<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Verdi per la Costituente Ecologista &#187; Aria</title>
	<atom:link href="http://www.verdiemiliaromagna.org/category/aria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.verdiemiliaromagna.org</link>
	<description>Federazione Regionale dei Verdi dell&#039;Emilia Romagna</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 12:31:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Smog: Emilia-Romagna fuorilegge</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/24/1218/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/24/1218/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=1218</guid>
		<description><![CDATA[“Continua la cosiddetta “emergenza smog” nella pianura padana e in Emilia-Romagna tutte le città si avviano a sfondare il tetto di sforamenti consentiti dall’Unione europea già nei primi mesi dell’anno,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Continua la cosiddetta<strong> “emergenza smog”</strong> nella pianura padana e in Emilia-Romagna tutte le città si avviano a sfondare il tetto di sforamenti consentiti dall’Unione europea già nei primi mesi dell’anno, anticipando in questo modo un 2012 fuorilegge per l’Emilia-Romagna.”</p>
<p style="text-align: justify;">Commenta così la consigliera regionale dei Verdi <strong>Gabriella Meo</strong> dopo aver esaminato il bollettino di Arpa relativo ai rilevamenti di polveri sottili effettuati ieri dalla rete di centraline nelle città della nostra regione.</p>
<p style="text-align: justify;">“I livelli di PM10 hanno oltrepassato in tutte le città – continua la consigliera Meo – il livello di protezione della salute umana, che l’Unione europea ha stabilito in 50 microgrammi per metro cubo di media nelle 24 ore, in molti casi perfino raddoppiandolo, come a Piacenza (104 <strong></strong><strong>µg/m3), a Parma (129 µg/m3), a Reggio Emilia (120 µg/m3), a Modena (116 µg/m3), a Bologna (105 µg/m3), a Ravenna (103 µg/m3) e a Forlì (117 µg/m3).”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Le previsioni meteo che, nello scorso mese di dicembre, avevano convinto le Regione a revocare le misure di limitazione della circolazione si sono rivelate più teoriche che reali – denuncia l’esponente dei Verdi – visto che dall’inizio del 2012, e quindi in soli 23 giorni, abbiamo registrato 15 sforamenti a Piacenza, 17 sforamenti a Parma e Reggio Emilia, 16 sforamenti a Modena, 14 a Bologna, 15 a Ferrara, 14 sforamenti a Ravenna, 18 a Forlì e 16 sforamenti a Rimini.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Ogni anno, in occasione degli accordi per la qualità dell’aria, tutti gli Enti locali concordano sulla necessità di rafforzare l’impegno per contrastare le cause dell’inquinamento, ma quando si tratta di realizzare concrete scelte di investimento delle poche risorse pubbliche, come al solito, in Emilia-Romagna si pensa soltanto a costruire  autostrade e a sviluppare l’utilizzo dei mezzi privati invece di puntare decisamente ad un miglioramento degli standard del trasporto collettivo e del sistema ferroviario regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi dovrebbero essere gli obiettivi del nuovo PRIT (Piano Regionale Integrato Trasporti) che non vede ancora la luce, pur essendo passati oltre 2 anni dalla sua presentazione.”</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/24/1218/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Serve una alternativa alle biomasse di Trecasali (PR)</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/24/serve-una-alternativa-alle-biomasse-di-trecasali-pr/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/24/serve-una-alternativa-alle-biomasse-di-trecasali-pr/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[biomasse]]></category>
		<category><![CDATA[energie alternative]]></category>
		<category><![CDATA[provincia parma]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=1215</guid>
		<description><![CDATA[Le contrarietà alla realizzazione della centrale a biomasse di Trecasali da parte di Amministrazioni comunali, forze politiche, associazioni e cittadini che si stanno moltiplicando in questi giorni nella bassa parmense...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le contrarietà alla realizzazione della centrale a biomasse di Trecasali da parte di Amministrazioni comunali, forze politiche, associazioni e cittadini che si stanno moltiplicando in questi giorni nella bassa parmense dovrebbero far riflettere i rappresentanti degli enti che in conferenza dei servizi si trovano a dover valutare se rilasciare o meno l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto.”</p>
<p>Commenta così la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo che oggi ha depositato un’interpellanza alla Giunta regionale alla luce dei documenti presentati da Eridania Sadam nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale che si sta svolgendo in Regione.</p>
<p>“lo Studio di Impatto Ambientale e i vari documenti allegati – continua la consigliera Meo – sono poco chiari in molti punti e anche troppo chiari in altri. Non spiegano, ad esempio, con precisione quante ceneri produrrà la combustione delle biomasse vegetali e in quale discarica verranno smaltite e non chiariscono il fabbisogno di acqua della centrale e da dove verrà estratta. Nei documenti di Eridania vengono presentati dati contraddittori e ciò non favorisce una esatta valutazione dell’impatto ambientale del progetto.”</p>
<p>“D’altra parte nei documenti presentati da Eridania in sede di VIA – continua l’esponente dei Verdi – che sono pubblici e sui quali le associazioni ambientaliste parmensi hanno presentato le loro osservazioni, si evidenzia che la centrale a biomasse comporterà un elevatissimo aumento del traffico pesante nell’area, con una stima di circa 7.226 mezzi all’anno durante la fase di esercizio. Ciò è comprensibile dato che l’impianto dovrà essere alimentato da 150.000 tonnellate all’anno di biomasse (un mix di cippato di legno e di cereali no food appositamente coltivati) la cui provenienza, sebbene Eridania affermi che in gran parte proverranno dal bacino di San Quirico, non è garantita da alcun pre-contratto o accordo di filiera.”</p>
<p>“Quello che è certo – ribadisce la consigliera Meo – è che la centrale a biomasse aggraverà le condizioni della qualità dell’aria nel territorio della bassa parmense e si sommerà all’inquinamento provocato dagli impianti esistenti e dalle autostrade in progetto (Ti.Bre e Cispadana). Se già oggi Parma detiene il non invidiabile primato di città con il maggior numero di sforamenti di PM10 in Emilia-Romagna, non voglio pensare ai livelli di polveri sottili che si misureranno una volta che entrerà in funzione la centrale a biomasse di Trecasali (e non solo quella).”</p>
<p>“Perciò nell’interpellanza ho chiesto – conclude Meo – quali impianti più inquinanti si intendano chiudere per realizzare gli obiettivi del piano regionale di miglioramento delle emissioni in atmosfera, in caso di rilascio dell’autorizzazione per tale progetto.”</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/24/serve-una-alternativa-alle-biomasse-di-trecasali-pr/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pericolo amianto nelle cave di Bardi a Parma</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/13/pericolo-amianto-nelle-cave-di-bardi-a-parma/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/13/pericolo-amianto-nelle-cave-di-bardi-a-parma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[cave di bardi]]></category>
		<category><![CDATA[provincia parma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=1188</guid>
		<description><![CDATA[“Il Sindaco di Bardi Giuseppe Conti e la sua maggioranza si sono assunti una grave responsabilità autorizzando le estrazioni nelle cave ofiolitiche di Pietranera e Groppo di Goro, le cui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Il Sindaco di Bardi Giuseppe Conti e la sua maggioranza si sono assunti una grave responsabilità autorizzando le estrazioni nelle cave ofiolitiche di Pietranera e Groppo di Goro, le cui rocce contengono fibre di amianto potenzialmente pericolose per la salute dei cittadini e degli stessi lavoratori delle cave.”</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste parole la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo commenta l’approvazione da parte del Consiglio comunale di Bardi della variante al Piano comunale delle attività estrattive avvenuta ieri.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ incomprensibile – continua la consigliera Meo – come alcune Amministrazioni comunali continuino ad ignorare le preoccupazioni dei propri cittadini e ad autorizzare l’escavazione in siti contaminati da amianto, quando si potrebbero facilmente trovare aree alternative da cui estrarre il materiale necessario al fabbisogno locale.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Nei primi mesi di quest’anno – spiega l’esponente dei Verdi – l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna sarà chiamata a rivedere le norme regionali in materia di attività estrattive e minerarie.</p>
<p style="text-align: justify;">In quella occasione presenterò una proposta di legge per giungere ad una graduale chiusura delle cave di rocce ofiolitiche ed alla riconversione di questo settore produttivo in tutta la nostra regione. Visto che i Sindaci non si fanno carico di tutelare la salute pubblica, chiederò alla Regione di farlo al posto loro.”</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabriellameo.it/">LEGGI ALTRI ARTICOLI SULL&#8217;ATTIVITA&#8217; DELLA CONSIGLIERA GABRIELLA MEO</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/13/pericolo-amianto-nelle-cave-di-bardi-a-parma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>29 ottobre: Giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/18/29-ottobre-giornata-di-mobilitazione-nazionale-contro-il-carbone/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/18/29-ottobre-giornata-di-mobilitazione-nazionale-contro-il-carbone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 08:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[porto tolle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=1107</guid>
		<description><![CDATA[Contro l&#8217;uso del carbone, per un lavoro degno, per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare la salute dando speranza al nostro futuro. Appello per una manifestazione nazionale nel polesine e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Contro l&#8217;uso del carbone, per un lavoro degno, per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare la salute dando speranza al nostro futuro. Appello per una manifestazione nazionale nel polesine e presidi davanti alla centrale a carbone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> La scelta di incrementare l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica è una scelta nociva e sbagliata, soprattutto oggi che i cambiamenti climatici costituiscono una minaccia per il futuro del Pianeta e le fonti rinnovabili, insieme all’efficienza energetica, rappresentano l’alternativa efficace e praticabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La combustione del carbone in centrali elettriche rappresenta, infatti, la più grande fonte “umana” di inquinamento da CO2, più del doppio di quelle a gas. A parole tutti sono per la lotta ai cambiamenti climatici, ma in Italia si fanno scelte in senso contrario, nonostante l’Unione Europea abbia assunto la decisione di ridurre entro il 2020 di almeno del 20% le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990.</p>
<p style="text-align: justify;">Il carbone è anche una grave minaccia per la salute di tutti: la combustione rilascia un cocktail di inquinanti micidiali (Arsenico, Cromo, Cadmio e Mercurio, per esempio), che coinvolgono un’area molto più vasta di quella intorno alla centrale. L’Anidride solforosa emessa, combinandosi con il vapore acqueo, provoca le piogge acide, per non parlare dei danni alla salute derivanti dalle polveri sottili.</p>
<p style="text-align: justify;">La consapevolezza del legame tra danno ambientale e minacce per la salute umana, con inevitabili costi per la collettività, dovrebbe ormai costituire una consapevolezza comune. Ciò nonostante, e per mere convenienze proprie legate all’attuale prezzo del carbone (peraltro in salita), alcune aziende insistono per costruire nuove centrali a carbone o riconvertire centrali esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Con i recenti referendum oltre 26 milioni di italiani hanno rivendicato il diritto a decidere del proprio futuro, un futuro in cui i cambiamenti climatici non raggiungano livelli distruttivi per l’ambiente, il benessere e la stessa specie umana, un futuro di vera sicurezza energetica, un futuro di vera e stabile occupazione. In contrasto con questa ampia richiesta popolare Governo, Enel e altri lanciano invece un “piano carbone” che, oltre a Porto Tolle, riguarda la riconversione di vecchie centrali come Vado Ligure, La Spezia, e Rossano Calabro, o addirittura la costruzione di nuove centrali come Saline Ioniche, con un livello di investimenti, pubblici e privati, dell’ordine di 10 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Con buona pace del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. Rivendichiamo il diritto a essere coinvolti in scelte chiare, fondate su strategie e piani condivisi e non dettati dalle lobby energetiche, ma dall’interesse di tutti e dal bene comune. Proponiamo il territorio polesano come laboratorio nazionale per cominciare ad immaginare ed attuare l&#8217;alternativa energetica, per uscire dalle fonti fossili.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo questo percorso con una giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone il 29 ottobre, e con una manifestazione nazionale nel Polesine.</p>
<p style="text-align: justify;">A Porto Tolle, l&#8217;ENEL vuole – anche con modifiche alle leggi e alle normali procedure, operate da una politica compiacente – convertire una centrale a olio combustibile in una centrale a carbone della potenza di 2000 MW, nel mezzo del parco del Delta del Po.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa centrale a carbone emetterebbe in un solo anno 10 milioni di tonnellate di CO2 (4 volte le emissioni di Milano), 2800 tonnellate di ossidi di azoto (come 3.5 milioni di auto), 3700 tonnellate di ossidi di zolfo (più di tutti i veicoli in Italia), richiedendo lo smaltimento di milioni di tonnellate di gessi e altre sostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">La centrale a carbone di Porto Tolle non ha alcun senso. La riconversione avverrebbe al di fuori e contro di ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (strategia che ancora oggi non c’è) e persino di ogni logica energetica, dal momento che l’Italia ha una potenza istallata quasi doppia rispetto al picco della domanda, al punto che i produttori di energia elettrica lamentano che gli impianti vengono oggi usati per un terzo della loro potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo: oggi le maggiori prospettive di nuovi posti di lavoro, nel mondo e in Italia, sono nei settori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, con numeri che in alcuni Paesi ormai superano l’industria tradizionale; al contrario, la centrale a carbone porrebbe a rischio l’occupazione già esistente, e quella futura, nell’agricoltura, nel turismo e nella pesca. La riconversione a carbone avverrebbe con una tecnologia di combustione che, pur spinta ai suoi migliori livelli, resta sempre assai più inquinante di quella basata sul gas naturale, e dannosa per la salute; nel caso di Porto Tolle, i dati di rilevazione e le epidemiologie mostrano che l’inquinamento e i danni sanitari si estenderebbero per buona parte della Pianura Padana.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricatto occupazionale di ENEL, dunque, va rifiutato da tutti con dignità e fermezza, perché oggi più che ieri il futuro è nell’economia sostenibile per l’ambiente e la salute, tanto più che, sul piano occupazionale, la bonifica dell&#8217;area ed una sua riconversione verso impianti e produzioni nel settore delle energie rinnovabili pulite darebbero lavoro stabile e sicuro ad un maggior numero di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la giornata del 29 ottobre ci rivolgiamo a tutti, anche a coloro che subiscono il ricatto occupazionale, nel Polesine e ovunque in Italia vi siano centrali a carbone o progetti di costruzione di nuove centrali o di ampliamento di quelle esistenti, per rifiutare tutti insieme la contrapposizione tra lavoro ambiente e salute, cominciando invece a costruire un lavoro dignitoso, una società basata sull’interesse comune e non sugli interessi di poche lobbies, sulla possibilità di un futuro per tutte e tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Promotori: </strong> Alternativa, AltraMente scuola per tutti, AltroVe, Arci, A Sud, Cepes, Circolo culturale AmbienteScienze, Comitato Energiafelice, Comitato SI&#8217; alle Rinnovabili NO al nucleare, Coordinamento Veneto contro il carbone, Ecologisti Democratici, Fare Verde, Federconsumatori, Focsiv &#8211; Volontari nel mondo, Forum Ambientalista, Greenpeace, ISDE-Medici per l&#8217;Ambiente, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, Movimento difesa del cittadino, Movimento Ecologista, OtherEarth, Rete della Conoscenza (Uds-Link), RIGAS, Slow Food Italia, WWF, Ya Basta. <strong></strong></p>
<p><strong>Adesioni:</strong> Federazione nazionale dei Verdi, IDV, Prc-Fds, SEL.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/18/29-ottobre-giornata-di-mobilitazione-nazionale-contro-il-carbone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Centrale a carbone a Porto Tolle? No grazie.</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/14/centrale-a-carbone-a-porto-tolle-no-grazie/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/14/centrale-a-carbone-a-porto-tolle-no-grazie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=1111</guid>
		<description><![CDATA[L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione, presentata dai consiglieri del gruppo SEL-Verdi Gian Guido Naldi e Gabriella Meo e sottoscritta da diverse forze politiche, con la quale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione, presentata dai consiglieri del gruppo SEL-Verdi Gian Guido Naldi e Gabriella Meo e sottoscritta da diverse forze politiche, con la quale esprime piena condivisione delle motivazioni e degli obiettivi alla base della manifestazione nazionale contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle e per lo sviluppo condiviso e sostenibile, indetta dal Comitato Delta Bene Comune il prossimo 29 ottobre ad Adria.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il 12 luglio scorso – ricorda il consigliere Naldi – l’Assemblea aveva già approvato una risoluzione che impegnava la Giunta regionale a mantenere la netta contrarietà della Regione Emilia-Romagna al progetto di riconversione, attivandosi in tal senso in ogni sede competente.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Con questo voto – prosegue la consigliera Meo – abbiamo voluto esprimere la nostra condivisione alle motivazioni e agli obiettivi espressi dagli organizzatori della manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La centrale a carbone, se verrà realizzata, causerà l’emissione, in un solo anno, di 10 milioni di tonnellate di CO2 (4 volte le emissioni di Milano), di 2800 tonnellate di ossidi di azoto (come 3.5 milioni di auto), di 3700 tonnellate di ossidi di zolfo (più di tutti i veicoli in Italia), che inevitabilmente provocheranno il peggioramento della qualità dell’aria anche nelle vicine province emiliano-romagnole di Ferrara e Ravenna.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Il 29 ottobre – annunciano i due consiglieri – anche noi saremo ad Adria per partecipare alla manifestazione e per sostenere le ragioni di uno sviluppo condiviso e sostenibile per il Delta del Po.”</p>
<p><a href="http://www.gabriellameo.it/wp-content/uploads/2011/10/LEGGI-LA-RISOLUZIONE-MANIFESTAZIONE-PORTO-TOLLE.doc">LEGGI LA RISOLUZIONE &#8211; MANIFESTAZIONE PORTO TOLLE</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/14/centrale-a-carbone-a-porto-tolle-no-grazie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aria: Chiarezza sulle aree di futuri impianti</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/13/aria-chiarezza-sulle-aree-di-futuri-impianti/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/13/aria-chiarezza-sulle-aree-di-futuri-impianti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 08:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=1101</guid>
		<description><![CDATA[Sulla base di quali dati e criteri i comuni ravennati di Conselice, Alfonsine, Fusignano e Sant’Agata sul Santerno sono stati inseriti in zona verde, ovvero considerata senza superamenti dei limiti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Sulla base di quali dati e criteri i comuni ravennati di Conselice, Alfonsine, Fusignano e Sant’Agata sul Santerno sono stati inseriti in zona verde, ovvero considerata senza superamenti dei limiti previsti per le polveri sottili, le Pm10? </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">È quanto chiede alla Giunta la consigliera regionale dei Verdi <strong></strong><strong><span style="font-family: Arial;">Gabriella Meo</span></strong> a proposito della recente deliberazione approvata dall’Assemblea legislativa per l’individuazione delle aree e dei siti per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica mediante l’utilizzo i fonti energetiche rinnovabili, eolica, da biogas, biomassa e idroelettrica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><br />
La carta tematica di zonizzazione Pm10/NO2 riportata nel provvedimento – segnala la consigliera – non pone alcun comune della Bassa Romagna nell’area di superamento delle Pm10, contrassegnata dal colore arancione. I comuni ravvenati, continua Meo, sono invece suddivisi tra l’area senza superamenti, in colore verde, dove sono appunto indicati Conselice, Alfonsine, Fusignano e Sant’Agata sul Santerno, e l’area di superamento “hot spot” (a macchia in alcune porzioni di territorio) in colore giallo, che ricomprende tutti gli altri. Area, quest’ultima, dove accanto a quelle di colore rosso e arancio non si prevede in misura preventiva la realizzazione di impianti che producano aumento di emissioni inquinanti in atmosfera.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Meo chiede pertanto come possano esserci significative differenze nelle concentrazioni di Pm10 fra i comuni della Bassa Romagna, considerato che &#8220;tale inquinante presenta concentrazioni simili in tutto il bacino padano&#8221;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">In particolare, l’esponente dei Verdi domanda all’esecutivo regionale come possa il Comune di Sant’Agata sul Santerno essere considerato area senza superamenti dal momento che è completamente circondato da territori che registrano superamenti, seppure hot-spot, e ha una limitatissima estensione territoriale con un’elevata urbanizzazione ed attività industriali collocate vicino al centro storico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="http://www.gabriellameo.it/wp-content/uploads/2011/10/LEGGI-LINTERROGAZIONE-SULLA-QUALITA-DELLARIA-A-RAVENNA.doc">LEGGI L&#8217;INTERROGAZIONE SULLA QUALITA&#8217; DELL&#8217;ARIA A RAVENNA</a><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/10/13/aria-chiarezza-sulle-aree-di-futuri-impianti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bologna, la monorotaia che non va</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/09/09/bologna-la-monorotaia-che-non-va/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/09/09/bologna-la-monorotaia-che-non-va/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 09:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=1040</guid>
		<description><![CDATA[di Vittorio Marletto &#8211; da &#8216;Terra&#8217; quotidiano ecologista ogni giorno in edicola TRENI VELOCI. E&#8217; polemica tra i fautori del cosiddetto “People Mover” e chi la considera una spesa eccessiva...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div style="text-align: justify;">di Vittorio Marletto &#8211; da &#8216;<strong>Terra&#8217;</strong> quotidiano ecologista ogni giorno in edicola</div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>TRENI VELOCI.</strong> E&#8217; polemica tra i fautori del cosiddetto “People Mover” e chi la considera una spesa eccessiva e inutile per la città.</p>
<p style="text-align: justify;">In un certo senso bisogna ringraziare i ritardi nella costruzione della nuova stazione tav di Bologna. Com’è noto a Bologna il terminale sotterraneo di accesso ai treni veloci doveva essere già operativo alla fine dell’anno scorso e invece la grande voragine che da anni occupa il posto di quelli che un tempo erano gli ultimi binari della stazione è ancora lì, e non sappiamo per quanto ancora. Solo per questo non sono ancora partiti i lavori per la costruzione di quello che alcuni in città considerano il fiore all’occhiello della nuova mobilità bolognese, e che molti altri considerano invece una costosissima assurdità. Stiamo parlando del cosiddetto “People mover”, la monorotaia sospesa teleguidata che dovrebbe collegare la stazione centrale con l’aeroporto e garantire la copertura della tratta in sette minuti (che diventano 18 considerando attese e spostamenti).<br />
 <br />
A Bologna da molti anni aeroporto e stazione sono collegati, in verità piuttosto comodamente, con la corriera BLQ, che con sei euro e pochissime fermate intermedie fa il suo tragitto in una mezz’oretta scarsa. I sostenitori della monorotaia ritengono che questi tempi siano incompatibili con gli sviluppi che l’aeroporto dovrebbe avere e che secondo loro potrebbero portarlo dagli attuali oltre cinque milioni di passeggeri fino a dieci milioni entro qualche anno. Si dice anche che il collegamento è meglio sia elettrico e fuori dalle strade, in maniera da ridurre un po’ sia il traffico che l’inquinamento dell’aria. E qui non si può che essere d’accordo. Il punto però è che aeroporto e stazione sono già connessi da un binario, e che a 1 km di distanza dal Marconi c’è la stazione incompiuta del Sfm (Servizio ferroviario metropolitano) che doveva chiamarsi aeroporto e che, con poca spesa, sarebbe perfettamente in grado di integrarsi all’aerostazione e assolvere alle funzioni che si vorrebbero dare alla monorotaia, cioè muovere i passeggeri più in fretta e inquinando meno.<br />
 <br />
Ne è convinto per esempio Paolo Serra, un grande esperto di mobilità bolognese che ha redatto un appello in questo senso e che ha raccolto firme piuttosto pesanti come quella di Gabriele Bollini e di altre personalità cittadine. Ne sono convinti gli attivisti di BolognAttiva, che con mossa molto efficace hanno piazzato due enormi cartelloni pubblicitari fuori dalla festa del Pd di Bologna, nei quali si legge che in città il metrò per l’aeroporto c’è gia, che si chiama Sfm e che non sono tempi questi per buttare centinaia di milioni in un’opera inutile e costosissima come il People mover. E allora chi è che non è convinto? Le amministrazioni. Regione, provincia e comune, tutte a guida Pd, vogliono fortissimamente la monorotaia sospesa e non vedono l’ora che in stazione si chiuda il cantiere vecchio della stazione tav per aprire quello nuovo del Pm. Si tratta del primo serio intoppo sulla strada finora rose e fiori di Virginio Merola, sindaco di Bologna da pochi mesi, il quale, con l’aiuto del giovanissimo assessore Andrea Colombo, sulla mobilità sostenibile si sta impegnando parecchio (nei giorni scorsi, tanto per fare un esempio, tutti i bambini delle elementari hanno ricevuto la tessera gratuita di libera circolazione sui bus, un notevole progresso rispetto alla situazione vigente finora, che limitava la tessera ai soli remigini delle prime).<br />
 <br />
Nei prossimi giorni il dibattito diventerà prevedibilmente assai rovente. I detrattori della monorotaia sostengono infatti che ci sia in settembre un’opportunità per recedere dal progetto senza troppi danni per il Comune. Nel frattempo per fortuna il bus BLQ continua a fare il suo giro, sempre ben carico di passeggeri e di valige.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/09/09/bologna-la-monorotaia-che-non-va/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Regione: si alla centrale di Russi</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/04/13/regione-si-alla-centrale-di-russi/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/04/13/regione-si-alla-centrale-di-russi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=926</guid>
		<description><![CDATA[di Gianluca Baldrati dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011) Il 28 marzo scorso, dopo un lungo e travagliato percorso, la centrale a biomasse da 30 MW elettrici proposta da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/biomassa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-944" title="biomassa" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/biomassa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>di Gianluca Baldrati dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011)</strong></p>
<p>Il 28 marzo scorso, dopo un lungo e travagliato percorso, la centrale a biomasse da 30 MW elettrici proposta da Powercrop a Russi/Boncellino è arrivata in Giunta Regionale. Già si sapeva che la Regione avrebbe approvato questa centrale, fortemente voluta dal PD, anche perché, si sa, quando gli ex-DS e Margherita sono chiamati a serrare i ranghi, difficilmente disobbediscono. Quello che, però, tutti attendevano, era il voto dei tre Assessori regionali in quota a IdV, SEL e Federazione della Sinistra. I tre partiti avevano sempre cercato di tenere una posizione defilata, ma quando la battaglia contro la centrale è diventata uno degli argomenti principali della politica nella provincia di Ravenna e quando ormai anche la destra aveva fatto dell&#8217;opposizione alla centrale un&#8217;arma della propria propaganda elettorale, non hanno più potuto nascondersi. Così, all&#8217;inizio timidamente, poi con sempre più “convinzione”, hanno iniziato un percorso che li ha portati alla pubblica assemblea del 24 febbraio sconto a Bagnacavallo, nella quale, finalmente, gli esponenti di IdV, SEL e Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) si sono dichiarati ufficialmente contrari alla centrale. Qualcuno dichiarò anche che, in caso di approvazione del progetto, gli esponenti dei tre partiti si sarebbero dimessi dalle amministrazioni locali.</p>
<p>In realtà molti avevano espresso dei dubbi su questa forte posizione, anche perché, pochi mesi prima, gli stessi Assessori avevano tranquillamente approvato l&#8217;ampliamento da 49 a 58 MW elettrici, con aumento dei limiti di emissione, della centrale a olio di palma di Unigrà a Conselice.</p>
<p>Ma, ormai è risaputo, il PD non accetta il dissenso, né dai propri esponenti, né dai propri alleati. Così i tre Assessori, Sabrina Freda (IdV), Donatella Bortolazzi (Federazione della Sinistra) e Massimo Mezzetti (SEL) hanno pensato bene di non presentarsi, per evitare di “offendere” il PD con un voto contrario che non avrebbe influito sull&#8217;approvazione finale, ma avrebbe almeno salvato la faccia. Avranno sicuramente avuto degli impegni improrogabili, ma quest&#8217;assenza contemporanea lascia qualche dubbio.</p>
<p>Se chi si oppone alla centrale può ormai sperare solo in un eventuale ricorso al TAR, si attendono, invece, gli esiti dell&#8217;escamotage architettato da IdV, SEL e Federazione della Sinistra. C&#8217;è chi, come Luciano Lama, Presidente dei Verdi della Provincia di Ravenna, già in tempi non sospetti, supponeva che questa repentina posizione di contrarietà fosse solo frutto di opportunismo politico dovuto alla vicinanza alle elezioni, dato che, “con la loro assenza, hanno di fatto avvallato l&#8217;approvazione della centrale”. “Si sono comportati come i vecchi democristiani. Li hanno tanto criticati, ma alla fine si sono comportati come loro” sono, invece, le parole cariche di delusione di Davide Giovannini, della Lista Civica “Bagnacavallo Insieme”, che da due anni porta avanti una dura ed estenuante opposizione alle centrale di Russi/Boncellino.</p>
<p>Cosa faranno ora i vari Consiglieri e Assessori dei tre partiti alleati con il PD in quasi tutti i Comuni della Provincia di Ravenna? Come giustificheranno l&#8217;alleanza alle prossime elezioni provinciali?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/04/13/regione-si-alla-centrale-di-russi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Civis, pastrocchio alla bolognese</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/04/13/civis-pastrocchio-alla-bolognese/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/04/13/civis-pastrocchio-alla-bolognese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=920</guid>
		<description><![CDATA[indagato per corruzione anche l&#8217;ex sindaco Guazzaloca di Paolo Galletti (dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011) 1984: i bolognesi votano in massa per chiudere il centro storico alle auto....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/guazzaloca_bologna.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-949" title="guazzaloca_bologna" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/guazzaloca_bologna-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a> indagato per corruzione anche l&#8217;ex sindaco Guazzaloca</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">di Paolo Galletti (dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1984: i bolognesi votano in massa per chiudere il centro storico alle auto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1994: i Verdi entrano in giunta a Bologna e istituiscono le corsie riservate ai mezzi pubblici e, con il progettista svizzero Hussler, padre del tram di Zurigo,progettano, con il consenso bypartisan del mondo politico,una tramvia veloce di superficie di modello europeo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutti d&#8217;accordo tranne gli automobilisti ( moltiplicatisi del 1984) che vedono ridursi lo spazio per invadere le strade del centro e per parcheggiare e le lobbies del metrò ( coop e costruttori in primis) che volevano lucrare dallo scavo del buco sotterraneo).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Contrario al tram il sovrintendente Garzillo: minaccerebbe con le vibrazioni il centro storico ( I gipponi invece no).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ci sono i soldi, del Governo e del Comune, ma la giunta Vitali numero due</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">non fa partire il progetto e non appalta i lavori: si rimanda vergognosamente alla prossima.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E qui,sorpresa, le sanguinose divisioni del PDS, portano Guazzaloca sulla poltrona di Sindaco. Siamo nel 1999: alcuni sciagurati lavori preliminari al tram ( il cordolo sulla via Emilia) hanno fatto infuriare gli automobilisti ( ancora cresciuti di numero ed aggressività). La giunta Guazzaloca boccia il progetto già approvato di Tram e punta su un assurdo metro&#8217; costosissimo ed oggi archiviato di fatto ,e sul “civis”,un cosiddetto tram su gomma a guida vincolata che non prevede rotaie e quindi lascia spazio alle auto. Questo mezzo è prodotto da un consorzio ( Iribus) di cui fa parte la FIAT. Per renderlo simpatico viene soprannominato TEO ( Tram Elettrico Ottico).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel 2004, con la giunta Guazzaloca in scadenza ed in previsione della sfida ( poi perduta) con lo sceriffo Cofferati,c&#8217;è una incredibile accelerazione: in tre giorni, dall&#8217; 11 al 14 febbraio arriva il nulla osta da Roma,la gara ad Iribus e la firma del contratto per 200 milioni di euro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Oggi 49 mezzi del Civis ,giacciono nel deposito ATC, in attesa di omologazione ( hanno la guida centrale e gli autisti si rifiutano di usarli).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I cantieri aperti in città hanno suscitato opposizioni,anche se oggi gli stessi comitati chiedono di finire i lavori stradali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La notizia del giorno però è l&#8217;indagine della Procura di Bologna sul Civis e</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">sull&#8217;ex Sindaco Giorgio Guazzaloca ,nonché su società del gruppo Fiat. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;accusa di corruzione per l&#8217;ex Sindaco riguarderebbe un incarico in una società della galassia Fiat,alla fine del suo mandato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Secondo l&#8217;ex Sindaco invece non ci sarebbe nessun collegamento tra l&#8217;appalto ad Iribus ed il suo successivo incarico. Vedremo le conclusioni dell&#8217;inchiesta e dell&#8217;eventuale processo. Intanto però non possiamo non sottolineare che sembra che l&#8217;inchiesta nasca da un esposto di un politico del centrodestra bolognese. E stupisce che oggi esponenti del centrodestra (Berselli,Corticelli) ,che sostennero allora la giunta Guazzaloca e le sue scelte ( civis compreso), si scaglino contro quest&#8217;opera.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">O meglio non stupisce in una città senza memoria ,con l&#8217;alzeimer politico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma a questo, punto si chiederà il lettore ,come mai un&#8217;opera così sciagurata ,voluta per scopi elettoralistici ( pro auto) dalla giunta Guazzaloca , non fu bocciata dallo sceriffo Cofferati?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si dice per non pagare enormi penali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma è davvero questa la spiegazione?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro. Nel 2002 la provincia di Bologna ( presidente Vittorio Prodi)con delibera n304 del 17/9/2002 indica una serie di prescrizioni, senza le quali il progetto viene bocciato: innanzitutto il mezzo che,per lunghezza non può essere definito tram, ma è un semplice filobus,poi la guida ottica per verificare il suo effettivo funzionamento,quindi le vibrazioni,il rumore ed i campi elettromagnetici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A seguito del parere della commissione ministeriale del 10 febbraio 2004, che affermava che il civis era un filobus e non un tram e che la guida ottica serviva solo per accostare alle banchine e che gli autisti dovevano tenere le mani sul volante la Provincia di Bologna nell&#8217;aprile 2004 presentava un ricorso al TAR.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Scriveva un anno prima il prof W. Hussler ( massimo esperto del ramo)“ l&#8217;uso del sistema a guida ottica è limitato a questi casi specifici e a velocità basse. Non esistono sistemi collaudati dell&#8217;uso di questo tipo di guida vincolata per velocità di crociera e non esiste nessuna proposta tecnica per la risoluzione dei problemi della via vincolata nel caso di scambi o incroci”. La citta di Rouen cche ha fatto l&#8217;esperienza del civis nel 2002cerca di ritirarsi dal contratto. Ma soprattutto se si fosse ritenuto accettabile un filobus con miglioramenti nell&#8217;accostamento alle piattaforme di fermata, si sarebbe dovuto dichiarare nel capitolato della gara e si sarebbe aperto il mercato anche ad altri concorrenti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel novembre 2004 la Provincia ( nuova presidente Draghetti) ritira il ricorso al Tar.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Al momento le eventuali penali da pagare sarebbero state irrisorie ( non erano ancora partiti i lavori) e forse addirittura nulle.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Invece la giunta Cofferati procede con il civis, invece di ripristinare il progetto di tramvia veloce.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una responsabilità politica enorme che priva Bologna di un&#8217;opera necessaria: Una responsabilità di Cofferati e della Draghetti che fa il paio con l&#8217;ignavia della seconda giunta Vitali che non iniziò i lavori del tram.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se Cofferati l&#8217;avesse fatto oggi Bologna avrebbe forse un tram europeo, come altre città italiane. Certo gli automobilisti e la banda del buco del metrò avrebbero protestato. Sarebbero fioriti i comitati. Perfino i grillini ,ci scommetterei ,sarebbero contro ( sono contro tutto a prescindere).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Invece abbiamo 49 mezzi fermi in deposito, non si sa se omologati,</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">una inchiesta per corruzione in corso, e automobili fin sotto il letto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche Sirio viene contestato( perfino dai grillini)l&#8217;aria è cancerogena accertata,le malattie respiratorie e connessi aumentano,anche per i bambini. Andare poi in bici a Bologna è un rischio elevato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se va grassa , a spese del pubblico si farà un inutile “people mover”</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">per l&#8217;aeroporto. Che ha allungato la pista. E l&#8217;autostrada ha fatto una nuova corsia. Il Sistema ferroviario metropolitano( e regionale) langue per mancanza di treni. Forse il commissario Cancellieri bloccherà il civis, forte di un possibile parere di non conformità dei mezzi della commissione ministeriale? Forse la magistratura scoperchierà un vicenda opaca?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Intanto ,pedone indifeso, continua a respirare il benzene e le polveri sottili e depura l&#8217;aria delle auto con i tuoi polmoni ,grandi,se stesi, come un campo di calcio.</span></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/04/13/civis-pastrocchio-alla-bolognese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>quell’asfalto insostenibile</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/02/02/quellasfalto-insostenibile/</link>
		<comments>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/02/02/quellasfalto-insostenibile/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 17:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì-Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.verdiemiliaromagna.org/?p=799</guid>
		<description><![CDATA[  Nuova Autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre: un progetto ad elevato impatto ambientale di Davide Fabbri ( da “Terra” del 26 gennaio 2011) Si è riunita recentemente a Cesena...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-816" href="http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/02/02/quellasfalto-insostenibile/vaira-2009-131/"><img class="alignnone size-medium wp-image-816" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/02/vaira-2009-131-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </p>
<p><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Nuova Autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre: un progetto ad elevato impatto ambientale</span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">di Davide Fabbri ( da “Terra” del 26 gennaio 2011)</span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Si è riunita recentemente a Cesena la Rete Stop Autostrada Orte-Cesena-Mestre, alla quale – fino ad ora – hanno aderito associazioni, comitati e forze politiche: </span></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Italia Nostra, Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio, Pro Natura, Forum Ambientalista, WWF, Legambiente, Gruppo Regionale Movimento 5 stelle dell’E-R, Gruppo Regionale Verdi dell’E-R, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Rete dei Comitati del Polesine, Comitati Ambiente e Territorio Riviera del Brenta Miranese, Rete NO AR ,Verdi Emilia Romagna per la costituente ecologista</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">L’autostrada attraverserà cinque Regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto), 11 province e 48 comuni; il tracciato prevede solo in parte la riqualificazione della E-45, si sviluppa in parallelo alla SS 309 Romea e ha numeri da brivido: 396 km di lunghezza, 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">I fautori di questa nuova autostrada</span></span></strong><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> sono il P.D.L. e il P.D., uniti </span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><em>“amorevolmente”</em></span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> per uno </span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><em>“sviluppo insostenibile”</em></span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a favore della mobilità su gomma. </span></span></span><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Il progetto del Governo Berlusconi, col forte appoggio politico del P.D., prevede infatti la realizzazione</span></span></span></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> dell’autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre mediante il ricorso alla finanza di progetto con i privati: l’ANAS ha scelto il raggruppamento di società composto da Gefip holding legato al parlamentare europeo del PDL Vito Bonsignore.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Questa nuova autostrada provoca gravi danni ambientali</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a carico di importanti zone di interesse storico, paesistico, ambientale (es. Parco del delta del Po, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta, Parco delle Foresti Casentinesi, valli dell’Appennino centrale). </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Comporta un elevato consumo di suolo</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">, per la maggior parte libero, e il frazionamento di numerosi fondi agricoli. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Favorisce la cementificazione</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> delle aree libere attraversate o adiacenti agli svincoli. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Privilegia ancora una volta il trasporto su gomma</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">E’ inutile</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 Romea e la E-45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che diventerebbe di fatto un doppione della A-1 e della A-14/A-13. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">E’ un enorme spreco di denaro pubblico</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">: con di 10 miliardi di euro (di cui 1,4 miliardi pubblici e 8,6 miliardi anticipati dai privati della lobby legata a Vito Bonsignore, europarlamentare del PDL, con sponsor politici del PD)  l’Autostrada Orte-Mestre è l’opera in assoluto più costosa tra quelle inserite nella Legge Obiettivo. Meno della metà dei soldi destinati alla Mestre-Orte sarebbero sufficienti per sanare il dissesto idrogeologico dell’intero Paese.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Gli ecologisti propongono alternative credibili, meno costose, meno impattanti e facilmente realizzabili: la messa in sicurezza della SS 309 Romea:</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> il progetto di autostrada Orte-Mestre non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza della Romea, una delle strade più pericolose d’Italia. Il rifacimento del manto stradale, la predisposizione di corsie di emergenza, di piazzole di sosta, il miglioramento della segnaletica, la eliminazione degli incroci a raso, sono interventi possibili in 2-3 anni e con spese molto contenute. </span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Deviazione del traffico pesante sulla A-13: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">il collegamento autostradale Mestre-Ravenna esiste già ed è l’autostrada Padova-Bologna, eventualmente potenziabile. Da Ravenna è possibile deviare i T.I.R. dalla SS 309 verso Ferrara attraverso il raccordo autostradale “Ferrara mare”, oppure attraverso il completamento delle varianti alla SS-16 già previsto nel Piano dei Trasporti della Regione Emilia-Romagna. La statale Romea così sgravata sarebbe più che sufficiente per supportare il traffico locale e di media percorrenza e potrebbe essere finalmente valorizzata sotto il profilo turistico. La deviazione dei TIR sull’asse A-13 sarebbe anche più logica visto che la linea degli interporti si sviluppa proprio tra Ferrara, Rovigo e Padova.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Messa in sicurezza della E-45: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">anche questa arteria, vecchia e pericolosa, e perennemente cantierizzata, richiede interventi definitivi di riqualificazione, senza la sua trasformazione in autostrada. Il progetto di ANAS prevede per questo tratto delle varianti estremamente impattanti, soprattutto in corrispondenza del nodo di Perugia; inoltre il potenziamento di questa arteria costituirà un potente attrattore di traffico con gravi ripercussioni ambientali per le valli dell’Appennino centrale.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Potenziamento del trasporto ferroviario: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">la ferrovia costituisce una valida alternativa alla gomma, sia per il trasporto delle merci che dei passeggeri. In alcuni casi, gli stesi enti che promuovono la Orte-Mestre, finanziano allo stesso tempo progetti per lo sviluppo o il potenziamento di tratte ferroviarie lungo la medesima direttrice (es. collegamento Venezia-Chioggia, riapertura della linea Civitavecchia-Orte).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">La Rete Nazionale che si batte contro questa aberrante autostrada, ha deciso di ricorrere sia al Tar del Lazio, che alla Corte di Giustizia Europea nei confronti del decreto di V.I.A. nazionale favorevole al progetto (parere istruttoria V.I.A. sul progetto preliminare n. 558 del 21.10.2010), decreto che fra qualche giorno sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.</span></span></p>
<p><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Info Rete: Mattia Donadel (338.1678008) &#8211; Davide Fabbri (333.1296915) </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Sito internet: www.retenoar.org</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/02/02/quellasfalto-insostenibile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

