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	<title>Verdi per la Pace ER &#187; Rifiuti</title>
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	<description>Federazione regionale dei Verdi dell'Emilia Romagna</description>
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		<title>Riaffiora l&#8217;inganno dei Cip6</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 14:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riaffiora l’inganno dei CIP6, in una situazione difficile come quella campana. Grazie agli emendamenti dei verdi, ed al lavoro in particolare di Loredana De Petris, Angelo Bonelli, Grazia Francescato ci si era finalmente incamminati verso la giusta direzione. Si stava ponendo rimedio ad una distorsione che ha fatto sì che i 40 miliardi dei Fondi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riaffiora l’inganno dei CIP6, in una situazione difficile come quella campana. Grazie agli emendamenti dei verdi, ed al lavoro in particolare di Loredana De Petris, Angelo Bonelli, Grazia Francescato ci si era finalmente incamminati verso la giusta direzione. Si stava ponendo rimedio ad una distorsione che ha fatto sì che i 40 miliardi dei Fondi dei CIP6 finisse, per il 70%, alle fonti definite assimilate. Una delibera del Comitato interministeriale prezzi- era il 1992-  li introdusse stabilendo una maggiorazione del 6% del prezzo dell’elettricità, pagato dai consumatori finali, per promuovere le energie rinnovabili Obiettivo era quello di favorire lo sviluppo delle produzioni energetiche sostenibili, solare e eolico. Invece, grazie ad una interpretazione estensiva  del termine “rinnovabile” i miliardi sono finiti nelle casse delle aziende la cui produzione energetica è tutt’altro che rinnovabile : centrali termoelettriche, raffinerie, inceneritori alimentati da rifiuti. Caduto il governo si è di nuovo invertita la rotta grazie ad un’azione esclusiva del Ministero delle Attività produttive che ha restituito i CIP6 agli inceneritori campani in fieri. </p>
<p>Sono 60 euro in più in bolletta non per favorire l’energia dal sole o dal vento, ma per favorire un ulteriore guadagno dai rifiuti per il cui smaltimento già i cittadini pagano bollette pesanti, per non parlare del prezzo ambientale e sanitario di un ciclo di gestione dei rifiuti che, anziché affrontare a monte il problema, pensa di risolverlo partendo dalla fine del ciclo, ovvero dalla fase finale di smaltimento. I rifiuti potrebbero davvero diventare l’oro di Napoli, ma, in primo luogo, sarebbe bene chiamarli non più rifiuti, bensì “ materiali post-consumo”. Infatti, anche dopo essere stati consumati ed usati continuano ad essere materia : plastica, vetro, carta, organico, legno, alluminio, metalli vari, frazione secca non riciclabile. Il ciclo dei rifiuti non si risolve se non in una prospettiva di sostenibilità e nel rispetto della gerarchia indicata dalla legge : ridurre, differenziare, riciclare. Per noi verdi tutto questo è molto chiaro. Dove in  verdi in Italia gestiscono la delega all’ambiente sono evidenti i risultati in termini di raccolta differenziata. E grazie al Ministro dell’ambiente ed al suo collaboratore scientifico Luca Dall’orto è decollato il primo gruppo italiano di Agenda 21 che si occupa di rifiuti ed ha tra gli obiettivi la realizzazione di un eco-sportello rifiuti , su internet, per le pubbliche amministrazioni, nonché la redazione di un manuale per attivare la raccolta differenziata. In Europa da ACRplus  ( Association of cities and regions for recycling) è stata lanciata una campagna importantissima per la riduzione della produzione di 100kg di rifiuti/abitante/anno. Nell’ autunno 2008, durante la presidenza francese UE, è in  programma la prima edizione  della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Ogni governo locale dovrà declinare il proprio impegno specifico: come fare? Se si introduce il compostaggio domestico si riduce la produzione di rifiuto indifferenziato di circa 40 kg/ab/anno, poi l’uso degli eco-pannolini, dell’acqua del rubinetto, l’utilizzo di sacchetti multiuso e di tela, gli imballaggi a rendere, i detersivi alla spina, il riutilizzo di materiale vario sono azioni che comportano un risparmio sino a 100kg che, moltiplicati per il numero degli abitanti di una città, consente di risparmiare territorio per smaltire i rifiuti ( è noto dal rapporto Stern che oggi la media planetaria di spazio disponibile per assorbire sostenibilmente i rifiuti e gli scarti della produzione e dei consumi , lo spazio bioproduttivo è di 1,8 ettari pro-capite. Gli americani ne’assorbono 9,6, gli europei 4,5. Se il resto del mondo volesse raggiungere questi livelli, tre altri pianeti non basterebbero). Il risparmio poi è anche economico  e per una città di 150.000 abitanti ridurre di 100kg la produzione pro-capite di rifiuti significherebbe risparmiare 1 milione di euro in smaltimento ( dato che ormai il costo di smaltimento varia dai 70 a 240 euro circa a tonnellata).Poi il ciclo dei rifiuti si può chiudere in modo sostenibile se i materiali post-consumo tornano ad avere vita :  plastica delle bottiglie  per produrre tubi in agricoltura, interni di automobili, oggetti vari,  vetro per l’industria ceramica,  metalli per fare riciclette e caffettiere, organico come compost contro la desertificazione,  carta che ridiventa il giornale quotidiano, libri e acquisti verdi nella pubblica amministrazione ( per altro obbligatori per legge – almeno per il 30%). Infine la chiusura definitiva del ciclo dovrebbe avvenire  con sistemi a freddo, non con gli inceneritori attraverso i quali semplicemente  si trasforma l’inquinamento solido in inquinamento aeriforme, senza contare che il 30 % di quello che si brucia diventa cenere ( ceneri leggere e ceneri pesanti, comunque tossiche e che devono essere smaltite in discariche speciali o spedite in Germania come sembra fare l’inceneritore di Brescia).  In alternativa all’inceneritore, il ciclo dei rifiuti si può chiudere con il trattamento meccanico-biologico. Se virtuosamente si raggiunge il 70% di raccolta differenziata- si può come dimostrano molte città anche grandi- il 30% del rifiuto indifferenziato che resta può essere ulteriormente separato, ricavandone di nuovo materia, magari compost di minore qualità, ancora metalli, ecc.  Alla fine resta un 6% che, stabilizzato, può essere riutilizzato come base per sottofondi stradali, come materiale per interventi di bonifica ecc… Dunque non è impossibile, ma assolutamente praticabile raggiungere l’obiettivo rifiuti 0.  L’Europa ci sta chiedendo di andare in questa direzione : ma occorre investire in buone pratiche amministratiive, sorrette da scelte politiche chiare e da tecnici esperti in gestione di sistemi complessi. In Italia vi è una riserva di giovani competenze straordinarie sparsa sul territorio che aspetta solo di essere attivata, frutto di anni di studio, esperienza e lavoro nelle università e nelle istituzioni. Senza dimenticare che oggi in Italia, come in Germania il business del riciclo eco-efficiente presenta un fatturato di 38 miliardi di euro ed è in crescita dell’8%. Perché continuiamo  insensatamente a buttare queste risorse? </p>
<p>Pinuccia Montanari – Referente Nazionale Rifiuti- VERDI</p>
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		<title>La mia vita ad emissioni zero</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 08:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;INCHIESTA / Verdure di stagione, docce brevi, luci a bassa intensità, poco riscaldamento
Per sette giorni abbiamo provato a vivere consumando il minor quantitativo di CO2
(Paolo Rumiz)
C&#8217;è un uomo che vive al freddo, senza automobile e con la dispensa semivuota. Mangia poca carne, riutilizza la carta usata e va in bici al mercato per comprare rape [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;INCHIESTA / Verdure di stagione, docce brevi, luci a bassa intensità, poco riscaldamento<br />
Per sette giorni abbiamo provato a vivere consumando il minor quantitativo di CO2<br />
(Paolo Rumiz)<br />
C&#8217;è un uomo che vive al freddo, senza automobile e con la dispensa semivuota. Mangia poca carne, riutilizza la carta usata e va in bici al mercato per comprare rape sporche di terra dai contadini. E&#8217; un cuorcontento, accetta ogni restrizione e anche nei giorni di festa vive lietamente con i motori al minimo. Chi può essere? Un originale, direte. Un poveraccio con la pensione da fame.<br />
Sbagliato. Quel tale è un paladino solitario di &#8220;Emissione-zero&#8221;, uno che tenta di vivere producendo il minimo di Co2, il gas che la civiltà dello spreco spara nell&#8217;atmosfera surriscaldando la Terra e chiudendoci tutti in una cappa mortale. Uno che cerca di vivere mirando a quello zero impossibile, testardamente, per salvare il mondo che verrà.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ecologistispa.it/?p=169#more-169">Ecologisti SPA</a></p>
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		<title>Luca Mercalli interviene a Che Tempo che Fa sui rifiuti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 08:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi invitiamo a vedere il breve ma interessante video di Luca Mercalli alla trasmissione su Rai Tre &#8220;Che Tempo che Fa&#8221; di Fabio Fazio. Scoprirete la percentuale di rifiuti che si potrebbero recuperare senza nessuno smaltimento impattante, come le discariche e gli inceneritori. IL materiale recuperabile facilmente rappresenta l&#8217;80-90% almeno del totale dei rifiuti urbani: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi invitiamo a vedere il breve ma interessante video di Luca Mercalli alla trasmissione su Rai Tre &#8220;Che Tempo che Fa&#8221; di Fabio Fazio. Scoprirete la percentuale di rifiuti che si potrebbero recuperare senza nessuno smaltimento impattante, come le discariche e gli inceneritori. IL materiale recuperabile facilmente rappresenta l&#8217;80-90% almeno del totale dei rifiuti urbani: questo significa che con un sistema serio di raccolta e separazione, come il porta a porta, potremmo ridurre di quella quota le quantità di discariche ed inceneritori!</p>
<p><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gRnJOfO9Ldw&#038;rel=1&#038;border=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/gRnJOfO9Ldw&#038;rel=1&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="373"></embed></object></p>
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		<title>Sui rifiuti un attacco immeritato e strumentale</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 10:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni I Verdi ed il loro Presidente Nazionale stanno subendo un attacco immeritato e strumentale conseguente all&#8217;emergenza rifiuti campana.
Lo stesso Antonio Di Pietro ha pubblicamente affermato che il suo partito deve ancora valutare come votare sulla mozione di sfiducia presentata dal centro-destra nei confronti del Ministro dell&#8217;Ambiente. Ritengo imbarazzante l&#8217;insieme delle prese di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni I Verdi ed il loro Presidente Nazionale stanno subendo un attacco immeritato e strumentale conseguente all&#8217;emergenza rifiuti campana.</p>
<p>Lo stesso Antonio Di Pietro ha pubblicamente affermato che il suo partito deve ancora valutare come votare sulla mozione di sfiducia presentata dal centro-destra nei confronti del Ministro dell&#8217;Ambiente. Ritengo imbarazzante l&#8217;insieme delle prese di posizione lette in questi giorni, a maggior ragione se provenienti dalle più alte dirigenze dei partiti che compongono la coalizione di centro-sinistra.</p>
<p>Oggi si sfrutta strumentalmente l&#8217;emergenza dei rifiuti di Napoli per promuovere in tutt&#8217;Italia, Emilia-Romagna compresa, quella parte del ciclo dei rifiuti che ha sempre trovato negli esperti indipendenti e nella cittadinanza i più alti livelli di opposizione, sfruttando al contempo questa situazione per rilanciare posizioni anacronistiche su tutti i temi ambientali ormai accantonati, come il nucleare.</p>
<p>Voglio ricordare che la normativa europea e quella nazionale prevede l&#8217;incenerimento dei rifiuti come forma residuale alla riduzione ed il recupero di materia, che sono esattamente le due priorità ignorate sia in Campania sia in gran parte dell&#8217;Emilia-Romagna.</p>
<p>Ritengo politicamente e moralmente inaccettabile che il livello del confronto su questo tema così importante sia impoverito dalle convenienze economiche sulla gestione degli inceneritori, che in Italia, a differenza del resto del Mondo, sono stati incentivati al pari delle energie rinnovabili.</p>
<p>Ribadisco la nostra piena solidarietà a tutti coloro che in questi anni hanno denunciato i rischi per la salute di questi impianti, tra i quali l&#8217;ordine dei medici della nostra regione, centinaia di tecnici ed esperti di fama nazionale ed internazionale, e tutti gli<br />
amministratori Verdi che hanno dimostrato, con esempi concreti anche nella nostra regione, che una gestione diversa del problema ed una soluzione definitiva all&#8217;aumento della produzione dei rifiuti è possibile.</p>
<p>Alessandro Ronchi<br />
Membro dell&#8217;esecutivo dei Verdi dell&#8217;Emilia-Romagna<br />
<a href="http://www.alessandroronchi.net">www.alessandroronchi.net</a></p>
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		<title>Cip6 solo alle vere rinnovabili: in Senato passa il testo della riforma</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 00:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[In Senato è passato il testo definitivo che allego, che limita gli incentivi Cip6 (pagati con le bollette dell’eletticità) alle sole fonti rinnovabili, bloccando i finanziamenti agli inceneritori ed agli impianti che bruciano i residui del petrolio, come era fino ad oggi.
La finanziaria del 2007 bloccava i finanziamenti agli impianti autorizzati, questa limita anche quelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Senato è passato il testo definitivo che allego, che limita gli incentivi Cip6 (pagati con le bollette dell’eletticità) alle sole fonti rinnovabili, bloccando i finanziamenti agli inceneritori ed agli impianti che bruciano i residui del petrolio, come era fino ad oggi.<br />
La finanziaria del 2007 bloccava i finanziamenti agli impianti autorizzati, questa limita anche quelli non ancora realizzati.</p>
<p>Questi i commenti presi dal Corriere della Sera:</p>
<p>MINISTRO PECORARO SCANIO : “Con l’approvazione del nuovo sistema i cittadini avranno una chiara riduzione delle bollette già dall’ anno prossimo. Uno sgravio che potrebbe arrivare a più di 600 milioni di euro l’ anno” . (Gli incentivi vengono infatti finanziati con un prelievo del 7 % sulla bolletta ENEL &#8211; circa 60 Euro in media per ogni famiglia italiana).</p>
<p>SENATORE TOMMASO SODANO, presidente Commisione ambiente del Senato : “Ci stiamo liberando da un incubo, da un vero e proprio intollerabile imbroglio. Confido che stavolta il testo non venga cambiato per errore com’ è successo l’ anno scorso…”.</p>
<p>SENATRICE LOREDANA DE PETRIS : “Non finanzieremo più nuovi incenerotori di rifiuti e di scarti di raffineria, ma solo le fonti che contribuiscono a contrastare il cambiamento climatico”.</p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/11/14/cip6-solo-alle-vere-rinnovabili-in-senato-passa-il-testo-della-riforma/">Clicca qui per leggere il testo approvato in Senato</a></p>
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		<title>Sperimentazione sui pannolini a Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 08:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginiamo enormi montagne di rifiuti fatte di pannolini per bebè. Ogni bambino ne produce una tonnellata, materiale impossibile da riciclare. Ma da alcuni mesi contro queste montagne è sceso in guerra il Comune di Reggio Emilia.
La sfida è iniziata in agosto con una sperimentazione avviata con l&#8217;Associazione nazionale famiglie numerose (quelle con più di quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginiamo enormi montagne di rifiuti fatte di pannolini per bebè. Ogni bambino ne produce una tonnellata, materiale impossibile da riciclare. Ma da alcuni mesi contro queste montagne è sceso in guerra il Comune di Reggio Emilia.<br />
La sfida è iniziata in agosto con una sperimentazione avviata con l&#8217;Associazione nazionale famiglie numerose (quelle con più di quattro figli). E&#8217; entrata in settembre nella grande distribuzione con i pannolini riciclabili sugli scaffali di super e ipermercati (Coop, Conad e Sigma-Realco). E&#8217; passata in ottobre negli &#8220;asili più belli del mondo&#8221; (una mamma sta testando i pannolini usa e getta in un nido comunale). Ma soprattutto è una campagna destinata a crescere: per il 2008 l&#8217;assessorato all&#8217;ambiente sta valutando la possibilità di organizzare una campagna di informazione, collegata a incentivi economici per l&#8217;acquisto di questo prodotto.<br />
Sono sei gli audaci sperimentatori impegnati a provare i pannolini riciclabili. Ma per la loro pelle sembra che ci siano per ora solo benefici. I pannolini in cotone eliminano rossori e irritazioni, le creme diventano inutili. Il motivo è semplice. Riuscite a immaginare di indossare 24 ore al giorno della biancheria intima di plastica? La temperatura, nelle parti intime, si innalzerebbe, con ovvie conseguenze. Eppure ai nostri bambini imponiamo questo &#8220;surriscaldamento&#8221;, e se arrivano rossori e piccole piaghe spalmiamo creme per poi rinchiuderli di nuovo nella plastica.<br />
Per la sperimentazione (il prodotto è stato fornito dal Comune e dalla ditta produttrice) sono già scesi in campo quattro bambini (per cinque famiglie), mentre altri due nasceranno nei prossimi giorni. Ognuno di loro &#8211; se la sperimentazione avrà successo &#8211; non solo eviterà la formazione di una tonnellata di rifiuti, ma permetterà un grande risparmio a mamma e papà. La spesa per un neonato è di circa 300 euro (per tutto il periodo di uso dei pannolini) con quelli riciclabili, mentre si sale a 1500-2000 euro con gli usa e getta. Insomma, è un prodotto che sembra unire ambiente e risparmio economico, insieme al benessere del figlio.<br />
Entro l&#8217;anno saranno disponibili i primi dati sulla sperimentazione dell&#8217;Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Ma nel frattempo i pannolini riciclabili &#8211; inseriti dal Comune di Reggio all&#8217;interno del progetto &#8220;Spesa verde&#8221; &#8211; hanno conquistato gli scaffali dei supermercati reggiani. Un&#8217;invasione che non ha precedenti in Italia. Ipercoop e Ipersì, e poi supermercati Coop e Conad, non solo a Reggio ma anche in alcuni comuni della provincia, permettono l&#8217;acquisto di questo prodotto. E per chi vuole ulteriori informazioni è possibile contattare il numero verde dell&#8217;azienda produttrice. Con l&#8217;esempio reggiano che sta già provocando le prime imitazioni in alcuni supermercati nel Veneto.<br />
La ditta impegnata in questo progetto è Ecobimbi, citata anche da Beppe Grillo nel suo ultimo spettacolo. Un&#8217;azienza italiana a dimensione familiare, che realizza un prodotto totalmente naturale. La sperimentazione reggiana riguarda sia il pannolino &#8220;universale&#8221; (con un sistema di chiusure può essere utilizzato per tutta la crescita del bambino), sia quello con taglie diverse a seconda della grandezza del neonato.<br />
Elementi fondamentali per il successo di questo prodotto sono l&#8217;efficacia e la praticità. Efficacia che sembra confermata dalle prove in corso. E per il lavaggio? Quello che occorre è una bacinella dove mettere i pannolini in ammollo, per poi gettarli in lavatrice insieme alla biancheria. Tutto viene lavato, tranne il velino interno che serve a trattenere la popò (questa, insieme al velino, finisce direttamente nel water).<br />
Per Reggio, il progetto sui pannolini riciclabili fa parte di un impegno crescente per la raccolta differenziata dei rifiuti. La diffusione della raccolta porta a porta porterà alla tariffa puntuale: ogni cittadino pagherà il quantitativo di rifiuti che non riesce a riciclare. In questo contesto, i pannolini usa e getta possono diventare una percentuale molto alta dei rifiuti da pagare. Passare ai pannolini riciclabili quindi potrà consentire un ulteriore risparmio alle famiglie, riducendo i costi di consegna dei rifiuti. Mentre vedendola dalla parte della discarica, evitare lo smaltimento di una tonnellata di pannolini corrisponde a un risparmio di 80-100 euro.</p>
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		<title>BERSANI, GIU&#8217; LE MANI DAI MEDICI</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 09:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[VERDI : BERSANI, GIU&#8217; LE MANI DAI MEDICI, E&#8217; INACCETTABILE LA RICHIESTA DI SANZIONI PERCHE MANIFESTANO PREOCCUPAZIONI SUGLI INCENERITORI
A settembre 2007 i medici dell&#8217;Emilia Romagna, attraverso il loro Ordine professionale, hanno fatto ciò che i doveri professionali e il giuramento di Ippocrate impongono loro: tutelare la salute dei cittadini che essi hanno in cura.
Infatti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VERDI : BERSANI, GIU&#8217; LE MANI DAI MEDICI, E&#8217; INACCETTABILE LA RICHIESTA DI SANZIONI PERCHE MANIFESTANO PREOCCUPAZIONI SUGLI INCENERITORI</p>
<p>A settembre 2007 i medici dell&#8217;Emilia Romagna, attraverso il loro Ordine professionale, hanno fatto ciò che i doveri professionali e il giuramento di Ippocrate impongono loro: tutelare la salute dei cittadini che essi hanno in cura.</p>
<p>Infatti il 10 settembre 2007 la Federazione Regionale Emilia-Romagna degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri ha inviato a tutti i Sindaci, a tutti i Presidenti delle Province e a tutti gli Assessori competenti della Regione Emilia-Romagna una lettera in cui si invitano gli amministratori a non concedere autorizzazioni a nuovi impianti di incenerimento nella  Regione per i rischi per la salute determinati dagli inceneritori. </p>
<p>Il ministro Bersani, forse perchè le preoccupazioni espresse dai medici potrebbero in astratto minacciare i programmi di alcune grosse multiutility che intendono realizzare altri inceneritori in Emilia Romagna (la Regione con la maggiore concentrazione di inceneritori esistenti e funzionanti in Italia) ha scritto prontamente ai Ministri Turco e Mastella invocando sanzioni per i medici resisi responsabili di aver osato manifestare preoccupazioni..</p>
<p>Non si conosce l&#8217;intero contenuto della lettera del Ministro ai colleghi, ma quello che è stato reso noto e cioè la richiesta di &#8220;adozione di tutte le misure ritenute necessarie, anche non solo disciplinari, nei confronti dei responsabili” è inaccettabile, volta come è a limitare non solo la libertà di parola ma anche a comprimere i doveri stessi dei medici che in scienza e coscienza, come recita il loro codice deontologico, sono tenuti ad occuparsi di ciò che può minacciare la salute dei cittadini.. </p>
<p>Non ci si deve preoccupare se i giornali hanno dato risalto alla iniziativa dei medici, perché non sono loro ad aver provocato allarme, che invece è determinato dal moltiplicarsi degli inceneritori  che vengono realizzati al solo scopo di garantire profitti grazie a contributi pubblici  concessi tramite il Cip 6.</p>
<p>Infatti la produzione di energia dagli inceneritori è resa conveniente oggi solo dai contributi pubblici pagati attraverso il Cip 6 a chi brucia rifiuti, contributi che sono sottratti a chi produce energia dalle fonti rinnovabili, fra le quali non rientrano i rifiuti. Contributi che l&#8217;Italia, unica in Europa , continua imperterrita ad erogare.</p>
<p>Questi contributi sono concessi contro le disposizioni delle direttive comunitarie e sarebbe ora che venissero cancellati per non provocare costosissime condanne all&#8217;Italia per infrazioni comunitarie da parte della corte di giustizia europea.</p>
<p>Bersani nell&#8217;invocare sanzioni fa riferimento alle competenze degli Ordini dei Medici, noi Verdi  nello stigmatizzare  la sua iniziativa, ci chiediamo quali siano le sue competenze sugli inceneritori, dal momento che riguardano un altro dicastero.  </p>
<p>Non vorremmo che l&#8217;iniziativa del Ministro fosse invece un maldestro tentativo di difesa delle multiutility dell&#8217;Emilia-Romagna e vorremmo che invece di sostenere che ci sarebbero certezze sulla innocuità degli inceneritori, si preoccupasse di quanto dicono i medici e chiedesse che il Governo costituisse una commissione indipendente di studiosi e scienziati per valutare quanto i medici doverosamente segnalano e per adottare ogni misura necessaria per evitare ogni danno alla salute dei cittadini.</p>
<p>Noi Verdi intanto ringraziamo i Medici. </p>
<p>Forlì, 5 ottobre 2007</p>
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		<title>Hera boicotta il porta a porta perché funziona</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 08:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forlì-Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che accade in questi giorni è la piena dimostrazione che il sistema di raccolta porta a porta funziona ed è più conveniente sotto tutti i punti di vista, compreso quello economico. Non si spiega altrimenti, infatti, il continuo tentativo da parte di Hera di boicottare la perimentazione di Forlimpopoli: dal problema della distribuzione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che accade in questi giorni è la piena dimostrazione che il sistema di raccolta porta a porta funziona ed è più conveniente sotto tutti i punti di vista, compreso quello economico. Non si spiega altrimenti, infatti, il continuo tentativo da parte di Hera di boicottare la perimentazione di Forlimpopoli: dal problema della distribuzione dei materiali, questione di poche centinaia di euro, all&#8217;ostacolo dei controlli sui risultati attraverso la presentazione nel tavolo tecnico  di dati economici parziali, senza pezze giustificative e con aumenti inspiegabili sotto la voce di gestione.</p>
<p>Dal momento che tutto il servizio è subappaltato, infatti, la gestione dovrebbe alleggerirsi, non aumentare a dismisura. I conti della società subappaltatrice infatti sono positivi, al contrario, sono in linea con i risultati di tutto il resto d&#8217;Italia e del Mondo.</p>
<p>In tempi non sospetti dicemmo che la sperimentazione di un sistema di raccolta porta a porta non doveva essere affidata a chi vuole utilizzare ovunque un sistema completamente diverso, per un ragionamento che pareva rivoluzionario pur nella sua banalità: nessuno va in un fast food a farsi programmare la dieta. Per nostra fortuna il Sindaco di Forlimpopoli si sta opponendo con forza a questi tentativi strumentali di affossare la sperimentazione, ed al suo operato va<br />
tutto il nostro massimo sostegno.</p>
<p>Queste azioni nascondono però un dato estremamente positivo. Se il porta a porta fosse fallimentare, come i dirigenti di Hera cercano di farci credere, non si dovrebbe ricorrere a questi espedienti per cercare di far fallire la sperimentazione.</p>
<p>Ora si decida di conseguenza, come a Reggio Emilia, dove grazie ad una  politica seria ed alla raccolta porta a porta Enia ha fatto marcia indietro sull&#8217;inceneritore, perché inutile.</p>
<p>Chi attende ancora, nonostante tutto, a trarre i ragionamenti conseguenti oggi non può che essere cieco o in malafede.</p>
<p><a href="http://www.verdiforlicesena.org">Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena</a></p>
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		<title>Sconto per chi utilizza detergenti privi di LAS</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 07:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Riccione parte una proposta concreta, e assolutamente innovativa a livello nazionale 
Applicare uno sconto sulle tariffe dell&#8217;acqua alle strutture alberghiere e ricettive che utilizzeranno prodotti e detergenti privi di Las (tensioattivi anionici altamente inquinanti), biodegradabili e con certificati di garanzia Ecolabel. 
E&#8217; la proposta lanciata dall&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente del Comune di Riccione Mario Galasso durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Riccione parte una proposta concreta, e assolutamente innovativa a livello nazionale </p>
<p>Applicare uno sconto sulle tariffe dell&#8217;acqua alle strutture alberghiere e ricettive che utilizzeranno prodotti e detergenti privi di Las (tensioattivi anionici altamente inquinanti), biodegradabili e con certificati di garanzia Ecolabel. </p>
<p>E&#8217; la proposta lanciata dall&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente del Comune di Riccione Mario Galasso durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso la Residenza Comunale di Riccione sul tema dell&#8217;inquinamento prodotto dallo smaltimento dei fanghi, alla presenza di Hera Rimini Srl (rappresentata dal Dott. Angelo Cescutti Resp. Depurazione e l&#8217;Ing. Piepaolo Martinini Resp. Reti), Carlo Casadei Direttore di Ato Rimini, Onide Venturelli Coordinatore del Forum Ambiente della provincia di Rimini, il Dott. Ezio Venturi Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Riccione, Luca Cevoli Direttore dell&#8217;Ass.ne Albergatori Riccione, Silvia Carlini e Pierluca Urbinati di Officina Naturae, azienda produttrice di detergenti bio-degradabili. </p>
<p>Dal 2005, infatti, i fanghi del depuratore non possono più essere portati in natura perché inquinati dal LAS, tensioattivo anionico presente nei detergenti usati sia per l&#8217;igiene personale, la pulizia della casa e la cosmesi. I fanghi, quindi, devono essere depurati, smaltiti e colettati in discarica con notevole costo a carico del gestore e conseguentemente per tutta la comunità. Da risorsa del territorio e dell&#8217;agricoltura diventano un costo economico ed ambientale. Costo economico perché lo smaltimento dei fanghi è diventato un problema economicamente molto oneroso. Basti pensare che la provincia di Rimini conferisce annualmente circa 33/36mila tonnellate di fanghi, spendendo 88 Euro a tonnellata per lo smaltimento, per un costo complessivo di 3 milioni di Euro all&#8217;anno che si riflette sull&#8217;aumento delle tariffe. </p>
<p>Lo smaltimento rappresenta un duplice problema dal punto di vista dell&#8217;impatto ambientale, in quanto i fanghi non possono più essere conferiti in natura e utilizzabili come fertilizzati, ma devono essere stoccati in discarica, magari dopo essere passati da attraverso un forno inceneritore. </p>
<p> Da Riccione, quindi, parte una proposta concreta, e assolutamente innovativa a livello nazionale, che mira a ridurre l&#8217;emissione di prodotti inquinanti negli scarichi e a sensibilizzare la popolazione, partendo dagli operatori economici, sul tema dell&#8217;utilizzo di detersivi eco-sostenibili. </p>
<p>&#8220;Non possiamo limitarci ad occuparci solo dello smaltimento dei fanghi, abbiamo la responsabilità di intervenire sulle fonti di inquinamento che oggi sono i LAS ma che sappiamo, purtroppo, non essere gli unici inquinanti. Invito l&#8217;Ato ed Hera – sottolinea Galasso – a mettere in piedi, a partire da ottobre, un tavolo di lavoro e di approfondimento sul tema per affrontare tutte le problematiche legate all&#8217;attuazione di questo progetto. L&#8217;obiettivo è che questa proposta che parte da Riccione, diventi l&#8217;iniziativa della Provincia di Rimini>. </p>
<p>Carlo Casadei dell&#8217;A.T.O. Rimini si è detto favorevole a questa iniziativa basate sulla prevenzione e volta a sensibilizzare la cittadinanza ad una riduzione dell&#8217;utilizzo di detersivi inquinanti con componenti a base di petrolio. Ha inoltre sottolineato come l&#8217;Ato, già da tempo, abbia avviato politiche di investimento e di studio rivolte a ridurre il volume di fanghi di depurazione da smaltire. </p>
<p>Pierpaolo Martinini Responsabile Reti di Hera Rimini Srl ha definito la proposta del Comune di Riccione &#8220;percorribile&#8221;, pur evidenziando la necessità di implementare l&#8217;iniziativa con una adeguata progettazione e meccanismi di controllo. </p>
<p>Luca Cevoli Direttore dell&#8217;Ass.ne Alberagtori, nel sottolineare l&#8217;attenzione già da tempo dedicata dagli associati ai temi ecologi, si è detto favorevole ad accogliere la proposta che dovrà avere un riscontro economico anche sulle tariffe.</p>
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		<title>Raccolta dei Rifiuti Porta a Porta anche a Forlì</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2007 21:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Consiglio Comunale di Forlì di oggi è stato approvato l&#8217;ordine del giorno che chiede l&#8217;espansione del sistema di raccolta porta a porta anche nel Comune di Forlì. Una bella vittoria, ottenuta grazie al lavoro di molte persone. Voglio ringraziare tutti, ed in particolar modo Pardolesi ed i nostri consiglieri di circoscrizione, che hanno spinto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Consiglio Comunale di Forlì di oggi è stato approvato l&#8217;ordine del giorno che chiede l&#8217;espansione del sistema di raccolta porta a porta anche nel Comune di Forlì. Una bella vittoria, ottenuta grazie al lavoro di molte persone. Voglio ringraziare tutti, ed in particolar modo Pardolesi ed i nostri consiglieri di circoscrizione, che hanno spinto alla discussione di questo tema di tutte le istituzioni comunali.</p>
<p>Segue una trascrizione del mio intervento di oggi sull&#8217;argomento. <a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/06/04/porta-a-porta-approvato-ordine-del-giorno-in-consiglio-comunale/#more-2143" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
<p>Alessandro Ronchi, capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale a Forlì</p>
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