La gestione del Baganza

Baganza:

per i Verdi la gestione non è all’altezza di una città europea

A cinque anni dall’alluvione del Baganza, i Verdi di Parma fanno il punto sulla gestione del corso d’acqua, e denunciano il permanere di un totale immobilismo rispetto alle varie proposte formulate in questi anni dal mondo ambientalista.

“Sappiamo che la pericolosità del Baganza deriva principalmente dall’occupazione dello spazio fluviale con insediamenti e usi del suolo impropri: in 150 anni si è persa una capacità di invaso pari a dieci milioni di metri cubi: più del doppio di quanto si cercherà di recuperare con la cassa d’espansione”, afferma il co-portavoce Enrico Ottolini.

Nei decenni passati, al Baganza sono state sottratte altre risorse vitali: acqua, ghiaia, biomassa vegetale ed habitat importanti per la biodiversità. Gli interventi realizzati e quelli programmati, pur necessari per rispondere nel breve termine a una situazione ambientale urbanistica e territoriale gravemente compromessa, hanno determinato un’ulteriore sottrazione di spazio al corso d’acqua, rendendo ancora più rigido il suo percorso.

Per la co-portavoce Ximena Malaga Palacio “l’Europa da anni ha scelto una strada più lungimirante: la direttiva “Acque” e la direttiva “Alluvioni” stabiliscono che gli interventi per la sicurezza idraulica siano integrati con il ripristino delle funzioni ecosistemiche dei corsi d’acqua. Funzioni che garantiscono una buona qualità della risorsa idrica, alimentazione degli acquiferi, biodiversità e altri benefici per la collettività”.

I Verdi denunciano in particolare il fatto che dopo cinque anni gli argini del Baganza siano ancora occupati da decine di insediamenti di vario tipo. “Una situazione non accettabile per una città europea”, continua Malaga Palacio, “così come la presenza in golena di due insediamenti produttivi, che nel 2014 hanno aggravato in modo determinante gli effetti dell’alluvione”.

Per i Verdi è sempre più urgente la riqualificazione fluviale, la rimozione degli insediamenti impropri e la delocalizzazione delle attività produttive ora in alveo.

Parma, 11.10.2019

I co-portavoce

Ximena Malaga Palacio

Enrico Ottolini

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