SosteniaMO – Festival dello Sviluppo Sostenibile al Parco Amendola per perseguire gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

Promozione, come comune capofila, di un progetto teso all’inserimento, a partire dal bilancio 2020, della contribuzione con 1 EURO all’anno per ogni cittadino a un Fondo Unico Provinciale per la Cooperazione Internazionale, aperto a tutti i Comuni, che possa far ripartire e sostenere i progetti di cooperazione delle associazioni e le iniziative comuni territoriali, fino raggiungimento progressivo in 3 anni della quota dello 0.8% dei primi tre titoli delle entrate correnti dei bilanci di previsione per sostenere programmi di cooperazione decentrata ed interventi di solidarietà internazionale (Legge n. 8/93 art. 19 bis), favorendo politiche di coinvolgimento di associazioni, giovani e cittadinanza. Il Fondo Unico potrà essere lo strumento per ottenere concentrazione e incremento delle forme locali di Aiuto Pubblico allo Sviluppo e in generale di tutti gli interventi di cooperazione decentrata e vi potranno confluire le risorse erogate da altri Enti pubblici e Aziende impegnate in progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa.

Messa a disposizione di un edificio pubblico di sufficienti dimensioni da destinare a “Casa della cooperazione internazionale e della pace” , in cui possano ritrovarsi e lavorare sia le associazioni esistenti, sia i gruppi di giovani interessati a mantenere vivo l’impegno civile sviluppato attraverso il volontariato, i corsi, i master universitari, il Servizio Volontario Europeo , i Corpi Civili di Pace e il Servizio Civile all’Estero ecc. e in cui si possano essere offerti maggiori spazi per i progetti di interculturalità, cooperazione, pace, e integrazione come quelli già promossi dalla Casa per la Pace, la Rete delle associazioni modenesi di cooperazione internazionale e la Casa delle Culture.

Sostegno a processi partecipati di partenariato con le realtà sociali locali coinvolgibili, dalle Aziende Multiservizi partecipate – che possono cofinanziare, con trascurabili oneri sulle bollette, dei progetti relativi ad assicurare il diritto all’acqua nel Sud del mondo, agli Info Point Europa, alla Università, per promuovere progetti, collaborazioni, scambi di buone pratiche e coinvolgimento dei giovani e dei volontari, dal Servizio Volontario Europeo nei Paesi Extraeuropei (Erasmus+) , al Servizio Civile Internazionale, ai Corpi Civili di Pace.

Adesione alla rete dei Comuni attori di cooperazione decentrata come previsto dalla L. 125/2014, organizzazione di un protocollo di collaborazione e di una proposta di traduzione territoriale locale della “Legge quadro sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile”, con cooperazione e partenariati tra istituzioni locali, università, associazioni e aziende profit con percorsi di RSI – Responsabilità Sociale d’Impresa.

Adozione di politiche di interazione che consolidino i legami tra le comunità migranti residenti sul territorio e i loro luoghi d’origine, innescando anche processi di co-progettazione e cooperazione decentrata nel sud del mondo, che vedano il protagonismo delle stesse comunità immigrate.

Scuola: promozione diffusa di attività di Educazione allo Sviluppo e Cittadinanza Mondiale nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso incontri e testimonianze dirette da parte di stranieri residenti nel territorio e dei volontari delle Associazioni, continuando, modificando e ampliando il progetto Modena Chiama Mondo.

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