COMUNICATO STAMPA 

I CAMBIAMENTI CLIMATICI PRESENTANO IL CONTO

IN EMILIA ROMAGNA E NEL PAESE

OCCORRE UNA VERA SVOLTA VERDE

CON QUESTO OBIETTIVO EUROPA VERDE SI CANDIDA IL 26 GENNAIO

Per il 63,4% degli italiani il principale fattore che impatta sulla salute sono i cambiamenti climatici.
Lo rileva il sondaggio condotto da Episteme presentato al Forum di Axa “Il ruolo chiave dell’assicurazione di fronte alle nuove sfide sociali: clima e salute”.
Nel corso dell’ultimo anno la percezione del rischio climatico è cresciuta di ben 17 punti, staccando con ampio margine l’instabilità finanziaria, che si è posizionata al secondo posto con il 38,9%.

Una consapevolezza che purtroppo non trova riscontro nelle politiche del Governo e nel Piano Nazionale Integrato Clima e Energia. Ma che trova invece puntuale conferma nei fenomeni meteo estremi di maltempo che, alle varie latitudini, stanno colpendo il nostro paese con alluvioni, allagamenti e nevicate record. Anche in Emilia Romagna è allerta rossa per le ondate di piena di Secchia e Panaro, mentre le campagne intorno a Budrio sono già state allagate dall’esondazione dell’Idice.

Non è un caso che il dato sulla percezione del rischio clima sia emerso in un incontro organizzato da un gruppo assicurativo: le società di riassicurazione e assicurazione che risarciscono i danni da maltempo sono state le prime a condividere l’allarme lanciato da scienziati, Verdi e associazioni ambientaliste sull’impatto anche economico dei cambiamenti climatici.
E adesso i cambiamenti climatici presentano un conto ancor più salato perché non si è fatto per tempo ciò che andava fatto.

Dal 2010 a inizio novembre 2019 in Italia a causa del maltempo si sono verificati danni rilevanti in 350 Comuni, 73 giorni di stop di metro e treni, 72 giorni di blackout elettrici, mentre aumentano frequenza e impatti delle ondate di calore, si legge nel rapporto dell’Osservatorio sull’Impatto dei Mutamenti Climatici di Legambiente presentato oggi,  che ricorda anche che “siamo l’unico grande Paese europeo senza un piano di adattamento al clima” e che occorre “invertire il rapporto di spesa tra la riparazione dei danni e la prevenzione, oggi pari a 4 a 1”.

Anche l’Emilia Romagna – che quest’estate ha conosciuto gli effetti di fenomeni meteo estremi (chicchi di grandine grossi come arance, duemila alberi abbattuti nella pineta di Milano Marittima, solo per citare i più eclatanti), e più di recente mareggiate che hanno sommerso chilometri di spiagge sul litorale adriatico – deve fare la propria parte non solo per contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti, ma anche in termini di adattamento ai fenomeni meteo estremi e alle ondate di calore, con misure di tutela della salute, soprattutto dei soggetti più vulnerabili, e mettendo in sicurezza il territorio dal dissesto idrogeologico: sia ponendo termine al consumo di suolo vergine, sia manutenendo gli areali fluviali con misure volte a garantire la stabilità dei versanti, sia facendo interventi di manutenzione del territorio e di riforestazione.

Non tutto è perduto. Bisogna però muoversi in fretta. Anche per questo Europa Verde si candida alle regionali del 26 gennaio, per assicurare che questa necessaria svolta verde non resti sulla carta ma venga realizzata.

Bologna, 19 novembre

Silvia Zamboni e Paolo Galletti,

co-portavoce Europa Verde Emilia Romagna


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