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	<title>Verdi per la Costituente Ecologista &#187; Economia</title>
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	<description>Federazione Regionale dei Verdi dell&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>Non affossate il terzo settore</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[IL GOVERNO CHIUDE L&#8217;AGENZIA PER IL VOLONTARIATO. PER I VERDI E&#8217; &#8220;UN ATTO INACCETTABILE&#8221; Il terzo settore in Italia è fondamentale per la coeasione sociale, per il servizio di volontariato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>IL GOVERNO CHIUDE L&#8217;AGENZIA PER IL VOLONTARIATO. </strong><br />
<strong>PER I VERDI E&#8217; &#8220;UN ATTO INACCETTABILE&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo settore in Italia è fondamentale per la coeasione sociale, per il servizio di volontariato e anche perché crea posti di lavoro con alto valore etico. In questi ultimi anno questo ruolo centrale non è stato affatto valorizzato dalle istituzioni, che anzi hanno sempre più abbandonato a se stesse le onlus.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la riduzione dei fondi destinati tramite il 5 per mille ora arriva dal governo un&#8217;altra pessima notizia: la chiusura dell&#8217;Agenzia per il Terzo Settore, nata a Milano nel 2000 per rafforzare il ruolo del volontariato e degli enti senza scopo di lucro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne ha dato notizia il minisro del welfare Elsa Fornero, giustificando la scelta: &#8220;Ci dispiace ma bisognava fare per forza questa operazione, fare un&#8217;altra authority non sarebbe stato possibile. Tenerla in vita così com&#8217;è sarebbe stata la riprova che in italia non si può chiudere niente&#8221;.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;">Questa posizione è stata criticata da quanti si aspettavano invece un rilancio di questo settore in un momento di difficoltà economiche e sociali per molte famiglie italiane. &#8220;La decisione di chiudere l&#8217;Agenzia per il Terzo settore è semplicemente un atto inaccettabile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: &#8220;In un paese in cui non si toccano di un euro le spese militari e in cui si stanno per spendere 15 miliardi di euro per acquistare 131 caccia bombardieri F-35 (ognuno dei quali costa l&#8217;equivalente di 183 asili nido) è francamente sconcertante che si sia deciso di intervenire a gamba tesa sul Terzo setto che ha una funzione essenziale &#8211; spesso di surroga rispetto a carente dello Stato &#8211; per la nostra società&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai Verdi un invito al ministro del Welfare del governo Monti: &#8220;Chiediamo al governo di rivedere immediatamente questa decisione che rappresenterebbe un macigno per il mondo della cooperazione sociale, del volontariato e del sociale &#8211; conclude Bonelli -.</p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto il ministro Fornero chieda al suo collega, il ministro della Difesa De Paola, di rinunciare a qualcuno dei caccia F-35 (oltre 120 milioni di euro ognuno) e le risorse per tenere in vita l&#8217;Agenzia e per rafforzare il volontariato usciranno di sicuro&#8221;.</p>
<p>da <a href="http://www.verdi.it/">www.verdi.it</a></p>
</div>
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		<title>Sulle trivellazioni selvagge il Governo continua a sbagliare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[trivellazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[BONELLI: &#8220;E&#8217; UN TRUCCO LEGISLATIVO CHE PERMETTERA&#8217; LE TRIVELLAZIONI NELLE FUTURE AREE MARINE PROTETTE&#8221; Il Consiglio dei ministri sta lavorando in queste ore sulle modifiche alla bozza del decreto liberalizzazioni,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>BONELLI: &#8220;E&#8217; UN TRUCCO LEGISLATIVO CHE PERMETTERA&#8217; LE TRIVELLAZIONI NELLE FUTURE AREE MARINE PROTETTE&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio dei ministri sta lavorando in queste ore sulle modifiche alla <strong>bozza del decreto liberalizzazioni</strong>, in cui riescono ad entrare anche norme pericolose come quella delle <strong>trivelle facili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Giornali come <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/20/dirette/liberalizzazioni_il_decreto_in_cdm-28462074/" target="_blank">Repubblica</a> e <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-20/dday-liberalizzazioni-ultimi-nodi-094545.shtml?uuid=AaMdbMgE" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a> hanno annunciato nel primo pomeriggio la cancellazione della norma che, tra le altre cose, abbassava<strong> <a href="http://www.gabriellameo.it/not2011/item/30421-decreto-liberalizzazioni-trivelle-italia.html" target="_blank">il limite delle trivellazioni marine a sole 5 miglia dalle aree protette</a></strong>. Il fatto che fosse stata inserita è già un fatto inquietante, ma ancora più inquietante è ciò che è stato scoperto dai Verdi tra le righe di questa bozza.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p style="text-align: justify;">«La norma sulle trivellazioni libere non è affatto scomparsa dal decreto sulle liberalizzazioni» denuncia Angelo Bonelli, presidente nazionale del partito ecologista. «Abbiamo scoperto il trucco che consente di fare trivellazioni petrolifere anche in 17 aree di straordinario pregio ambientale e che devono essere ancora inserite nel decreto che contiene l&#8217;elenco delle Aree protette, perché fanno parte dell&#8217;<a href="http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&amp;m=argomenti.html%7CMare.html%7Caree_marine_pro.html%7Caree_marine_di_.html" target="_blank">Elenco delle Aree Marine</a> di prossima istituzione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco il comma killer rintracciato dai Verdi</strong>: &#8220;Nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi gia&#8217; rilasciati alla data di inserimento della stessa nell&#8217;elenco di cui al decreto 27 aprile 2010 e sue modifiche e integrazioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo comma sarà possibile avviare nuove trivellazione nelle seguenti aree che sono aree marine protette di prossima istituzione:</p>
<p style="text-align: justify;">Procedimenti in corso<br />
1) Area marina protetta Costa del Piceno;<br />
2) Area marina protetta Isola di Gallinara;<br />
3) Area marina protetta Arcipelago Toscano;<br />
4) Area marina protetta Costa del Monte Conero;<br />
5) Area marina protetta Capo Testa &#8211; Punta Falcone;<br />
6) Area marina protetta Golfo di Orosei &#8211; Capo Monte Santu;<br />
7) Area marina protetta Isole Eolie;<br />
8) Area marina protetta Isola di Pantelleria;<br />
9) Area marina protetta Penisola Salentina;<br />
10) Area marina protetta Pantani di Vindicari;<br />
11) Area marina protetta Arcipelago della Maddalena;</p>
<p style="text-align: justify;">Procedimenti in fase di avvio<br />
12) Area marina protetta Monti dell&#8217;Uccellina &#8211; Formiche di Grosseto &#8211; Foce dell&#8217;Ombrone Talamone;<br />
13) Area marina protetta Costa di Maratea (L. 394/91);<br />
14) Area marina protetta Isola di Capri;<br />
15) Area marina protetta Isole Pontine;<br />
16) Area marina protetta Monte di Scauri;<br />
17) Area marina protetta Isola di San Pietro.</p>
<p style="text-align: justify;">«Inoltre la norma va letta anche alla luce di quanto previsto al comma 2 dell&#8217;art. 21 del decreto, che prevede che possano essere rilasciati provvedimenti conseguenti o comunque connessi (la formulazione è volutamente vaga&#8230;), comprese proroghe o il rilascio di concessioni conseguenti a un rinvenimento di un permesso di ricerca già rilasciato &#8211; continua il leader ecologista -. Attenzione, perché la norma dice espressamente che se il permesso è relativo ad un&#8217;area protetta di nuova istituzione, il rilascio della proroga è comunque possibile se questo avviene prima dell&#8217;inserimento in Elenco Ufficiale. Vale a dire: &#8220;oggi ti rilascio il permesso, domani inserisco l&#8217;area protetta in elenco, e tu petroliere hai un titolo perfettamente valido&#8230;&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify;">Queste norme, va ricordato, devo ottenere il consenso dei ministri competenti in materia. «Chiediamo immediate spiegazioni al ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini come mai sta consentendo anche con il suo parere favorevole alle trivellazioni in aree marine protette prossime all&#8217;istituzione?».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia sta decidendo di favorire i grandi gruppi petroliferi a scapito dell&#8217;ambiente, del paesaggio, e del turismo sostenibile e di qualità. «Perché il ministero dell&#8217;Ambiente non tutela patrimoni naturali di straordinario rilievo come l&#8217;Isola di Pantelleria, le Isole Eolie? Con queste norme si fa semplicemente un favore ai petrolieri svendendo aree di enorme pregio naturalistico e che andrebbero tutelate senza se e senza ma».</p>
<p style="text-align: justify;">da <a href="http://www.verdi.it">www.verdi.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
</div>
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		<title>Serve una alternativa alle biomasse di Trecasali (PR)</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/24/serve-una-alternativa-alle-biomasse-di-trecasali-pr/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le contrarietà alla realizzazione della centrale a biomasse di Trecasali da parte di Amministrazioni comunali, forze politiche, associazioni e cittadini che si stanno moltiplicando in questi giorni nella bassa parmense...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le contrarietà alla realizzazione della centrale a biomasse di Trecasali da parte di Amministrazioni comunali, forze politiche, associazioni e cittadini che si stanno moltiplicando in questi giorni nella bassa parmense dovrebbero far riflettere i rappresentanti degli enti che in conferenza dei servizi si trovano a dover valutare se rilasciare o meno l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto.”</p>
<p>Commenta così la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo che oggi ha depositato un’interpellanza alla Giunta regionale alla luce dei documenti presentati da Eridania Sadam nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale che si sta svolgendo in Regione.</p>
<p>“lo Studio di Impatto Ambientale e i vari documenti allegati – continua la consigliera Meo – sono poco chiari in molti punti e anche troppo chiari in altri. Non spiegano, ad esempio, con precisione quante ceneri produrrà la combustione delle biomasse vegetali e in quale discarica verranno smaltite e non chiariscono il fabbisogno di acqua della centrale e da dove verrà estratta. Nei documenti di Eridania vengono presentati dati contraddittori e ciò non favorisce una esatta valutazione dell’impatto ambientale del progetto.”</p>
<p>“D’altra parte nei documenti presentati da Eridania in sede di VIA – continua l’esponente dei Verdi – che sono pubblici e sui quali le associazioni ambientaliste parmensi hanno presentato le loro osservazioni, si evidenzia che la centrale a biomasse comporterà un elevatissimo aumento del traffico pesante nell’area, con una stima di circa 7.226 mezzi all’anno durante la fase di esercizio. Ciò è comprensibile dato che l’impianto dovrà essere alimentato da 150.000 tonnellate all’anno di biomasse (un mix di cippato di legno e di cereali no food appositamente coltivati) la cui provenienza, sebbene Eridania affermi che in gran parte proverranno dal bacino di San Quirico, non è garantita da alcun pre-contratto o accordo di filiera.”</p>
<p>“Quello che è certo – ribadisce la consigliera Meo – è che la centrale a biomasse aggraverà le condizioni della qualità dell’aria nel territorio della bassa parmense e si sommerà all’inquinamento provocato dagli impianti esistenti e dalle autostrade in progetto (Ti.Bre e Cispadana). Se già oggi Parma detiene il non invidiabile primato di città con il maggior numero di sforamenti di PM10 in Emilia-Romagna, non voglio pensare ai livelli di polveri sottili che si misureranno una volta che entrerà in funzione la centrale a biomasse di Trecasali (e non solo quella).”</p>
<p>“Perciò nell’interpellanza ho chiesto – conclude Meo – quali impianti più inquinanti si intendano chiudere per realizzare gli obiettivi del piano regionale di miglioramento delle emissioni in atmosfera, in caso di rilascio dell’autorizzazione per tale progetto.”</p>
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		<title>La democrazia non e&#8217; un &#8216;mezzo imbroglio&#8217;</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/12/la-democrazia-non-e-un-mezzo-imbroglio/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni governo monti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[LE PAROLE DEL SOTTOSEGRETARIO POLILLO SUL REFERENDUM SULL&#8217;ACQUA SONO GRAVI. LA VOLONTÀ POPOLARE È CHIARISSIMA Il risultato dei referendum di giugno 2011 è stata la risposta degli italiani al governo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>LE PAROLE DEL SOTTOSEGRETARIO POLILLO SUL REFERENDUM SULL&#8217;ACQUA SONO GRAVI. LA VOLONTÀ POPOLARE È CHIARISSIMA</strong></p>
<p>Il risultato dei <strong>referendum</strong> di giugno 2011 è stata la risposta degli italiani al governo Berlusconi e alla malapolitica che decideva a favore di certi gruppi di potere invece che del <strong>bene comune</strong>. La volontà dei cittadini di partecipare alle scelte e di riprendersi la politica attraverso metodi democratici, dicendo no al nucleare e al legittimo impedimento ma soprattutto decidendo che i servizi pubblici locali, a partire dall&#8217;<strong>acqua</strong>, devono rimanere beni pubblici.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p>L&#8217;esito ottenuto evidentemente non piace a molti, a partire da chi voleva privatizzare certi servizi e a chi cominciava a sentire odore di soldi.</p>
<p>Non piace sicuramente al<strong> sottosegretario all&#8217;Economia Polillo</strong>, ospite fisso alle trasmissioni televisive soprattutto per parlare di liberalizzazioni. Peccato che da esponente di un governo tecnico non sta rappresentando il popolo italiano nel momento in cui afferma sul referendum: «è stato un <strong>mezzo imbroglio</strong>.</p>
<p>Abbiamo esercitato un voto nei confronti delle municipalizzate. Non era sull&#8217;acqua, ma riguardava tutta una serie liberalizzazioni di queste aziende. Sia chiaro l&#8217;acqua è e rimane un bene pubblico. E&#8217; il servizio di distribuzione che va liberalizzato».</p>
<p>Queste parole dette durante la trasmissione Rai Agorà hanno creato malumore e forti critiche da parte di cittadini e associazioni, tra cui il movimento referendario per l&#8217;acqua pubblica.<br />
<strong>I Verdi ritengono le parole di Polillo inaccettabili</strong>.</p>
<p>«Sarebbe di una gravità inaudita se il governo procedesse attraverso trucchi legislativi a bypassare l&#8217;esito dei referendum del 12 e 13 giugno in cui oltre 27 milioni di italiani hanno votato per l&#8217;acqua pubblica e bene comune».</p>
<p>E&#8217; quanto ha dichiarato il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, aggiungendo: «E&#8217; davvero grave che il sottosegretario all&#8217;Economia Polillo abbia definito il referendum sull&#8217;acqua pubblica un &#8216;mezzo imbroglio&#8217;: ricordiamo al sottosegretario che la volontà popolare sull&#8217;acqua, espressa attraverso un istituto costituzionale quale il referendum, è stata chiarissima».</p>
<p>da <a href="http://www.verdi.it/">www.verdi.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>I Verdi insistono sul taglio delle spese militari</title>
		<link>http://www.verdiemiliaromagna.org/2012/01/09/i-verdi-insistono-sul-taglio-delle-spese-militari/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 10:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[spese militari]]></category>

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		<description><![CDATA[La riduzione delle spese militari comincia a non essere più un tabù per i media anche se il governo Monti, sull&#8217;argomento, continua a tacere. La battaglia che i Verdi hanno portato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La riduzione delle <strong>spese militari</strong> comincia a non essere più un tabù per i media anche se il governo Monti, sull&#8217;argomento, continua a tacere. La battaglia che i Verdi hanno portato avanti da mesi, producendo anche <strong><a href="http://www.verdi.it/images/DOSSIER_PORTA_PORTESE_DEF.pdf" target="_blank">il dossier &#8220;Gli intoccabili&#8221; (scaricabile sul web)</a></strong>, ha fatto capolino sui media, a partire dai telegiornali e un <strong><a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?pollId=2979" target="_blank">sondaggio di opinione</a></strong>. Perfino su Twitter la parola <strong>F35</strong> era diventato un trend.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il ministro della Difesa di Paola ha affermato di non avere alcuna intenzione di bloccare l&#8217;acquisto dei <strong>131 caccia bombardieri</strong> F-35, sostenendo che l&#8217;Italia sarebbe sata costretta a pagare ingenti somme in caso di disdetta. Tesi però confutata da <strong><a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3201" target="_blank">un&#8217;inchiesta di Altreconomia</a></strong>, che sostiene che il nostro Paese non debba pagare penali in caso di rinuncia. </p>
<div>
<p style="text-align: justify;">«Le posizioni del ministro della Difesa Di Paola sono incompatibili con l&#8217;emergenza economica e sociale che vive l&#8217;Italia». Lo dichiara <strong>il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli</strong> che aggiunge: «E&#8217; immorale che mentre ci sono stati fortissimi tagli alle pensioni, alla sanità e al trasporto pubblico la super casta degli armamenti non paghi neanche un centesimo e continui a fare profitti».</p>
<p style="text-align: justify;">Bonelli ha mandato una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti, chiedendo esplicitamente di coinvolgere la difesa per la riduzione delle spese partendo dagli armamenti. «Perché il premier non risponde sul tema della riduzione delle spese per gli armamenti? Perché l&#8217;Italia non può seguire l&#8217;esempio della Germani anche nel 2010 ha ridotto le spese per gli armamenti di 10 miliardi di euro?».</p>
<p style="text-align: justify;">Il leader ecologista ha ricordato anche alcuni dati che confermano quanto sia esagerata la spesa militare dell&#8217;Italia: «La spesa militare pro-capite in Italia ha raggiunto la cifra di 598 dollari: più di quella della Germania che si ferma a 550 dollari o del Giappone che arriva a 441 dollari &#8211; spiega il leader ecologista -. Ogni anno ogni italiano paga per gli armamenti più di un tedesco, di un giapponese, di un russo, di un cinese e di un indiano». Tutto questo in un contesto in cui anche gli Stati Uniti hanno deciso di <strong><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2012/01/03/news/difesa_usa-27544138/" target="_blank">ridurre consistentemente la spesa per il Pentagono e per i caccia F35</a></strong>. </p>
<p style="text-align: justify;">Da tagliare comunque non ci sono solo i discussi caccia bombardieri. E&#8217; lo stesso Bonelli a ricordarlo: «Le spese per l&#8217;acquisto di armamenti sono ormai a cifre da in Italia cicapogiro: oltre 43 miliardi di euro. Non ci sono solo gli F-35 che costeranno oltre 15 miliardi ma l&#8217;ultima trance del programma per i caccia Eurofighter (5 miliardi); l&#8217;acquisto di 8 aerei senza pilota (1,3 miliardi); l&#8217;acquisto di 100 nuovi elicotteri NH-90 (4 miliardi); l&#8217;acquisto di 10 fregate FREMM (5 miliardi); 2 sommergibili militari (1 miliardo); il programma per i sistemi digitali dell&#8217;Esercito che costerà alla fine oltre 12 miliardi di euro &#8211; conclude Bonelli -. Chiediamo al governo Monti di tagliare subito le spese per gli armamenti di almeno 12 miliardi di euro»</p>
<p style="text-align: justify;">da <a href="http://www.verdi.it">www.verdi.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>10 temi ecologisti per uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 12:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[manovra economica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la due giorni romana che ha visto la nascita ufficiale del nuovo movimento ecologista federato, vi alleghiamo qui di seguito un documento sintetico ma efficace per capire i primi orientamenti della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la due giorni romana che ha visto la nascita ufficiale del nuovo movimento ecologista federato, vi alleghiamo qui di seguito un documento sintetico ma efficace per capire i primi orientamenti della nascente forza politica ecologista sul tema ecomomico del momento.</p>
<p><strong>Dieci temi per uscire dalla crisi e cambiare il Paese</strong></p>
<p><strong>1. Più occupazione con Green economy, ricerca, cultura e innovazione. Welfare.</strong></p>
<p>• Superamento del PIL con nuovi indicatori del benessere come l&#8217;impronta ecologica e la sostenibilità socio-ambientale</p>
<p>• Conversione ecologica delle politiche industriali: istituzione dei Distretti della Green economy per l&#8217;innovazione tecnologica e scientifica, per le rinnovabili, per la mobilità</p>
<p>sostenibile. Riconversione delle industrie altamente inquinanti</p>
<p>• Riduzione della pressione fiscale sul costo del lavoro e lotta al precariato al fine di favorire l&#8217;assunzione di almeno 100.000 giovani (oggi la disoccupazione giovanile è al 30%). Obbligo di retribuzione minima per stagisti, apprendisti e praticanti</p>
<p>• Liberalizzare le Professioni</p>
<p>• Sussidio di disoccupazione (Salario sociale/di cittadinanza)</p>
<p>• Introduzione di una &#8220;No tax area&#8221; per le imprese &#8220;verdi&#8221;</p>
<p>• Investire il 2% dell&#8217;attuale PIL in ricerca e università, scuola, formazione e innovazione</p>
<p>• Sistema previdenziale sostenibile e solidale. Eventuali modifiche al sistema previdenziale non devono essere indirizzate a ripagare il debito, ma a favore delle politiche sociali, dei giovani</p>
<p>• Creazione di almeno 3000 asili nido con il taglio delle spese militari</p>
<p><strong>2. Stop al consumo di territorio. Dissesto idrogeologico: un&#8217;emergenza nazionale</strong></p>
<p>• Moratoria del consumo di suolo e messa in sicurezza del territorio e delle coste</p>
<p>• Avvio da parte di tutti i Comuni italiani del censimento degli immobili non utilizzati e indagine sullo stato di salute del proprio territorio</p>
<p>• Istituzione urgente di una Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta su tutte le aree a rischio idrogeologico e sismico, con redazione di una mappa delle vulnerabilità geologico-ambientali</p>
<p>• 100.000 piccole opere per rilanciare le infrastrutture utili e il risanamento idrogeologico anche con le risorse sottratte alle grandi opere inutili</p>
<p>• Redazione dei Piani paesaggistici regionali. Piani per la riforestazione delle aree ad alto rischio ambientale</p>
<p>• Diritto alla casa. ICI progressiva, sulle seconde case e sugli immobili sfitti. Cedolare sugli affitti. Mutui agevolati per i giovani</p>
<p>• 1000 nuovi parchi urbani. Città a misura di bambini e anziani. Abbattimento delle barriere architettoniche. Pedonalizzazione dei centri urbani e isole pedonali nelle periferie</p>
<p><strong>3. Efficienza energetica ed energie pulite. Cambiamenti climatici. Rifiuti zero.</strong></p>
<p>• Risparmio ed efficienza energetica. Reintroduzione delle detrazioni del 55% per ridurre i consumi energetici e per il rilancio dell&#8217;edilizia sostenibile (oltre un milione di famiglie ne hanno Con le energie rinnovabili nei prossimi anni 250 mila occupati. Occorre rivedere il Decreto Romani che ha messo in crisi un settore che aveva già creato oltre 1000 imprese, un indotto di 13 miliardi di euro per il 2011 e 100.000 occupati</p>
<p>• Pieno sostegno alle fase due di Kyoto. Politiche di riduzione della CO2 e introduzione della Carbon Tax</p>
<p>• Obiettivi regionali di riduzione obbligatoria della CO2 (Burden Sharing) per le Regioni e attivazione dei Registri volontari regionali per Kyoto (VERS)</p>
<p>• Chiusura dei cicli produttivi. Promozione delle tre R (riduzione, riciclo, raccolta differenziata). 200 mila nuovi posti di lavoro con la raccolta differenziata &#8220;porta a porta&#8221; su tutto il territorio nazionale</p>
<p>• Moratoria della costruzione di nuovi inceneritori e graduale spegnimento degli esistenti</p>
<p><strong>4. Fisco più equo.</strong></p>
<p>• Lotta all&#8217;evasione e all&#8217;elusione fiscale</p>
<p>• Limitazione del contante</p>
<p>• Introduzione della Tobin tax (tassa sui trasferimenti finanziari) a livello europeo</p>
<p>• Introduzione di una Patrimoniale permanente per i patrimoni personali o societari oltre un milione e mezzo di euro</p>
<p>• Introduzione di un contributo di solidarietà obbligatorio, per chi ha già usufruito dello scudo fiscale, pari al 10% del capitale &#8220;scudato&#8221; (gettito previsto 10 mld euro)</p>
<p>IVA al 4% per tutti i prodotti di prima necessità e per i prodotti &#8220;verdi&#8221;. Aumentare l&#8217;IVA sui beni di lusso e sui prodotti dannosi per l&#8217;ambiente e la salute</p>
<p><strong>5. Liberi di muoversi.</strong></p>
<p>• Più trasporto pubblico e sostegno al trasporto per i pendolari</p>
<p>• Indirizzare il trasporto merci su rotaia</p>
<p>• Riconvertire l&#8217;industria delle automobili e incentivare le auto meno inquinanti (elettriche, a metano e idrogeno), le flotte aziendali ecocompatibili e il car-sharing</p>
<p><strong>6. Ripartire dai Beni comuni. Acqua, Beni culturali, Paesaggio, Scuola e Sanità pubblica.</strong></p>
<p>• Rispetto degli esiti referendari sull&#8217;acqua bene comune e contro il nucleare</p>
<p>• Creazione di un&#8217;Agenzia Europea a tutela dei Beni comuni europei. (European Common Goods)</p>
<p>• Università: superamento della Riforma Gelmini</p>
<p>• Politica sanitaria nazionale: invertire la rotta e puntare sulla Sanità pubblica, sulla prevenzione e sulla promozione del benessere psico-fisico della persona</p>
<p><strong>7. Una comune politica europea economica e fiscale. Riduzione del Debito.</strong></p>
<p>• Riforma della BCE come prestatore di ultima istanza</p>
<p>• Emissione degli Eurobond</p>
<p>• Creazione di un&#8217;Agenzia di rating pubblica europea per ridimensionare la finanza e riaffermare il ruolo della politica per regolamentare i mercati finanziari</p>
<p><strong>8. Riduzione delle spese militari, promozione della Pace, della solidarietà e dell&#8217;intercultura.</strong></p>
<p>• Taglio delle spese militari. La spesa militare in Italia ammonta a 43.3 miliardi di euro annui: destiniamo parte di queste risorse agli asili, al trasporto pubblico e alla scuola</p>
<p>• Promozione dei corpi civili di pace e di una politica estera per la pace e il dialogo fra i popoli</p>
<p>• Sostegno alla cooperazione internazionale, mantenendo gli impegni assunti in sede internazionale</p>
<p>• Politica estera europea comune</p>
<p>• Eliminazione dei 27 eserciti europei separati, che costano 200 miliardi di euro, per realizzarne uno solo</p>
<p>• Promozione delle economie solidali: commercio equo e solidale, finanza etica, gruppi d&#8217;acquisto solidale, turismo responsabile</p>
<p>• Favorire l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione degli immigrati nel tessuto sociale e produttivo</p>
<p>• Contrasto alla tratta e alla riduzione in schiavitù degli esseri umani, con particolare riferimento allo sfruttamento delle donne e dei minori e al caporalato</p>
<p><strong>9. Ecologia della politica e libertà di informazione.</strong></p>
<p>• Abolizione dei privilegi e dei vitalizi dei parlamentari e consiglieri regionali</p>
<p>• Lotta a tutte le mafie, alla criminalità organizzata e alla corruzione</p>
<p>• Assicurare il pluralismo e la libertà di informazione</p>
<p>• No alle leggi bavaglio</p>
<p>• Accesso ad Internet come diritto costituzionalmente garantito. Open source e cittadinanza</p>
<p><strong>10. Agricoltura di qualità, biodiversità e diritti degli animali.</strong></p>
<p>• Proteggere le economie locali, i mercati di prossimità e le filiere corte. Promozione dei prodotti locali, dei GAS e dei Mercati contadini.</p>
<p>• Difendere la fertilità dei suoli e la biodiversità marina. Incentivare l&#8217;agricoltura, in particolare a piccola scala, nelle aree a rischio idrogeologico. Combattere gli allevamenti intensivi. Promuovere il risparmio idrico anche in agricoltura.</p>
<p>• Rilancio dell&#8217;agricoltura biologica. OGM zero. Sicurezza alimentare. Progressiva eliminazione dei pesticidi</p>
<p>• Piena realizzazione della Rete natura 2000</p>
<p>• No alla vivisezione. Stop alla caccia. Tutela del benessere animale.</p>
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		<title>Meo: Giusto il no alla centrale di Trecasali (PR)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 09:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito alla decisione della Giunta comunale di Trecasali di dire no alla centrale a biomasse progettata dal gruppo Eridania Sadam nell’area industriale di San Quirico, la consigliera regionale dei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito alla decisione della Giunta comunale di Trecasali di dire no alla centrale a biomasse progettata dal gruppo Eridania Sadam nell’area industriale di San Quirico, la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo interviene per sostenere l’iniziativa del Comune della bassa parmense.</p>
<p>“Le preoccupazioni degli amministratori di Trecasali – sostiene la consigliera Meo – sono fondate e pienamente condivisibili, soprattutto quella sul prevedibile aumento dell’inquinamento atmosferico in tutto il territorio della bassa parmense che la centrale causerà, se verrà realizzata. Sono talmente convinta della giustezza di queste preoccupazioni che nei giorni scorsi ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale in vista della valutazione di impatto ambientale del progetto da parte degli uffici regionali.”</p>
<p>“Sul territorio – continua Meo – insistono già diversi impianti di produzione di energia che contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, come la centrale Edison da 135 Mw, di cui recentemente la Regione ha autorizzato la ristrutturazione a parità di potenza (revamping), e l’impianto a biogas della stessa Erdiania e in un prossimo futuro la bassa parmense sarà attraversata dall’autostrada Tirreno-Brennero. In questo modo i principali inquinanti (polveri sottili e ossidi di azoto) aumenteranno sicuramente, mentre la cartografia regionale di zonizzazione di PM10/NO2 individua già il Comune di Trecasali, così come anche i Comuni limitrofi di Sissa, Colorno e Torrile, fra le aree di superamento del PM10 e il Comune di Parma fra quelle di superamento del PM10 e del NO2.”</p>
<p>“Oltre a ciò, la nuova centrale – prosegue l’esponente dei Verdi – non sarà a servizio dello zuccherificio di San Quirico, visto che la Provincia di Parma ha appena autorizzato Eridania ad installare 3 nuove caldaie per la produzione di vapore per un totale di 27 Mw termici.”</p>
<p>“Per questi motivi – conclude Meo – ho chiesto alla Regione di negare l’autorizzazione a nuovi impianti che aumenterebbero i superamenti degli inquinanti senza che contestualmente si attuino misure che determinino un significativo miglioramento della qualità dell’aria.”</p>
<p><a href="http://www.gabriellameo.it/wp-content/uploads/2011/09/LEGGI-INTERROGAZIONE-SULLA-CENTRALE-A-BIOMASSE-DI-TRECASALI-PR.doc">LEGGI INTERROGAZIONE SULLA CENTRALE A BIOMASSE DI TRECASALI (PR)</a></p>
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		<title>‘Beni comuni’: La Regione vigili sul Governo e Comuni</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 09:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[La consigliera regionale dei Verdi, Gabriella ha partecipato al sessione odierna del ‘Question Time’ all’apertura dei lavori dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna domandando alla Giunta se l’ amministrazione regionale abbia già...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La consigliera regionale dei Verdi, Gabriella ha partecipato al sessione odierna del ‘Question Time’ all’apertura dei lavori dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna domandando alla Giunta se l’ amministrazione regionale abbia già effettuato una valutazione sulla costituzionalità del Decreto 138/2011 presente all’interno della manovra finanziaria approvata lo scorso agosto. Un decreto che è stato criticato da tutto il mondo ecologista compreso il comitato nazionale “Si Acqua Pubblica” composto dai giuristi estensori dei quesiti referendari.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra evidente infatti che parti del decreto si pongano in contrasto con l’esito del recente referendum popolare in difesa dei beni comuni, destando una grande preoccupazione tra i cittadini che hanno votato contro la loro privatizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Giunta della Regione Emilia-Romagna ha risposto alla domanda dei due consiglieri attraverso l’intervento del sottosegretario Bertelli dicendo:</p>
<p style="text-align: justify;">‘La Regione Emilia-Romagna sta seguendo, congiuntamente ad altre regioni l’iter di questo decreto ora convertito nella legge n°148/11.</p>
<p style="text-align: justify;">La Regione sta anche verificando compiutamente se gli elementi di continuità ravvisati nella disciplina post-referendaria possano o meno tradursi in una elusione da parte del legislatore statale sulla volontà popolare espressa in sede referendaria, riservandosi – all’esito di tale indagine – ogni valutazione in ordine ad eventuali misure da intraprendere.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, come si è detto, poiché l’articolo 4 prevede tra i settori esclusi quello del servizio idrico integrato e poiché una eventuale impugnazione in via diretta presuppone invece l’immediatezza della lesione giuridica lamentata, un’eventuale giudizio di legittimità costituzionale non potrà che riguardare l’ulteriore formazione che dovesse essere posta in essere nel settore.</p>
<p style="text-align: justify;">La consigliera dei Verdi Gabriella Meo ha concluso la discussione dopo la risposta del sottosegretario dicendo: ‘Siamo soddisfatti dell’attenzione che la Regione Emilia-Romagna sta avendo in merito a questa vicenda vista la volontà del Governo di mettere in discussione l’esito referendario, come ha dichiarato pubblicamente anche il ministro del lavoro Sacconi qualche giorno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo però alla Regione non solo di continuare il lavoro di monitoraggio relativo alla costituzionalità insieme alle altre regioni, ma anche di vigilare sui piccoli e grandi comuni del nostro territorio per evitare delle privatizzazioni selvagge in questo periodo di non chiarezza normativa, cosa che purtroppo sta accadendo.</p>
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		<title>L&#8217;Emilia-Romagna, obesa e brutta</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Cagnoli da &#8216;Terra&#8217; quotidiano ecologista ogni giorno in edicola. Ogni giorno in Emilia-Romagna è consumata un&#8217;area di suolo equivalente ad 11 campi di calcio, con danni rilevanti per...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Cagnoli da<strong> &#8216;Terra&#8217;</strong> quotidiano ecologista ogni giorno in edicola.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ogni giorno in Emilia-Romagna è consumata un&#8217;area di suolo equivalente ad 11 campi di calcio, con danni rilevanti per la biodiversità, le risorse alimentari, i paesaggi, le tradizioni manutentive. I danni prodotti dal consumo di suolo non sono solo una perdita per l&#8217;agricoltura o per il paesaggio, ma colpiscono molte altre funzioni che il suolo svolge: produzione di biomassa, ciclo di nutrienti, riserva di biodiversità, stoccaggio di carbonio.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del &#8217;700 Goethe, durante il suo primo viaggio in Italia, fece una stupenda descrizione della bellezza della Pianura Padana vista dai colli bolognesi; oggi questi paesaggi non possono più reggere il confronto, non solo con il passato, ma neppure con il presente di molte altre regioni d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Emilia-Romagna ha un metabolismo sovrabbondante, con sprechi e scarti eccessivi; come molte regioni ricche produce impatti ambientali notevoli. L&#8217;enorme utilizzo di idrocarburi è solo uno degli squilibri più eclatanti: l&#8217;aria qui è troppo inquinata e la colpa principale è dei consumi dei motori, delle caldaie, delle centrali termoelettriche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;energia fossile e l&#8217;aria inquinata non sono le uniche preoccupazioni ambientali di questa regione: ci sono anche l&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua, il consumo di suolo, il degrado del paesaggio. Questa regione da sempre ha una grande vocazione agricola; ha anche un sistema di pianificazione molto sviluppato, con strumenti urbanistici, territoriali, paesistici, settoriali molto articolati a varia scala.</p>
<p style="text-align: justify;">Però negli ultimi decenni i paesaggi si sono guastati e le superfici agricole utilizzate (SAU) si sono ridotte drasticamente. In questa regione, famosa perché tutti i comuni hanno piani urbanistici approvati, è paradossale che il consumo di suolo sia diventato un problema centrale. I fatti qui dimostrano una cosa: la tutela del suolo non deve essere lasciata in capo solo alla politica locale. I guadagni delle imprese immobiliari cercano di mettere in valore la rendita fondiaria ed i Comuni cercano d&#8217;introitare con le concessioni edilizie.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi due interessi sono concatenati e vanno in cortocircuito. I Comuni da un lato devono pianificare, per tutelare i suoli, e dall&#8217;altro devono far quadrare i bilanci, promuovendo il consumo dei suoli. Così si produce un conflitto d&#8217;interessi, che inquina anche la politica; ancor peggio se l&#8217;amministrazione è in condizioni di necessità economica; ancor peggio in una fase politica disattenta al paesaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò ha prodotto lo svuotamento di molti centri storici, il proliferare di nuovi insediamenti distanti del centro, con sproporzionate domande di servizio. E così via; gli effetti alla lunga sono stati devastanti, soprattutto nella pianura, dando vita ad una “città continua” che ha snaturato il paesaggio emiliano-romagnolo. Dove esistevano paesi ed identità municipali distinte, oggi troviamo un immensa periferia urbana, con un coacervo di interventi privi di disegno organico, sparpagliati in una “conurbazione regionale”, senz&#8217;anima.</p>
<p style="text-align: justify;">In Emilia-Romagna, come in tutte le altre regioni europee, si cerca una soluzione alla crisi economica. Si vorrebbe produrre di più a costi contenuti. Il problema è che questa fase politica registra un declino preoccupante delle attenzioni per il paesaggio. La questione del consumo di suolo ancora non s&#8217;è intrecciata con le discussioni sul rilancio economico e sul riordino istituzionale. La tutela del paesaggio viaggia su un binario separato e secondario.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure la Convenzione Europea del Paesaggio indicherebbe la strada, per cui la qualità del paesaggio serve ad equilibrare le attività umane con le esigenze della natura; il suolo agricolo, la biodiversità ed il paesaggio dovrebbero essere gestiti come patrimoni capaci di produrre ricchezza e benessere. La lotta contro la cementificazione è in realtà una battaglia per un cambiamento di prospettiva che, a partire dal governo del territorio, deve poi investire la cultura, l’economia, la società, la politica. In Emilia-Romagna ci sarebbe la cultura per avviare questo cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amministrazione regionale dovrebbe fissare principi di riferimento, con un nuovo piano paesistico, che i comuni dovrebbero applicare, per migliorare la qualità delle aree già urbanizzate, per contenere l’urbanizzazione di suoli vergini, per fare meglio con meno suolo.</p>
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		<title>Allarme parchi: discutiamo insieme</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 11:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[PARCHI ER]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito alla lettera indirizzata al Presidente Errani e firmata dai direttori dei Parchi regionali in cui si esprime forte preoccupazione sul destino delle aree protette e del personale in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In seguito alla lettera indirizzata al Presidente Errani e firmata dai direttori dei Parchi regionali in cui si esprime forte preoccupazione sul destino delle aree protette e del personale in esse impiegato, interviene la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo.</p>
<p style="text-align: justify;">“I Parchi, e più in generale tutte le tipologie di aree protette presenti nella nostra regione, -ricorda la consigliera Meo – rappresentano i “nodi” strategici della rete ecologica regionale per la protezione della biodiversità e dell’ambiente naturale. Ed è in primo luogo attraverso i Parchi ed il sistema delle aree protette che la Regione Emilia-Romagna si è impegnata a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo, definito dall’ONU e dall’Unione Europea, di arrestare la perdita di biodiversità del pianeta entro il 2020.”</p>
<p style="text-align: justify;">“A maggior ragione in questo difficile periodo di crisi economica e di tagli ai finanziamenti degli Enti locali – continua Meo – la Regione deve dare una prospettiva chiara e di lungo periodo che consenta alle aree protette di proseguire nel loro impegno a tutela della natura nella nostra regione e a chi vi lavora di guardare al futuro senza incertezze.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Per questi motivi – conclude la consigliera dei Verdi – abbiamo presentato all’Assemblea legislativa regionale, assieme ad altri colleghi di diverse forze politiche, una risoluzione, che dovrebbe essere discussa nella prossima seduta del 21 settembre, per chiedere alla Giunta di avviare al più presto un processo aperto e partecipato che coinvolga i consorzi di gestione delle aree protette, gli enti locali e le associazioni interessate e che abbia l’obiettivo di arrivare, entro la fine del 2011, ad riordino dei parchi e alla modifica della legge regionale n. 6/2005, allo scopo di aumentare l’efficacia delle aree protette nel quadro delle politiche di tutela della biodiversità e per garantire alle stesse un governo certo, trasparente e partecipato.”</p>
<p>LEGGI LA RISOLUZIONE:</p>
<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/09/Risoluzione-processo-aperto-e-partecipato-sul-futuro-dei-parchi-in-ER.pdf">Risoluzione &#8211; processo aperto e partecipato sul futuro dei parchi in ER</a></p>
<p><a href="http://www.gabriellameo.it/wp-content/uploads/2011/09/Risoluzione-processo-aperto-e-partecipato-sul-futuro-dei-parchi-in-ER.pdf"><br />
</a></p>
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