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	<title>Verdi per la Costituente Ecologista &#187; Ecologia</title>
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	<description>Federazione Regionale dei Verdi dell&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>26 e 27 novembre a Roma l&#8217;assemblea costituente di ecologisti e reti civiche</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Verdi ER]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la prima volta in Italia una nuova aggregazione politica ha voluto procedere alla scelta del simbolo consultando direttamente i cittadini. Le &#8220;primarie del simbolo&#8221; che si sono tenute sabato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta in Italia una nuova aggregazione politica ha voluto procedere alla scelta del simbolo consultando direttamente i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Le &#8220;primarie del simbolo&#8221; che si sono tenute sabato e domenica scorsi, infatti, sono state uno straordinario momento di partecipazione e democrazia diretta che apre una nuova fase nel panorama politico italiano introducendo un elemento delle novità importanti.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Mentre in altre formazioni si fanno &#8220;laboratori alchemici&#8221; pesando le proposte in base a correnti e potentati, tentando di mascherare il tutto con la questione generazionale, mi riferisco alle 100 idee di Renzi uscite dalla Leopolda, nelle quali ambiente, clima e rinnovabili sono solo comprimari, gli ecologisti partono dal basso anche sul simbolo.</p>
<p style="text-align: justify;">E il riscontro è stato importante. Oltre 600 volontari hanno dato vita a 200 banchetti in tutta Italia, con un&#8217;affluenza di circa 16mila votanti: una vera festa per l&#8217;ecologismo e per la società civile. Il tutto con una spesa di 500 euro in tutta Italia: uno schiaffo a chi afferma che i costi della politica in Italia sono &#8220;giustificati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E l&#8217;iniziativa è stata percepita come una novità anche dai media che l&#8217;hanno ampiamente ripresa. Servizi e articoli, infatti sono usciti su TG1, TG3, LA7, RaiNews24 oltre a Repubblica.it, Corriere della Sera e Fatto Quotidiano.it e naturalmente su Terra che ne ha dato un&#8217;ampia e dettagliata copertura andando oltre la cronaca e ospitando con attenzione il dibattito sul percorso della Costituente Ecologista.</p>
<p style="text-align: justify;">Dibattito molto intenso che sta proseguendo anche sul web. Di grande importanza anche il fatto che tutti i soggetti promotori hanno affermato che qualunque simbolo sia risultato vincente quello sarà il simbolo del nuovo soggetto politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora è necessario che si vada oltre. È necessario iniziare a produrre idee per lo Statuto, per il Regolamento e per la struttura di questo nuovo soggetto politico, che dovrà a mio giudizio essere quello della Rete Federata, tutte questioni che però non potranno prescindere dai contenuti. È necessario, infatti, che si eviti il ripetersi di un fenomeno troppe volte visto a sinistra: quello della realizzazione di scatole organizzative vuote fini a se stesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ecologisti italiani devono fare lo sforzo di pensare con un doppio binario, da un lato quello dell&#8217;organizzazione di reti politiche, di relazioni e di comunicazioni leggere, alle quali intrecciare contenuti e soluzioni precise e puntuali che sappiano indicare la via d&#8217;uscita ecosostenibile alle crisi sociali, ambientali ed economiche di questi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo le soluzioni dobbiamo lavorare per declinarle attivamente sul territorio, incalzando la politica, affinché siano adottate e contestualmente comunicate ai cittadini per far emergere quella domanda di sostenibilità dal basso che oggi in Italia è inespressa, ma che sta vendendo alla ribalta in tutta Europa, Francia e Germania in primis.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appuntamento è per il 26 e 27 novembre al Teatro Vittoria di Roma dove si svolgerà l&#8217;Assemblea costituente del nuovo soggetto politico.</p>
</div>
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		<title>Regione: si alla centrale di Russi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[di Gianluca Baldrati dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011) Il 28 marzo scorso, dopo un lungo e travagliato percorso, la centrale a biomasse da 30 MW elettrici proposta da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/biomassa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-944" title="biomassa" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/biomassa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>di Gianluca Baldrati dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011)</strong></p>
<p>Il 28 marzo scorso, dopo un lungo e travagliato percorso, la centrale a biomasse da 30 MW elettrici proposta da Powercrop a Russi/Boncellino è arrivata in Giunta Regionale. Già si sapeva che la Regione avrebbe approvato questa centrale, fortemente voluta dal PD, anche perché, si sa, quando gli ex-DS e Margherita sono chiamati a serrare i ranghi, difficilmente disobbediscono. Quello che, però, tutti attendevano, era il voto dei tre Assessori regionali in quota a IdV, SEL e Federazione della Sinistra. I tre partiti avevano sempre cercato di tenere una posizione defilata, ma quando la battaglia contro la centrale è diventata uno degli argomenti principali della politica nella provincia di Ravenna e quando ormai anche la destra aveva fatto dell&#8217;opposizione alla centrale un&#8217;arma della propria propaganda elettorale, non hanno più potuto nascondersi. Così, all&#8217;inizio timidamente, poi con sempre più “convinzione”, hanno iniziato un percorso che li ha portati alla pubblica assemblea del 24 febbraio sconto a Bagnacavallo, nella quale, finalmente, gli esponenti di IdV, SEL e Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) si sono dichiarati ufficialmente contrari alla centrale. Qualcuno dichiarò anche che, in caso di approvazione del progetto, gli esponenti dei tre partiti si sarebbero dimessi dalle amministrazioni locali.</p>
<p>In realtà molti avevano espresso dei dubbi su questa forte posizione, anche perché, pochi mesi prima, gli stessi Assessori avevano tranquillamente approvato l&#8217;ampliamento da 49 a 58 MW elettrici, con aumento dei limiti di emissione, della centrale a olio di palma di Unigrà a Conselice.</p>
<p>Ma, ormai è risaputo, il PD non accetta il dissenso, né dai propri esponenti, né dai propri alleati. Così i tre Assessori, Sabrina Freda (IdV), Donatella Bortolazzi (Federazione della Sinistra) e Massimo Mezzetti (SEL) hanno pensato bene di non presentarsi, per evitare di “offendere” il PD con un voto contrario che non avrebbe influito sull&#8217;approvazione finale, ma avrebbe almeno salvato la faccia. Avranno sicuramente avuto degli impegni improrogabili, ma quest&#8217;assenza contemporanea lascia qualche dubbio.</p>
<p>Se chi si oppone alla centrale può ormai sperare solo in un eventuale ricorso al TAR, si attendono, invece, gli esiti dell&#8217;escamotage architettato da IdV, SEL e Federazione della Sinistra. C&#8217;è chi, come Luciano Lama, Presidente dei Verdi della Provincia di Ravenna, già in tempi non sospetti, supponeva che questa repentina posizione di contrarietà fosse solo frutto di opportunismo politico dovuto alla vicinanza alle elezioni, dato che, “con la loro assenza, hanno di fatto avvallato l&#8217;approvazione della centrale”. “Si sono comportati come i vecchi democristiani. Li hanno tanto criticati, ma alla fine si sono comportati come loro” sono, invece, le parole cariche di delusione di Davide Giovannini, della Lista Civica “Bagnacavallo Insieme”, che da due anni porta avanti una dura ed estenuante opposizione alle centrale di Russi/Boncellino.</p>
<p>Cosa faranno ora i vari Consiglieri e Assessori dei tre partiti alleati con il PD in quasi tutti i Comuni della Provincia di Ravenna? Come giustificheranno l&#8217;alleanza alle prossime elezioni provinciali?</p>
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		<title>Sasso Marconi contro le trivelle</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pierpaolo Lanzarini - Assessore di Sasso Marconi La battaglia dell&#8217;assessore verde di Sasso Marconi di Paolo Galletti ( dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011) Pierpaolo Lanzarini si sveglia prima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_947" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/Lanzarini3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-947" title="Pierpaolo Lanzarini" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/Lanzarini3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Pierpaolo Lanzarini - Assessore di Sasso Marconi</p></div>
<p><span style="font-size: medium;">La battaglia dell&#8217;assessore verde di Sasso Marconi</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">di Paolo Galletti ( dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Pierpaolo Lanzarini si sveglia prima dell&#8217;alba per accudire le sue vacche: fa l&#8217;agricoltore biologico sulle colline di Sasso Marconi, sopra Bologna.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma, in questi ultimi tempi deve occuparsi di idrocarburi se vuol salvare l&#8217;habitat in cui anche le sue vacche vivono.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Pierpaolo è assessore verde all&#8217;ambiente del comune di Sasso Marconi e</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">deve far fronte ai progetti di ricerca di idrocarburi della multinazionale Hunt Oil, denominati Fiume Reno e Fiume Panaro che prevedono la realizzazione di linee sismiche di indagine geologica per una lunghezza di 75 chilometri e l&#8217;eventuale trivellazione di un pozzo esplorativo di 3.000 metri di profondità massima.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Su questi progetti ci sono le procedure di VIA ( Valutazione Impatto Ambientale) in corso per il fiume Panaro e sospesa ( in attesa di integrazioni) per il fiume Reno.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lanzarini ci spiega che il problema nasce dalle nuove tecniche invasive ed inquinanti usate dalle multinazionali per estrarre l&#8217;eventuale gas rinvenuto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si scava un pozzo verticale fino a tre chilometri di profondità e quindi pozzi orizzontali : poi viene pompata ad altissima pressione acqua con solventi e sostanze chimiche che spaccano la roccia ( gli scisti) liberando il gas. Con questo sistema gli Usa sono diventati autosufficienti ( ed esportatori) di gas naturale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma è evidente l&#8217;impatto catastrofico di rimescolamento delle falde, di inquinamento irreversibile dell&#8217;acqua,di contaminazione dell&#8217;ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche in Italia i campi petroliferi della Basilicata hanno provocato la chiusura di molte sorgenti ed un pozzo petrolifero a Trecate (NO) ha causato la contaminazione delle risaie circostanti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per questo il consiglio comunale di Sasso Marconi, su proposta di Lanzarini , ha approvato, all&#8217;unanimità, un ordine del giorno in cui si dichiara contrario allo sfruttamento a fini estrattivi di eventuali giacimenti di idrocarburi nel territorio comunale e contestualmente, si impegna ad un programma di riconversione energetica del territorio comunale con fonti rinnovabili e senza idrocarburi. L&#8217;ordine del giorno, che sarà presentato anche negli altri comuni interessati è urgente perché, se venisse approvata la VIA dalla Regione sui progetti di ricerca, nelle fasi successive( pozzo esplorativo e sfruttamento degli eventuali giacimenti) i Comuni non sarebbero nemmeno interpellati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; quindi necessario bloccare i progetti sul nascere per evitare che poi, prima la Regione e poi il Governo, passino al VIA libera sulle teste dei comuni e del territorio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quindi bisognerebbe unificare procedure di Via,coinvolgendo sempre i Comuni e le comunità locali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Poi basterebbe che l&#8217;ufficio VIA della Regione Emilia Romagna, stante la conformazione geologica del territorio, che purtroppo potrebbe vedere la presenza di scisti dai quali estrarre gas, escludesse a priori per le multinazionali richiedenti ,tutte le tecniche invasive ed impattanti che prevedono la fratturazione delle rocce sotterranee.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In questo modo nessuna società avrebbe interesse economico per le esplorazioni. Non possiamo svendere e rovinare per sempre anche le falde ed il sottosuolo. Ma soprattutto riconvertiamoci alle rinnovabili</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">(per avere l&#8217;odg: planzarini@smarconi.provincia.bologna.it)</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Civis, pastrocchio alla bolognese</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/04/13/civis-pastrocchio-alla-bolognese/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[indagato per corruzione anche l&#8217;ex sindaco Guazzaloca di Paolo Galletti (dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011) 1984: i bolognesi votano in massa per chiudere il centro storico alle auto....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/guazzaloca_bologna.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-949" title="guazzaloca_bologna" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/guazzaloca_bologna-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a> indagato per corruzione anche l&#8217;ex sindaco Guazzaloca</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">di Paolo Galletti (dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1984: i bolognesi votano in massa per chiudere il centro storico alle auto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1994: i Verdi entrano in giunta a Bologna e istituiscono le corsie riservate ai mezzi pubblici e, con il progettista svizzero Hussler, padre del tram di Zurigo,progettano, con il consenso bypartisan del mondo politico,una tramvia veloce di superficie di modello europeo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutti d&#8217;accordo tranne gli automobilisti ( moltiplicatisi del 1984) che vedono ridursi lo spazio per invadere le strade del centro e per parcheggiare e le lobbies del metrò ( coop e costruttori in primis) che volevano lucrare dallo scavo del buco sotterraneo).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Contrario al tram il sovrintendente Garzillo: minaccerebbe con le vibrazioni il centro storico ( I gipponi invece no).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ci sono i soldi, del Governo e del Comune, ma la giunta Vitali numero due</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">non fa partire il progetto e non appalta i lavori: si rimanda vergognosamente alla prossima.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E qui,sorpresa, le sanguinose divisioni del PDS, portano Guazzaloca sulla poltrona di Sindaco. Siamo nel 1999: alcuni sciagurati lavori preliminari al tram ( il cordolo sulla via Emilia) hanno fatto infuriare gli automobilisti ( ancora cresciuti di numero ed aggressività). La giunta Guazzaloca boccia il progetto già approvato di Tram e punta su un assurdo metro&#8217; costosissimo ed oggi archiviato di fatto ,e sul “civis”,un cosiddetto tram su gomma a guida vincolata che non prevede rotaie e quindi lascia spazio alle auto. Questo mezzo è prodotto da un consorzio ( Iribus) di cui fa parte la FIAT. Per renderlo simpatico viene soprannominato TEO ( Tram Elettrico Ottico).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel 2004, con la giunta Guazzaloca in scadenza ed in previsione della sfida ( poi perduta) con lo sceriffo Cofferati,c&#8217;è una incredibile accelerazione: in tre giorni, dall&#8217; 11 al 14 febbraio arriva il nulla osta da Roma,la gara ad Iribus e la firma del contratto per 200 milioni di euro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Oggi 49 mezzi del Civis ,giacciono nel deposito ATC, in attesa di omologazione ( hanno la guida centrale e gli autisti si rifiutano di usarli).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I cantieri aperti in città hanno suscitato opposizioni,anche se oggi gli stessi comitati chiedono di finire i lavori stradali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La notizia del giorno però è l&#8217;indagine della Procura di Bologna sul Civis e</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">sull&#8217;ex Sindaco Giorgio Guazzaloca ,nonché su società del gruppo Fiat. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;accusa di corruzione per l&#8217;ex Sindaco riguarderebbe un incarico in una società della galassia Fiat,alla fine del suo mandato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Secondo l&#8217;ex Sindaco invece non ci sarebbe nessun collegamento tra l&#8217;appalto ad Iribus ed il suo successivo incarico. Vedremo le conclusioni dell&#8217;inchiesta e dell&#8217;eventuale processo. Intanto però non possiamo non sottolineare che sembra che l&#8217;inchiesta nasca da un esposto di un politico del centrodestra bolognese. E stupisce che oggi esponenti del centrodestra (Berselli,Corticelli) ,che sostennero allora la giunta Guazzaloca e le sue scelte ( civis compreso), si scaglino contro quest&#8217;opera.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">O meglio non stupisce in una città senza memoria ,con l&#8217;alzeimer politico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma a questo, punto si chiederà il lettore ,come mai un&#8217;opera così sciagurata ,voluta per scopi elettoralistici ( pro auto) dalla giunta Guazzaloca , non fu bocciata dallo sceriffo Cofferati?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si dice per non pagare enormi penali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma è davvero questa la spiegazione?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro. Nel 2002 la provincia di Bologna ( presidente Vittorio Prodi)con delibera n304 del 17/9/2002 indica una serie di prescrizioni, senza le quali il progetto viene bocciato: innanzitutto il mezzo che,per lunghezza non può essere definito tram, ma è un semplice filobus,poi la guida ottica per verificare il suo effettivo funzionamento,quindi le vibrazioni,il rumore ed i campi elettromagnetici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A seguito del parere della commissione ministeriale del 10 febbraio 2004, che affermava che il civis era un filobus e non un tram e che la guida ottica serviva solo per accostare alle banchine e che gli autisti dovevano tenere le mani sul volante la Provincia di Bologna nell&#8217;aprile 2004 presentava un ricorso al TAR.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Scriveva un anno prima il prof W. Hussler ( massimo esperto del ramo)“ l&#8217;uso del sistema a guida ottica è limitato a questi casi specifici e a velocità basse. Non esistono sistemi collaudati dell&#8217;uso di questo tipo di guida vincolata per velocità di crociera e non esiste nessuna proposta tecnica per la risoluzione dei problemi della via vincolata nel caso di scambi o incroci”. La citta di Rouen cche ha fatto l&#8217;esperienza del civis nel 2002cerca di ritirarsi dal contratto. Ma soprattutto se si fosse ritenuto accettabile un filobus con miglioramenti nell&#8217;accostamento alle piattaforme di fermata, si sarebbe dovuto dichiarare nel capitolato della gara e si sarebbe aperto il mercato anche ad altri concorrenti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel novembre 2004 la Provincia ( nuova presidente Draghetti) ritira il ricorso al Tar.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Al momento le eventuali penali da pagare sarebbero state irrisorie ( non erano ancora partiti i lavori) e forse addirittura nulle.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Invece la giunta Cofferati procede con il civis, invece di ripristinare il progetto di tramvia veloce.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una responsabilità politica enorme che priva Bologna di un&#8217;opera necessaria: Una responsabilità di Cofferati e della Draghetti che fa il paio con l&#8217;ignavia della seconda giunta Vitali che non iniziò i lavori del tram.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se Cofferati l&#8217;avesse fatto oggi Bologna avrebbe forse un tram europeo, come altre città italiane. Certo gli automobilisti e la banda del buco del metrò avrebbero protestato. Sarebbero fioriti i comitati. Perfino i grillini ,ci scommetterei ,sarebbero contro ( sono contro tutto a prescindere).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Invece abbiamo 49 mezzi fermi in deposito, non si sa se omologati,</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">una inchiesta per corruzione in corso, e automobili fin sotto il letto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche Sirio viene contestato( perfino dai grillini)l&#8217;aria è cancerogena accertata,le malattie respiratorie e connessi aumentano,anche per i bambini. Andare poi in bici a Bologna è un rischio elevato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se va grassa , a spese del pubblico si farà un inutile “people mover”</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">per l&#8217;aeroporto. Che ha allungato la pista. E l&#8217;autostrada ha fatto una nuova corsia. Il Sistema ferroviario metropolitano( e regionale) langue per mancanza di treni. Forse il commissario Cancellieri bloccherà il civis, forte di un possibile parere di non conformità dei mezzi della commissione ministeriale? Forse la magistratura scoperchierà un vicenda opaca?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Intanto ,pedone indifeso, continua a respirare il benzene e le polveri sottili e depura l&#8217;aria delle auto con i tuoi polmoni ,grandi,se stesi, come un campo di calcio.</span></p></blockquote>
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		<title>Convention nazionale della Costituente Ecologista</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 07:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Nel giorno del 150° anniversario dell&#8217;Unità di Italia, proprio mentre il Presidente della Repubblica ricorda a tutti che &#8220;divisi saremmo stati spazzati via&#8221;, è con lo stesso spirito e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/logo.jpg"></a>Nel giorno del 150° anniversario dell&#8217;Unità di Italia, proprio mentre il Presidente della Repubblica ricorda a tutti che &#8220;divisi saremmo stati spazzati via&#8221;, è con lo stesso spirito e con la volontà di unire per costruire un futuro migliore che la Costituente Ecologista e l&#8217;Appello &#8220;Abbiamo un Sogno&#8221; invitano tutti gli interessati a partecipare <strong>il 21 e 22 maggio prossimo a Roma alla prima Convention nazionale per un nuovo soggetto politico ecologista e civico</strong>, per avviare un primo confronto sui contenuti programmatici ed organizzativi fra tutti coloro che hanno aderito agli appelli &#8220;Io Cambio&#8221; e &#8220;Abbiamo un Sogno&#8221;. La grave situazione in cui si trova il nostro paese richiede da parte di tutti noi una grande assunzione di responsabilità.</p>
<p>Il 29 e 30 gennaio scorso si è svolto a Bologna un incontro tra i movimenti e le reti ecologiste e civiche. In quella sede abbiamo registrato una positiva convergenza oltre che tra i firmatari dei due appelli anche con i Movimenti Civici Siciliani per avviare un lavoro comune nella costruzione di una nuova aggregazione politica civica e ecologista.</p>
<p>Ci siamo ulteriormente incontrati per esplorare le possibilità e le modalità concrete per avviare un Processo Costituente volto alla creazione di un nuovo movimento politico ecologista e civico nato dal basso, aperto, inclusivo, trasparente e democratico, nella prospettiva di un radicale cambiamento dell&#8217;attuale modello economico e sociale, per invertire le negative tendenze globali attuali causate dal paradigma della crescita.</p>
<p>Le prossime iniziative sulle quali stiamo iniziando a lavorare sono una serie di incontri tematici su grandi questioni, da realizzarsi in varie sedi nazionali prima dell&#8217;estate, tra le quali:</p>
<ul>
<li>la finanza e il debito e la loro influenza sulle politiche sociali e ambientali;</li>
<li>le nuove politiche industriali;</li>
<li>green economy e nuove politiche energetiche (no a nucleare si a rinnovabili);</li>
<li>le politiche per i beni comuni, il welfare e la sanità;</li>
<li>il paesaggio e il consumo di suolo;</li>
<li>la biodiversità, i parchi, la caccia e i diritti animali.</li>
</ul>
<p>Riteniamo inoltre fondamentale la partecipazione alla campagna per i referendum sull&#8217;acqua e sul nucleare.</p>
<p>La convention nazionale del 21 e 22 maggio sarà un importante appuntamento di prima aggregazione ed organizzazione per avviare un percorso che nel corso del 2011 porti al progressivo allargamento della presenza sul territorio e alla definizione di valori, regole e contenuti programmatici condivisi, in vista di una grande Assemblea Costituente da organizzare con tutti i soggetti che intendano, insieme, costituire una nuova grande forza politica nazionale ecologista e civica.</p>
<p>La &#8220;convention&#8221; è solo una tappa di un percorso complesso, che necessariamente ha bisogno di diversi passaggi organizzativi, ed è orientata a strutturarci a livello nazionale e sul territorio, nella direzione di una più larga ed ampia aggregazione, da realizzarsi nella successiva Assemblea Costituente. Auspichiamo che tutti i percorsi in atto possano convergere nella direzione della costruzione di una nuova grande forza ecologista e civica.</p>
<p><strong>costituenteco@gmail.com</strong> o <strong>segreteria@abbiamounsogno.it</strong></p>
<p>I Movimenti Civici di Sicilia, interessati al percorso, hanno fatto presente che, a norma del loro Statuto, dovranno decidere in una loro Assemblea, che si terrà ai primi di Giugno, l&#8217;adesione formale al Processo in corso e che, pur non potendo essere tra i promotori, saranno certamente presenti e porteranno un proprio contributo all&#8217;appuntamento di Maggio.</p>
<p>Si è quindi costituito il Comitato Promotore della Convention del 21 e 22 Maggio di cui fanno parte la Costituente Ecologista e l&#8217;Appello Abbiamo un Sogno. Teniamo a ribadire che il percorso è aperto a tutti quelli che vorranno esserne protagonisti, con spirito costruttivo e con un contributo fattivo.</p>
<p>Insieme cambieremo il nostro paese.</p>
<p>Michele Dotti (per l&#8217;appello &#8220;Abbiamo un sogno&#8221;)<br />
Giuliano Tallone (per l&#8217;Appello Io Cambio &#8211; Costituente Ecologista)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un Po di petrolio. Video attivisti sulle tracce di un disastro ambientale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 18:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Incontri Pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, di giovedì 27 gennaio 2010 Gabriele Bollini Mercoledì scorso 12 gennaio, a Bologna presso XM24, via Fioravanti 24, nell&#8217;ambito di “MeryXM &#8211; aperitivo del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>articolo pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, di giovedì 27 gennaio 2010</em></p>
<p>Gabriele Bollini</p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } -->Mercoledì scorso 12 gennaio, a Bologna presso <strong>XM24</strong>, via Fioravanti 24, nell&#8217;ambito di <strong>“MeryXM &#8211; aperitivo del mercoledì”</strong>, c&#8217;è stata la proiezione in prima nazionale del medio-metraggio &#8220;Un po di petrolio&#8221;, una produzione: <strong>insu^tv</strong> (Napoli) e <strong>teleimmagini? </strong>(Bologna), regia di Nicola Angrisano (che ha già firmato la regia di <em>Una montagna di balle</em>), soggetto e sceneggiatura di Raffaele Aspide e Isabella Urru (che ha curato anche il montaggio), musica originale di Viktor Bosnjak e Roberto Salvati, fotografia Alfonso Santolero. Il tutto condito con un dibattito successivo fra il regista e lo sceneggiatore e l&#8217;autore di questo articolo della Rete Ecologista Bolognese.</p>
<p>La presentazione è avvenuta in un luogo che merita qualche spiegazione. Il progetto-percorso Ex Mercato 24 (XM24) che prende il nome dalla sua originaria destinazione d’uso dello spazio, l&#8217;ex Mercato Ortofrutticolo, conserva e fa rivivere l’idea del Mercato, quale luogo pubblico di scambio e di produzione. Ed è in questo spazio vuoto, dismesso, abbandonato al degrado urbano, che si colloca l’esperienza di produzione di senso denominata XM24. In uno spazio urbano sempre meno pubblico e arido sul piano sociale, un gruppo di “ragazzi”, più o meno giovani, assume su di sé la bizzarra e incerta sfida di costruire un luogo di produzione culturale e di partecipazione politica e sociale dal basso; e qualche anno è anche sede, il giovedì, di uno dei tre mercatini biologici di Bologna.</p>
<p>“Un Po di petrolio” prende le mosse da un episodio di cronaca raccontato da Claudio Jampaglia e Emilio Molinari nel recentissimo libro “Salvare l&#8217;acqua” edito da Feltrinelli: “Nella notte del 23 febbraio2010, un&#8217;onda nera di 2600 tonnellate di idrocarburi fuoriesce da una vecchia raffineria dismessa di Villasanta a Monza, la Lombardia Petroli, avvelenando il fiume Lambro. L&#8217;atto è doloso. Nonostante il, più o meno, immediato intervento di Arpa, Protezione civile e volontari riesca a trattenere più della metà degli scarichi oleosi nei primi chilometri del versamento, in ventiquattro ore la marea nera dilaga nel Po [di cui il Lambro è affluente] e arriva a Piacenza. In cinque giorni, nonostante continuino gli sbarramenti e le deviazioni, l&#8217;inquinamento raggiunge il Delta del Po. Per due mesi sarà vietato l&#8217;uso delle del Lambro per qualsiasi scopo, a maggio tracce di idrocarburi sono rilevate nelle sacche della mussicultura del Delta. Ci vorranno anni perchè l&#8217;ecosistema smaltisca tutto.”</p>
<p>30 minuti di medio-metraggio per ripercorrere una storia di inquinamento doloso e di sabotaggio  digerito molto in fretta dai media nazionali. La consueta gestione &#8220;emergenziale&#8221; della Protezione Civile e i finanziamenti lampo che si susseguono si intrecciano con le speculazioni edilizie versione &#8216;green economy&#8217;, realizzate in vista dell&#8217;Expo milanese del 2015. Rientrato l&#8217;allarme e paludata l&#8217;inchiesta, il film prova a capirne di più percorrendo le rive di fiumi tra i più inquinati d&#8217;Europa e intervistando giornalisti che hanno seguito la vicenda, tecnici di Ispra, ambientalisti, ex operai della raffineria, pescatori, agricoltori, amministratori, abitanti.</p>
<p>Perchè questa catastrofe della stupidità umana contro l&#8217;ambiente è anche metafore della questione padana che ci obbliga a leggere la politica, l&#8217;economia, la cultura di questa macroregione da angolature diverse.</p>
<p>Nei 30 minuti del medio-metraggio si manifestano e si intrecciano infatti 3 filoni di lettura dell&#8217;evento: la speculazione edilizia dietro (e davanti) alla dismissione delle aree produttive e al consumo costante di suolo agricolo; il controllo del territorio e della sua urbanizzazione da parte della malavita organizzata (questa è terra degli investimenti della Ndrangheta, checchè ne dica il Ministro degli Interni); lo sfruttamento senza limiti delle risorse del maggiore fiume italiano e dei suoi affluenti. Nella Valle Padana si produce quasi il 50% del prodotto interno lordo del nostro paese. È una delle aree più ricche e sviluppate del pianeta, la seconda in Europa. Scrivono ancora Jampaglia e Molinari: “I suoi abitanti ne sono orgogliosi e pensano che ciò sia dovuto alla loro straordinaria laboriosità e alla loro intraprendenza. I politici delle varie leghe alimentano questo orgoglio facendone un motivo di supremazia e separazione dal resto d&#8217;Italia. Ma il carburante della straordinaria macchina padana e della sua ricchezza, non sono solo il lavoro, la cultura, i <em>danè</em> &#8230; È il Po.”</p>
<p>Dopo la presentazione di Bologna sono previste tappe a Milano, Roma, Napoli ed è in preparazione anche la versione in inglese da inviare al Green Fest di Seul.</p>
<p>info@insutv.it</p>
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		<title>quell’asfalto insostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 17:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
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		<category><![CDATA[Valutazione Impatto Ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[  Nuova Autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre: un progetto ad elevato impatto ambientale di Davide Fabbri ( da “Terra” del 26 gennaio 2011) Si è riunita recentemente a Cesena...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-816" href="http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/02/02/quellasfalto-insostenibile/vaira-2009-131/"><img class="alignnone size-medium wp-image-816" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/02/vaira-2009-131-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </p>
<p><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Nuova Autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre: un progetto ad elevato impatto ambientale</span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">di Davide Fabbri ( da “Terra” del 26 gennaio 2011)</span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Si è riunita recentemente a Cesena la Rete Stop Autostrada Orte-Cesena-Mestre, alla quale – fino ad ora – hanno aderito associazioni, comitati e forze politiche: </span></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Italia Nostra, Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio, Pro Natura, Forum Ambientalista, WWF, Legambiente, Gruppo Regionale Movimento 5 stelle dell’E-R, Gruppo Regionale Verdi dell’E-R, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Rete dei Comitati del Polesine, Comitati Ambiente e Territorio Riviera del Brenta Miranese, Rete NO AR ,Verdi Emilia Romagna per la costituente ecologista</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">L’autostrada attraverserà cinque Regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto), 11 province e 48 comuni; il tracciato prevede solo in parte la riqualificazione della E-45, si sviluppa in parallelo alla SS 309 Romea e ha numeri da brivido: 396 km di lunghezza, 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">I fautori di questa nuova autostrada</span></span></strong><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> sono il P.D.L. e il P.D., uniti </span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><em>“amorevolmente”</em></span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> per uno </span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><em>“sviluppo insostenibile”</em></span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a favore della mobilità su gomma. </span></span></span><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Il progetto del Governo Berlusconi, col forte appoggio politico del P.D., prevede infatti la realizzazione</span></span></span></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> dell’autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre mediante il ricorso alla finanza di progetto con i privati: l’ANAS ha scelto il raggruppamento di società composto da Gefip holding legato al parlamentare europeo del PDL Vito Bonsignore.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Questa nuova autostrada provoca gravi danni ambientali</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a carico di importanti zone di interesse storico, paesistico, ambientale (es. Parco del delta del Po, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta, Parco delle Foresti Casentinesi, valli dell’Appennino centrale). </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Comporta un elevato consumo di suolo</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">, per la maggior parte libero, e il frazionamento di numerosi fondi agricoli. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Favorisce la cementificazione</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> delle aree libere attraversate o adiacenti agli svincoli. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Privilegia ancora una volta il trasporto su gomma</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">E’ inutile</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 Romea e la E-45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che diventerebbe di fatto un doppione della A-1 e della A-14/A-13. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">E’ un enorme spreco di denaro pubblico</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">: con di 10 miliardi di euro (di cui 1,4 miliardi pubblici e 8,6 miliardi anticipati dai privati della lobby legata a Vito Bonsignore, europarlamentare del PDL, con sponsor politici del PD)  l’Autostrada Orte-Mestre è l’opera in assoluto più costosa tra quelle inserite nella Legge Obiettivo. Meno della metà dei soldi destinati alla Mestre-Orte sarebbero sufficienti per sanare il dissesto idrogeologico dell’intero Paese.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Gli ecologisti propongono alternative credibili, meno costose, meno impattanti e facilmente realizzabili: la messa in sicurezza della SS 309 Romea:</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> il progetto di autostrada Orte-Mestre non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza della Romea, una delle strade più pericolose d’Italia. Il rifacimento del manto stradale, la predisposizione di corsie di emergenza, di piazzole di sosta, il miglioramento della segnaletica, la eliminazione degli incroci a raso, sono interventi possibili in 2-3 anni e con spese molto contenute. </span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Deviazione del traffico pesante sulla A-13: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">il collegamento autostradale Mestre-Ravenna esiste già ed è l’autostrada Padova-Bologna, eventualmente potenziabile. Da Ravenna è possibile deviare i T.I.R. dalla SS 309 verso Ferrara attraverso il raccordo autostradale “Ferrara mare”, oppure attraverso il completamento delle varianti alla SS-16 già previsto nel Piano dei Trasporti della Regione Emilia-Romagna. La statale Romea così sgravata sarebbe più che sufficiente per supportare il traffico locale e di media percorrenza e potrebbe essere finalmente valorizzata sotto il profilo turistico. La deviazione dei TIR sull’asse A-13 sarebbe anche più logica visto che la linea degli interporti si sviluppa proprio tra Ferrara, Rovigo e Padova.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Messa in sicurezza della E-45: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">anche questa arteria, vecchia e pericolosa, e perennemente cantierizzata, richiede interventi definitivi di riqualificazione, senza la sua trasformazione in autostrada. Il progetto di ANAS prevede per questo tratto delle varianti estremamente impattanti, soprattutto in corrispondenza del nodo di Perugia; inoltre il potenziamento di questa arteria costituirà un potente attrattore di traffico con gravi ripercussioni ambientali per le valli dell’Appennino centrale.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Potenziamento del trasporto ferroviario: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">la ferrovia costituisce una valida alternativa alla gomma, sia per il trasporto delle merci che dei passeggeri. In alcuni casi, gli stesi enti che promuovono la Orte-Mestre, finanziano allo stesso tempo progetti per lo sviluppo o il potenziamento di tratte ferroviarie lungo la medesima direttrice (es. collegamento Venezia-Chioggia, riapertura della linea Civitavecchia-Orte).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">La Rete Nazionale che si batte contro questa aberrante autostrada, ha deciso di ricorrere sia al Tar del Lazio, che alla Corte di Giustizia Europea nei confronti del decreto di V.I.A. nazionale favorevole al progetto (parere istruttoria V.I.A. sul progetto preliminare n. 558 del 21.10.2010), decreto che fra qualche giorno sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.</span></span></p>
<p><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Info Rete: Mattia Donadel (338.1678008) &#8211; Davide Fabbri (333.1296915) </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Sito internet: www.retenoar.org</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cispadana,uno scempio</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 17:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[  arriva in Regione il progetto per la nuova arteria da 1,2 miliardi di euro:Servono ipotesi alternative di Paolo Galletti ( da “Terra” del 26 gennaio 2011) Il progetto della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><strong>arriva in Regione il progetto per la nuova arteria da 1,2 miliardi di euro:Servono ipotesi alternative</strong></p>
<p><strong>di Paolo Galletti ( da “Terra” del 26 gennaio 2011)</strong></p>
<p>Il progetto della nuova Autostrada Cispadana vicina al Fiume Po è in procinto d&#8217;essere presentato alla Regione Emilia-Romagna. La proposta viene da diverse imprese associate tra cui sono presenti l&#8217;Autostrada del Brennero, Coopsette e Pizzarotti di Parma. Il primo lotto di circa 70 chilometri, tra l’Autostrada del Brennero (casello di Reggiolo-Rolo) e l’Autostrada Padova-Bologna (casello di Ferrara-Sud), dovrebbe essere completato entro cinque anni, con un project-financing di 1,2 miliardi di euro: un finanziamento a lungo termine che protegge gli interessi dei privati rispetto all&#8217;eventuale fallimento dell&#8217;iniziativa. Un altro lotto di 100 chilometri dovrebbe essere proposto successivamente per collegare Reggiolo con l&#8217;Autostrada Piacenza-Brescia (casello di Castelvetro).</p>
<p>I proponenti sperano di potenziare l&#8217;offerta stradale emiliana e d&#8217;aumentare l&#8217;accesso alle zone adriatiche del Delta Po. In realtà l&#8217;Autostrada Cispadana è un progetto preoccupante per il suo elevato impatto ambientale. L&#8217;opera rischia di attirare troppe auto ed autocarri. Nella Pianura Padana l&#8217;inquinamento atmosferico è uno dei più elevati al mondo ed è causato soprattutto dai trasporti. La nuova autostrada frammenterà per sempre paesaggi e i corridoi ecologici presso il Po, danneggerà agro-ecosistemi di grande pregio. Le opere previste impermeabilizzeranno migliaia di ettari di suolo nelle provincie ferraresi, modenesi, reggiane, parmensi e piacentine. Si rischia di cementificare un territorio già troppo invaso da insediamenti, infrastrutture, autostrade sia vecchie, come l&#8217;Autosole, l&#8217;Auto-Brennero, la A21, sia nuove, come la Cispadana, l&#8217;autostrada adriatica e l&#8217;autostrada Tirreno-Brennero.</p>
<p>Servirebbero politiche alternative per trasferire il traffico dalle strade verso le ferrovie ed il cabotaggio. Nella bassa pianura emiliana e ferrarese esistono molte possibilità per potenziare i sistemi di mobilità sostenibile, su ferro ed acqua principalmente, con snodi intermodali localizzati, limitando le emissioni stradali, risparmiando le risorse, tutelando sia gli habitat naturali sia la salute della gente. Sul progetto dell&#8217;Autostrada Cispadana bisognerà confrontare più alternative, cercando quelle meno impattanti ed utili. Occasione di confronto è l&#8217;iter pubblico di Valutazione d´Impatto Ambientale (VIA) della nuova autostrada; cioè la procedura necessaria per prevedere gli effetti naturali, paesaggistici, sanitari, e necessaria per decidere qual&#8217;è l&#8217;alternativa migliore, compresa quella di non realizzare l&#8217;opera. Per legge è obbligatorio per la Regione e gli Enti locali promuovere questa partecipazione all&#8217;iter d&#8217;approvazione (www.ermesambiente.it). Terra vi terrà informati perché nessuna VIA potrà mai portarci verso quell&#8217;economia a basso contenuto di carbonio cui aspiriamo, se non verrà favorita anche la partecipazione dei cittadini, proprio là dove nasce l&#8217;esigenza di nuovi modelli di società e di economia in armonia con la natura.</p>
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		<title>La biografia delle merci</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 17:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  il Life Cycle Assesment(LCA)è la Valutazione di Impatto Ambientale di un prodotto di Marino Cavallo ( pubblicato su “TERRA” del 20 gennaio 2011 L&#8217;ecodesign e la progettazione di beni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-813" href="http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/02/02/la-biografia-delle-merci/sardegna-20007pansamercatobio-al-lotocomunione-francescarose-258/"><img class="alignnone size-medium wp-image-813" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/02/sardegna-20007pansamercatobio-al-lotocomunione-francescarose-258-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a> </p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><strong>il Life Cycle Assesment(LCA)è la Valutazione di Impatto Ambientale di un prodotto</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif">di Marino Cavallo ( pubblicato su “TERRA” del 20 gennaio 2011</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif">L&#8217;ecodesign e la progettazione di beni e servizi compatibili con l&#8217;ambiente stanno diventando degli ambiti di importantissima innovazione dei processi industriali. Il </span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><em>Life Cycle Assessment</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"> (LCA) è la valutazione dell&#8217;impatto di un prodotto, da quando è concepito fino allo smaltimento dell&#8217;ultima vite o dell&#8217;ultimo truciolo. Si tratta di una vera e propria </span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><em>biografia</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"> di una merce: dalla nascita alla morte, alla sua auspicabile </span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><em>resurrezione</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"> come componente di qualche altro prodotto. Così gli scarti diventano materie seconde per altri processi produttivi e il cerchio si può chiudere. Non tutti sanno che a Bologna esiste uno dei progetti chiave dell&#8217;LCA in Italia. E&#8217; coordinato dall&#8217;Enea e da alcuni anni promuove pionieristici progetti di formazione per i tecnici delle imprese e dei centri di ricerca e diffonde documentazione e pubblicazioni di livello internazionale per aggiornare sullo stato dell&#8217;arte di una metodologia di progetto in continua evoluzione. Si, perché l&#8217;LCA si sta estendendo ora anche al terziario e ci sono pionieristiche sperimentazioni nel settore del turismo e della gestione dei servizi alberghieri, per esempio. Enea gestisce una rete nazionale di esperti e tecnici che raccoglie consulenti, organizzazioni, ricercatori e istituti universitari seriamente impegnati nella diffusione dell&#8217;LCA. Un&#8217;occhiata al sito della rete è veramente molto istruttivo: </span><span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.reteitalianalca.it/"><span style="font-family: Times New Roman, serif">www.reteitalianalca.it</span></a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif">. Ci sono gruppi di lavoro tematici sui principali settori produttivi: agroindustria, energia, edilizia, elettronica, legno, turismo, e altri nuovi ne stanno nascendo. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif">Nel sito è possibile trovare sezioni da cui si possono scaricare documentazione scientifica, ricerche e studi di settore, informazioni su borse di studio e offerte di lavoro nel campo dell&#8217;LCA. Perché ormai la “biografia di un prodotto dal punto di vista degli impatti” non è una stranezza di qualche fissato dell&#8217;ecologia, ma una tecnologia produttiva efficiente e innovativa in grado di rendere più competitive le aziende. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif">Basta citare alcuni casi su tutti, per restare nel nostro territorio regionale, di marchi molto noti impegnati in queste attività: l&#8217;acqua Cerelia, gli allevamenti della Granarolo, le bevande Valsoia, i tappi in alluminio della Pelliconi Spa. E si tratta di un mercato in rapidissima espansione perché progettare in modo ecologico consente di risparmiare e di fare un ottimo marketing di prodotto. L&#8217;acqua Cerelia &#8211; come biglietto da visita per caratterizzarsi rispetto alla miriade di altre acque &#8211; punta proprio sulle certificazioni ambientali e di prodotto. L&#8217;attenzione all&#8217;ambiente conviene alle aziende e quelle lungimiranti ci investono parecchio. Sarebbe utile adesso creare dei data base informatici per mettere in contatto domanda e offerta di materie prime e seconde. Sarebbe anche un bell&#8217;esempio di imprenditoria verde, per giovani che vogliono inventarsi una professione, in un campo di sicuro sviluppo. </span></p>
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		<title>A Parma “dalla culla alla culla”</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 16:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, del 13 gennaio 2011 Gabriele Bollini Lunedì 10 Gennaio 2011 Parma ha ospitato gli “eroi dell&#8217;ambiente”, così designati dal Time: una conferenza che si...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link {  } --><em>articolo pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, del 13 gennaio 2011</em></p>
<p>Gabriele Bollini</p>
<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/01/Parma-dalla-culla-alla-culla2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-771" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/01/Parma-dalla-culla-alla-culla2.jpg" alt="" width="75" height="75" /></a>Lunedì 10 Gennaio 2011 Parma ha ospitato gli “eroi dell&#8217;ambiente”, così designati dal Time: una conferenza che si preannunciava come un evento di levatura internazionale, organizzata dall&#8217;Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse (GCR) e che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Parma, Agenzia alla Sanità.</p>
<p>All&#8217;Auditorium Paganini (tempio della cultura progettato da Renzo Piano) i cittadini di Parma e non solo hanno potuto ascoltare il chimico tedesco Michael Braungart (in collegamento skype dalla Virginia) e l&#8217;architetto William McDonough , ovvero gli esperti mondiali della svolta “cradle to cradle” (“dalla culla alla culla”): un modo innovativo di progettare e produrre beni, senza incidere negativamente sull&#8217;ambiente e sulle persone. E&#8217; stata una occasione importante e partecipata -Auditorium gremito fino alle 23.30 e diretta streaming- in particolare per gli addetti ai lavori che hanno potuto rendersi conto della concretezza e della lungimiranza della proposta, anche per il beneficio delle loro aziende.</p>
<p>In sostanza, dopo aver capito come gestire i rifiuti, ora si passa alla progettazione.</p>
<p>L&#8217;Associazione nasce nel 2006 da un&#8217;iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Parma, che, prendendo esempio dai loro cugini di Reggio Emilia decisero di raccogliere almeno 1000 firme per una mozione di iniziativa popolare da presentare al Consiglio Comunale contro la costruzione di un inceneritore proponendo invece, appunto, una gestione corretta dei rifiuti e delle risorse. Numerosi cittadini hanno aderito fin da subito, consentendo di raccogliere in breve tempo le firme necessarie per presentare la mozione di iniziativa popolare.</p>
<p>Il 31 marzo 2006 il Consiglio Comunale, nonostante la grande mobilitazione dei cittadini che esprimevano la forte preoccupazione per un progetto di questo genere, ha deliberato sulla localizzazione dell&#8217;inceneritore, dando così di fatto avvio alla sua realizzazione, approvando la variante urbanistica a larga maggioranza, con soli due voti contrari. Una vera vergogna bipartisan.</p>
<p>Diverse anime compongono il gruppo: cittadini comuni, ambientalisti, attivisti dell&#8217;informazione&#8230;, singoli o associati (WWF, Greenpeace, Medici per l&#8217;Ambiente, Girotondi di Parma). Tutti condividendo un obiettivo primario: informare la popolazione della città su una gestione dei rifiuti da effettuare secondo le normative europee &#8211; e non come si fa attualmente in Italia- e fare da intermediari tra i cittadini e gli amministratori comunali e provinciali, al fine di convincerli a rivedere le loro posizioni.</p>
<p>Il 16 aprile 2010 alla Camera di Commercio viene presentato il progetto alternativo all&#8217;inceneritore.</p>
<p>Il 17 aprile 2010 a Parma si è svolta la prima manifestazione nazionale contro gli inceneritori. 5000 persone hanno portato sotto la pioggia il loro appoggio da tutta Italia alla vertenza contro l&#8217;inceneritore di Ugozzolo.</p>
<p>Il cambiamento in atto va &#8220;dalla culla alla culla&#8221;, perché dobbiamo comprendere come poter fare business senza metterci in conflitto con la natura, con l&#8217;acqua, la terra e l&#8217;aria. Progettare e costruire imitando e rispettando le leggi di questo pianeta, il quale in sé non conosce il concetto di rifiuto, perché tutto ciò che è scarto per un sistema biologico, diviene materia prima per un altro sistema biologico.</p>
<p>La frazione organica deve ritornare alla terra: gli scarti di cucina, gli sfalci, le potature&#8230;non sono un rifiuto! Sono un nutrimento.</p>
<p>San Francisco, con i suoi 800 mila abitanti, riesce a intercettare quasi tutto l&#8217; organico scartato dalle famiglie, dai ristoranti, trasformandolo in fertilizzante molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali.</p>
<p>Nel terzo millennio dobbiamo affrontare anche il metabolismo tecnologico, secondo il quale tutti gli altri materiali post-utilizzo devono essere reimpiegati nei processi produttivi.</p>
<p>I due guru del riciclo totale della materia hanno portato questa testimonianza: progettare, costruire e vivere dalla culla alla culla non è utopia, ma è possibile ora. Vi sono molte aziende disposte a ripensare la produzione e a mettersi in gioco in base a questi criteri: Nike, Ford, Toyota, Philips, Xerox. E certamente non lo hanno fatto solo per una mera questione di immagine. Significa che conviene.</p>
<p>Eloquenti, a proposito, le parole dell&#8217;Unione Industriali di Bergamo: &#8220;Un&#8217;innovazione intesa in senso totale, che non riguardi solamente il ciclo di vita del prodotto dalla culla alla tomba, ma anche la possibilità che il prodotto sia alla fine reinserito in un nuovo ciclo tecnologico come materia prima dalla culla alla culla, per rendere sempre più concreto un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altra sera è intervenuto anche Luigi Campanella, presidente della Società Chimica Italiana, per illustrare il progetto “Zeroemissions”, con l&#8217; ambizione di condurre anche Parma a questo traguardo.</p>
<p>Le nostre città di trovano ad un a un bivio: continuare ad incenerire i rifiuti (o meglio, i materiali post-consumo) e rimanere nel Medio-Evo dove si bruciava senza pensare alle conseguenze, oppure scegliere la sostenibilità e la riconversione ecologica dell&#8217;economia (o blue economy come la chiama Gunter Pauli).</p>
<p>Per approfondimenti</p>
<p>Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR</p>
<p>visita http://gestionecorrettarifiuti.it</p>
<p>oppure scrivi a gestionecorrettarifiuti@gmail.com</p>
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