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	<title>Verdi per la Costituente Ecologista &#187; Salute</title>
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	<description>Federazione Regionale dei Verdi dell&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>L&#8217;Emilia-Romagna, obesa e brutta</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bortolini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Cagnoli da &#8216;Terra&#8217; quotidiano ecologista ogni giorno in edicola. Ogni giorno in Emilia-Romagna è consumata un&#8217;area di suolo equivalente ad 11 campi di calcio, con danni rilevanti per...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Cagnoli da<strong> &#8216;Terra&#8217;</strong> quotidiano ecologista ogni giorno in edicola.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ogni giorno in Emilia-Romagna è consumata un&#8217;area di suolo equivalente ad 11 campi di calcio, con danni rilevanti per la biodiversità, le risorse alimentari, i paesaggi, le tradizioni manutentive. I danni prodotti dal consumo di suolo non sono solo una perdita per l&#8217;agricoltura o per il paesaggio, ma colpiscono molte altre funzioni che il suolo svolge: produzione di biomassa, ciclo di nutrienti, riserva di biodiversità, stoccaggio di carbonio.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del &#8217;700 Goethe, durante il suo primo viaggio in Italia, fece una stupenda descrizione della bellezza della Pianura Padana vista dai colli bolognesi; oggi questi paesaggi non possono più reggere il confronto, non solo con il passato, ma neppure con il presente di molte altre regioni d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Emilia-Romagna ha un metabolismo sovrabbondante, con sprechi e scarti eccessivi; come molte regioni ricche produce impatti ambientali notevoli. L&#8217;enorme utilizzo di idrocarburi è solo uno degli squilibri più eclatanti: l&#8217;aria qui è troppo inquinata e la colpa principale è dei consumi dei motori, delle caldaie, delle centrali termoelettriche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;energia fossile e l&#8217;aria inquinata non sono le uniche preoccupazioni ambientali di questa regione: ci sono anche l&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua, il consumo di suolo, il degrado del paesaggio. Questa regione da sempre ha una grande vocazione agricola; ha anche un sistema di pianificazione molto sviluppato, con strumenti urbanistici, territoriali, paesistici, settoriali molto articolati a varia scala.</p>
<p style="text-align: justify;">Però negli ultimi decenni i paesaggi si sono guastati e le superfici agricole utilizzate (SAU) si sono ridotte drasticamente. In questa regione, famosa perché tutti i comuni hanno piani urbanistici approvati, è paradossale che il consumo di suolo sia diventato un problema centrale. I fatti qui dimostrano una cosa: la tutela del suolo non deve essere lasciata in capo solo alla politica locale. I guadagni delle imprese immobiliari cercano di mettere in valore la rendita fondiaria ed i Comuni cercano d&#8217;introitare con le concessioni edilizie.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi due interessi sono concatenati e vanno in cortocircuito. I Comuni da un lato devono pianificare, per tutelare i suoli, e dall&#8217;altro devono far quadrare i bilanci, promuovendo il consumo dei suoli. Così si produce un conflitto d&#8217;interessi, che inquina anche la politica; ancor peggio se l&#8217;amministrazione è in condizioni di necessità economica; ancor peggio in una fase politica disattenta al paesaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò ha prodotto lo svuotamento di molti centri storici, il proliferare di nuovi insediamenti distanti del centro, con sproporzionate domande di servizio. E così via; gli effetti alla lunga sono stati devastanti, soprattutto nella pianura, dando vita ad una “città continua” che ha snaturato il paesaggio emiliano-romagnolo. Dove esistevano paesi ed identità municipali distinte, oggi troviamo un immensa periferia urbana, con un coacervo di interventi privi di disegno organico, sparpagliati in una “conurbazione regionale”, senz&#8217;anima.</p>
<p style="text-align: justify;">In Emilia-Romagna, come in tutte le altre regioni europee, si cerca una soluzione alla crisi economica. Si vorrebbe produrre di più a costi contenuti. Il problema è che questa fase politica registra un declino preoccupante delle attenzioni per il paesaggio. La questione del consumo di suolo ancora non s&#8217;è intrecciata con le discussioni sul rilancio economico e sul riordino istituzionale. La tutela del paesaggio viaggia su un binario separato e secondario.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure la Convenzione Europea del Paesaggio indicherebbe la strada, per cui la qualità del paesaggio serve ad equilibrare le attività umane con le esigenze della natura; il suolo agricolo, la biodiversità ed il paesaggio dovrebbero essere gestiti come patrimoni capaci di produrre ricchezza e benessere. La lotta contro la cementificazione è in realtà una battaglia per un cambiamento di prospettiva che, a partire dal governo del territorio, deve poi investire la cultura, l’economia, la società, la politica. In Emilia-Romagna ci sarebbe la cultura per avviare questo cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amministrazione regionale dovrebbe fissare principi di riferimento, con un nuovo piano paesistico, che i comuni dovrebbero applicare, per migliorare la qualità delle aree già urbanizzate, per contenere l’urbanizzazione di suoli vergini, per fare meglio con meno suolo.</p>
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		<title>Regione: si alla centrale di Russi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/biomassa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-944" title="biomassa" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/04/biomassa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>di Gianluca Baldrati dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011)</strong></p>
<p>Il 28 marzo scorso, dopo un lungo e travagliato percorso, la centrale a biomasse da 30 MW elettrici proposta da Powercrop a Russi/Boncellino è arrivata in Giunta Regionale. Già si sapeva che la Regione avrebbe approvato questa centrale, fortemente voluta dal PD, anche perché, si sa, quando gli ex-DS e Margherita sono chiamati a serrare i ranghi, difficilmente disobbediscono. Quello che, però, tutti attendevano, era il voto dei tre Assessori regionali in quota a IdV, SEL e Federazione della Sinistra. I tre partiti avevano sempre cercato di tenere una posizione defilata, ma quando la battaglia contro la centrale è diventata uno degli argomenti principali della politica nella provincia di Ravenna e quando ormai anche la destra aveva fatto dell&#8217;opposizione alla centrale un&#8217;arma della propria propaganda elettorale, non hanno più potuto nascondersi. Così, all&#8217;inizio timidamente, poi con sempre più “convinzione”, hanno iniziato un percorso che li ha portati alla pubblica assemblea del 24 febbraio sconto a Bagnacavallo, nella quale, finalmente, gli esponenti di IdV, SEL e Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) si sono dichiarati ufficialmente contrari alla centrale. Qualcuno dichiarò anche che, in caso di approvazione del progetto, gli esponenti dei tre partiti si sarebbero dimessi dalle amministrazioni locali.</p>
<p>In realtà molti avevano espresso dei dubbi su questa forte posizione, anche perché, pochi mesi prima, gli stessi Assessori avevano tranquillamente approvato l&#8217;ampliamento da 49 a 58 MW elettrici, con aumento dei limiti di emissione, della centrale a olio di palma di Unigrà a Conselice.</p>
<p>Ma, ormai è risaputo, il PD non accetta il dissenso, né dai propri esponenti, né dai propri alleati. Così i tre Assessori, Sabrina Freda (IdV), Donatella Bortolazzi (Federazione della Sinistra) e Massimo Mezzetti (SEL) hanno pensato bene di non presentarsi, per evitare di “offendere” il PD con un voto contrario che non avrebbe influito sull&#8217;approvazione finale, ma avrebbe almeno salvato la faccia. Avranno sicuramente avuto degli impegni improrogabili, ma quest&#8217;assenza contemporanea lascia qualche dubbio.</p>
<p>Se chi si oppone alla centrale può ormai sperare solo in un eventuale ricorso al TAR, si attendono, invece, gli esiti dell&#8217;escamotage architettato da IdV, SEL e Federazione della Sinistra. C&#8217;è chi, come Luciano Lama, Presidente dei Verdi della Provincia di Ravenna, già in tempi non sospetti, supponeva che questa repentina posizione di contrarietà fosse solo frutto di opportunismo politico dovuto alla vicinanza alle elezioni, dato che, “con la loro assenza, hanno di fatto avvallato l&#8217;approvazione della centrale”. “Si sono comportati come i vecchi democristiani. Li hanno tanto criticati, ma alla fine si sono comportati come loro” sono, invece, le parole cariche di delusione di Davide Giovannini, della Lista Civica “Bagnacavallo Insieme”, che da due anni porta avanti una dura ed estenuante opposizione alle centrale di Russi/Boncellino.</p>
<p>Cosa faranno ora i vari Consiglieri e Assessori dei tre partiti alleati con il PD in quasi tutti i Comuni della Provincia di Ravenna? Come giustificheranno l&#8217;alleanza alle prossime elezioni provinciali?</p>
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		<title>Un Po di petrolio. Video attivisti sulle tracce di un disastro ambientale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 18:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, di giovedì 27 gennaio 2010 Gabriele Bollini Mercoledì scorso 12 gennaio, a Bologna presso XM24, via Fioravanti 24, nell&#8217;ambito di “MeryXM &#8211; aperitivo del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>articolo pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, di giovedì 27 gennaio 2010</em></p>
<p>Gabriele Bollini</p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } -->Mercoledì scorso 12 gennaio, a Bologna presso <strong>XM24</strong>, via Fioravanti 24, nell&#8217;ambito di <strong>“MeryXM &#8211; aperitivo del mercoledì”</strong>, c&#8217;è stata la proiezione in prima nazionale del medio-metraggio &#8220;Un po di petrolio&#8221;, una produzione: <strong>insu^tv</strong> (Napoli) e <strong>teleimmagini? </strong>(Bologna), regia di Nicola Angrisano (che ha già firmato la regia di <em>Una montagna di balle</em>), soggetto e sceneggiatura di Raffaele Aspide e Isabella Urru (che ha curato anche il montaggio), musica originale di Viktor Bosnjak e Roberto Salvati, fotografia Alfonso Santolero. Il tutto condito con un dibattito successivo fra il regista e lo sceneggiatore e l&#8217;autore di questo articolo della Rete Ecologista Bolognese.</p>
<p>La presentazione è avvenuta in un luogo che merita qualche spiegazione. Il progetto-percorso Ex Mercato 24 (XM24) che prende il nome dalla sua originaria destinazione d’uso dello spazio, l&#8217;ex Mercato Ortofrutticolo, conserva e fa rivivere l’idea del Mercato, quale luogo pubblico di scambio e di produzione. Ed è in questo spazio vuoto, dismesso, abbandonato al degrado urbano, che si colloca l’esperienza di produzione di senso denominata XM24. In uno spazio urbano sempre meno pubblico e arido sul piano sociale, un gruppo di “ragazzi”, più o meno giovani, assume su di sé la bizzarra e incerta sfida di costruire un luogo di produzione culturale e di partecipazione politica e sociale dal basso; e qualche anno è anche sede, il giovedì, di uno dei tre mercatini biologici di Bologna.</p>
<p>“Un Po di petrolio” prende le mosse da un episodio di cronaca raccontato da Claudio Jampaglia e Emilio Molinari nel recentissimo libro “Salvare l&#8217;acqua” edito da Feltrinelli: “Nella notte del 23 febbraio2010, un&#8217;onda nera di 2600 tonnellate di idrocarburi fuoriesce da una vecchia raffineria dismessa di Villasanta a Monza, la Lombardia Petroli, avvelenando il fiume Lambro. L&#8217;atto è doloso. Nonostante il, più o meno, immediato intervento di Arpa, Protezione civile e volontari riesca a trattenere più della metà degli scarichi oleosi nei primi chilometri del versamento, in ventiquattro ore la marea nera dilaga nel Po [di cui il Lambro è affluente] e arriva a Piacenza. In cinque giorni, nonostante continuino gli sbarramenti e le deviazioni, l&#8217;inquinamento raggiunge il Delta del Po. Per due mesi sarà vietato l&#8217;uso delle del Lambro per qualsiasi scopo, a maggio tracce di idrocarburi sono rilevate nelle sacche della mussicultura del Delta. Ci vorranno anni perchè l&#8217;ecosistema smaltisca tutto.”</p>
<p>30 minuti di medio-metraggio per ripercorrere una storia di inquinamento doloso e di sabotaggio  digerito molto in fretta dai media nazionali. La consueta gestione &#8220;emergenziale&#8221; della Protezione Civile e i finanziamenti lampo che si susseguono si intrecciano con le speculazioni edilizie versione &#8216;green economy&#8217;, realizzate in vista dell&#8217;Expo milanese del 2015. Rientrato l&#8217;allarme e paludata l&#8217;inchiesta, il film prova a capirne di più percorrendo le rive di fiumi tra i più inquinati d&#8217;Europa e intervistando giornalisti che hanno seguito la vicenda, tecnici di Ispra, ambientalisti, ex operai della raffineria, pescatori, agricoltori, amministratori, abitanti.</p>
<p>Perchè questa catastrofe della stupidità umana contro l&#8217;ambiente è anche metafore della questione padana che ci obbliga a leggere la politica, l&#8217;economia, la cultura di questa macroregione da angolature diverse.</p>
<p>Nei 30 minuti del medio-metraggio si manifestano e si intrecciano infatti 3 filoni di lettura dell&#8217;evento: la speculazione edilizia dietro (e davanti) alla dismissione delle aree produttive e al consumo costante di suolo agricolo; il controllo del territorio e della sua urbanizzazione da parte della malavita organizzata (questa è terra degli investimenti della Ndrangheta, checchè ne dica il Ministro degli Interni); lo sfruttamento senza limiti delle risorse del maggiore fiume italiano e dei suoi affluenti. Nella Valle Padana si produce quasi il 50% del prodotto interno lordo del nostro paese. È una delle aree più ricche e sviluppate del pianeta, la seconda in Europa. Scrivono ancora Jampaglia e Molinari: “I suoi abitanti ne sono orgogliosi e pensano che ciò sia dovuto alla loro straordinaria laboriosità e alla loro intraprendenza. I politici delle varie leghe alimentano questo orgoglio facendone un motivo di supremazia e separazione dal resto d&#8217;Italia. Ma il carburante della straordinaria macchina padana e della sua ricchezza, non sono solo il lavoro, la cultura, i <em>danè</em> &#8230; È il Po.”</p>
<p>Dopo la presentazione di Bologna sono previste tappe a Milano, Roma, Napoli ed è in preparazione anche la versione in inglese da inviare al Green Fest di Seul.</p>
<p>info@insutv.it</p>
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		<title>quell’asfalto insostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 17:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Nuova Autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre: un progetto ad elevato impatto ambientale di Davide Fabbri ( da “Terra” del 26 gennaio 2011) Si è riunita recentemente a Cesena...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-816" href="http://www.verdiemiliaromagna.org/2011/02/02/quellasfalto-insostenibile/vaira-2009-131/"><img class="alignnone size-medium wp-image-816" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2011/02/vaira-2009-131-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </p>
<p><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Nuova Autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre: un progetto ad elevato impatto ambientale</span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">di Davide Fabbri ( da “Terra” del 26 gennaio 2011)</span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Si è riunita recentemente a Cesena la Rete Stop Autostrada Orte-Cesena-Mestre, alla quale – fino ad ora – hanno aderito associazioni, comitati e forze politiche: </span></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Italia Nostra, Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio, Pro Natura, Forum Ambientalista, WWF, Legambiente, Gruppo Regionale Movimento 5 stelle dell’E-R, Gruppo Regionale Verdi dell’E-R, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Rete dei Comitati del Polesine, Comitati Ambiente e Territorio Riviera del Brenta Miranese, Rete NO AR ,Verdi Emilia Romagna per la costituente ecologista</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">L’autostrada attraverserà cinque Regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto), 11 province e 48 comuni; il tracciato prevede solo in parte la riqualificazione della E-45, si sviluppa in parallelo alla SS 309 Romea e ha numeri da brivido: 396 km di lunghezza, 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">I fautori di questa nuova autostrada</span></span></strong><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> sono il P.D.L. e il P.D., uniti </span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><em>“amorevolmente”</em></span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> per uno </span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><em>“sviluppo insostenibile”</em></span></span></span><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a favore della mobilità su gomma. </span></span></span><span style="color: #003333"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: x-small"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Il progetto del Governo Berlusconi, col forte appoggio politico del P.D., prevede infatti la realizzazione</span></span></span></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> dell’autostrada Orte – Cesena &#8211; Mestre mediante il ricorso alla finanza di progetto con i privati: l’ANAS ha scelto il raggruppamento di società composto da Gefip holding legato al parlamentare europeo del PDL Vito Bonsignore.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Questa nuova autostrada provoca gravi danni ambientali</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a carico di importanti zone di interesse storico, paesistico, ambientale (es. Parco del delta del Po, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta, Parco delle Foresti Casentinesi, valli dell’Appennino centrale). </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Comporta un elevato consumo di suolo</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">, per la maggior parte libero, e il frazionamento di numerosi fondi agricoli. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Favorisce la cementificazione</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> delle aree libere attraversate o adiacenti agli svincoli. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Privilegia ancora una volta il trasporto su gomma</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">E’ inutile</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 Romea e la E-45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che diventerebbe di fatto un doppione della A-1 e della A-14/A-13. </span></span><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">E’ un enorme spreco di denaro pubblico</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">: con di 10 miliardi di euro (di cui 1,4 miliardi pubblici e 8,6 miliardi anticipati dai privati della lobby legata a Vito Bonsignore, europarlamentare del PDL, con sponsor politici del PD)  l’Autostrada Orte-Mestre è l’opera in assoluto più costosa tra quelle inserite nella Legge Obiettivo. Meno della metà dei soldi destinati alla Mestre-Orte sarebbero sufficienti per sanare il dissesto idrogeologico dell’intero Paese.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Gli ecologisti propongono alternative credibili, meno costose, meno impattanti e facilmente realizzabili: la messa in sicurezza della SS 309 Romea:</span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small"> il progetto di autostrada Orte-Mestre non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza della Romea, una delle strade più pericolose d’Italia. Il rifacimento del manto stradale, la predisposizione di corsie di emergenza, di piazzole di sosta, il miglioramento della segnaletica, la eliminazione degli incroci a raso, sono interventi possibili in 2-3 anni e con spese molto contenute. </span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Deviazione del traffico pesante sulla A-13: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">il collegamento autostradale Mestre-Ravenna esiste già ed è l’autostrada Padova-Bologna, eventualmente potenziabile. Da Ravenna è possibile deviare i T.I.R. dalla SS 309 verso Ferrara attraverso il raccordo autostradale “Ferrara mare”, oppure attraverso il completamento delle varianti alla SS-16 già previsto nel Piano dei Trasporti della Regione Emilia-Romagna. La statale Romea così sgravata sarebbe più che sufficiente per supportare il traffico locale e di media percorrenza e potrebbe essere finalmente valorizzata sotto il profilo turistico. La deviazione dei TIR sull’asse A-13 sarebbe anche più logica visto che la linea degli interporti si sviluppa proprio tra Ferrara, Rovigo e Padova.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Messa in sicurezza della E-45: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">anche questa arteria, vecchia e pericolosa, e perennemente cantierizzata, richiede interventi definitivi di riqualificazione, senza la sua trasformazione in autostrada. Il progetto di ANAS prevede per questo tratto delle varianti estremamente impattanti, soprattutto in corrispondenza del nodo di Perugia; inoltre il potenziamento di questa arteria costituirà un potente attrattore di traffico con gravi ripercussioni ambientali per le valli dell’Appennino centrale.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Potenziamento del trasporto ferroviario: </span></span></strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">la ferrovia costituisce una valida alternativa alla gomma, sia per il trasporto delle merci che dei passeggeri. In alcuni casi, gli stesi enti che promuovono la Orte-Mestre, finanziano allo stesso tempo progetti per lo sviluppo o il potenziamento di tratte ferroviarie lungo la medesima direttrice (es. collegamento Venezia-Chioggia, riapertura della linea Civitavecchia-Orte).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">La Rete Nazionale che si batte contro questa aberrante autostrada, ha deciso di ricorrere sia al Tar del Lazio, che alla Corte di Giustizia Europea nei confronti del decreto di V.I.A. nazionale favorevole al progetto (parere istruttoria V.I.A. sul progetto preliminare n. 558 del 21.10.2010), decreto che fra qualche giorno sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.</span></span></p>
<p><span style="color: #333333"><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Info Rete: Mattia Donadel (338.1678008) &#8211; Davide Fabbri (333.1296915) </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif"><span style="font-size: x-small">Sito internet: www.retenoar.org</span></span></p>
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		<title>La centrale non rispetta i patti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 11:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[russi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto per la costruzione della centrale termoelettrica a biomasse a Russi viene avviato in conseguenza della chiusura dello zuccherificio determinata dalla riforma comunitaria dell’OCM dello zucchero nel novembre 2005....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto per la costruzione della centrale termoelettrica a biomasse a Russi viene avviato in conseguenza della chiusura dello zuccherificio determinata dalla riforma comunitaria dell’OCM dello zucchero nel novembre 2005.</p>
<p>Alla base del progetto dell’impianto esiste un Accordo di riconversione stipulato nel 08/11/2007 tra Regione, Provincia, Comune, Organizzazioni sindacali e PowerCrop, (società proponente). L’accordo definisce gli obiettivi che il progetto deve soddisfare e che risultano condizionanti per la sua approvazione: soccorso alle aziende agricole colpite dalla riduzione della superficie bieticola, da realizzare mediante lo strumento della “filiera corta” per l’approvvigionamento della biomasse; costruzione dell’impianto con le migliori tecnologie disponibili tali da garantire un impatto ambientale inferiore a quello dello stabilimento saccarifero e compatibilità con il piano dell’aria provinciale.</p>
<p>Questi obiettivi sono però completamente disattesi nel progetto presentato da PoweCrop.</p>
<p>Il punto più controverso risulta proprio quello dell’approvvigionamento della biomassa.</p>
<p>La centrale richiede una quantità di combustibile pari a 288.000 t/anno di biomasse da bruciare per produrre 100 MW termici necessari a ottenere una potenza elettrica pari a 30 MW.</p>
<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2010/12/centrale-biomasse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" title="centrale-biomasse" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2010/12/centrale-biomasse-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Una tale quantità di biomassa non esiste in provincia di Ravenna. Da studi fatti eseguire dalla Provincia nel 2008 risulta che se tutto il terreno potenzialmente disponibile per le colture energetiche fosse convertito a pioppo, abbandonando quindi le attuali colture, la quantità disponibile non arriverebbe nemmeno a 100.000 t/anno. Manca inoltre la volontà degli agricoltori di abbandonare le proprie colture di prodotti per l’alimentazione, che nella zona della bassa sono senz’altro più redditizie. Fino ad oggi la PowerCrop non è riuscita a presentare la prova di avere i contratti necessari per poter alimentare l’impianto né, tanto meno, che la biomassa abbia le caratteristiche di provenienza e qualità poste alla base dell’Accordo di riconversione.</p>
<p><strong>Neppure l’obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per abbattere le emissioni gassose è stato ottemperato da Powercrop, che dichiara valori delle emissione gassose molto superiori rispetto a quelli di impianti già realizzati, con il risultato, fra l’altro, di ottenere un carico di inquinanti, in particolare di NOx, superiore a quello del precedente impianto saccarifero.</strong></p>
<p><strong>Il progetto è quindi in assoluto contrasto con il Piano Provinciale di Tutela e risanamento della qualità dell’aria che prevede per la Bassa Romagna interventi per la riduzione dell’inquinamento, già oggi a valori inaccettabili.</strong></p>
<p><strong>Risulterebbe quindi quasi scontato che il progetto, alla conclusione della Procedura di VIA prevista entro la fine dell’anno, venga rigettato. Esiste però il forte rischio che un progetto, osteggiato dalla popolazione, dalle associazioni ambientaliste e dalle stesse associazioni locali degli agricoltori veda la luce per soddisfare unicamente le esigenze di un gruppo industriale privato che ne trarrà enormi vantaggi economici a scapito e contro il parere di tutti gli altri soggetti interessati.</strong></p>
<p><strong>Davide Giovannini</strong></p>
<p> <a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2010/12/centrale-biomasse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" title="centrale-biomasse" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2010/12/centrale-biomasse-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2010/12/centrale-biomasse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" title="centrale-biomasse" src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2010/12/centrale-biomasse-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
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		<title>Le polveri di Novembre in Emilia Romagna</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 13:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Le polveri di novembre 2009 in Emilia Romagna (PM10) così come fornite dall’Arpa nel sito Liberiamo l’Aria e da noi raccolte in un grafico evidenziano la situazione di picco verificatasi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2009/12/polveri_sottili_emilia_romagna.jpg"><img src="http://www.verdiemiliaromagna.org/wp-content/uploads/2009/12/polveri_sottili_emilia_romagna-300x187.jpg" alt="polveri_sottili_emilia_romagna" title="polveri_sottili_emilia_romagna" width="300" height="187" class="alignnone size-medium wp-image-310" /></a>Le polveri di novembre 2009 in Emilia Romagna (PM10) così come fornite dall’Arpa nel sito <a href="http://www.arpa.emr.it/liberiamo/dati_giornalieri.asp?idlivello=821">Liberiamo l’Aria</a> e da noi raccolte in un grafico evidenziano la situazione di picco verificatasi tra il 13 e il 18, quando per sei giorni tutte le stazioni hanno superato i livelli di legge, con punte superiori agli 80 microgrammi/metro cubo, e oltre i 100 mg/mc a Modena e Reggio Emilia. </p>
<p>Dal 17 in poi, e fino a fine mese una o più stazioni regionali superavano il limite, con un altro picco secondario a Modena il 22. </p>
<p>Modena appare complessivamente la zona urbana più problematica, con 13 superamenti del limite in meno di un mese. La legge vigente prevede che non si debbano superare i limiti di 50 mg/mc più di 35 volte l’anno.</p>
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		<title>Approvata la legge regionale su pratiche bionaturali e centri benessere</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 09:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[centri benessere]]></category>
		<category><![CDATA[pratiche bionaturali]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvata la legge regionale su pratiche bionaturali e centri benessere Guerra: “Finalmente è data dignità ai tanti operatori emiliano-romagnoli. Maggiori garanzie anche per i consumatori” Questa mattina l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approvata la legge regionale su pratiche bionaturali e centri benessere</p>
<p>Guerra: “Finalmente è data dignità ai tanti operatori emiliano-romagnoli. Maggiori garanzie anche per i consumatori”</p>
<p>Questa mattina l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge sull’ “Esercizio di pratiche ed attività bionaturali ed esercizio delle attività dei centri benessere”. Divisa in due titoli (il primo definisce le pratiche mentre il secondo disciplina le attività dei centri benessere) e in 14 articoli, approvata dopo un lungo lavoro in commissione la legge è stata proposta dalla capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra per dare dignità agli operatori e maggiore sicurezza ai consumatori.</p>
<p>Oggi è cresciuta nella società la domanda di salute che non è riconducibile alla medicina convenzionale e che fa perno sulla ricerca del benessere inteso come armonia ed equilibrio delle persone.</p>
<p>Alcune di queste discipline (yoga, shiatzu, pet therapy, pratiche di meditazione, tai chi, qi gong, tai chi) si sono già affermate nel sociale e sul mercato, in forza della loro innegabile efficacia e sono utilizzate abitualmente da decine di migliaia di persone. Se utilizzate da operatori preparati e coscienziosi, queste pratiche hanno dimostrato notevoli capacità di incrementare il benessere e migliorare la qualità della vita di quanti le praticano e di consentire anche un risparmio nella spesa sanitaria complessiva. </p>
<p>Riguardo ai centri benessere si segnala che l’Emilia-Romagna è la terza regione per numero di imprese che operano nel settore registrando una crescita del 63 % dal 2002 ad oggi. Anche dal punto di vista economico le pratiche bionaturali hanno quindi assunto per la nostra regione un peso non trascurabile.</p>
<p>In un contesto di domanda di benessere sempre più diffuso ed articolato l’offerta di servizi per lo sviluppo delle imprese del settore appare attualmente insufficiente e non sempre all’altezza delle aspettative. Ciò dipende in buona parte dall’uso inflazionato e a volte improprio del termine e nel contempo da una carente cultura in materia che non ha consentito una esatta determinazione delle attività riconducibili al “comparto benessere”.</p>
<p>Tutta la nostra medicina tradizionale è incentrata sulla malattia, non sulla salute che, prima di essere ripristinata attraverso la cura deve essere preservata, mantenuta.</p>
<p>Vista la diffusione odierna delle pratiche bionaturali una legge che le disciplinasse si rendeva dunque indispensabile. Una legge che oltre a garantire la qualità del servizio e la serietà e l’adeguatezza della formazione degli operatori rappresenta un elemento di importante tutela per i consumatori.</p>
<p> Daniela Guerra</p>
<p>Capogruppo Verdi per la Pace</p>
<p>Regione Emilia-Romagna</p>
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		<title>OGM e Bio: La Germania etichetta i prodotti non Geneticamente Modificati</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 20:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[GErmania]]></category>
		<category><![CDATA[mangimi]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>In Germania il Ministro dell&#8217;Agricoltura annuncia che istituirà un marchio &#8220;senza OGM&#8221;, valido anche per carni, uova ecc. non necessariamente biologiche, per prodotti esenti da ogm in ogni fase della filiera produttiva (mangimi  compresi); in Italia, dove l&#8217;ultima versione del testo base della nuova legge per il biologico escludeva qualsiasi presenza di OGM, anche accidentale, dai prodotti bio, Federbio chiede la cancellazione di tale clausola, ammetendo quindi la possibilità di presenza di OGM per contaminazione accidentale: così facendo, però, si apre di fatto la porta alla coesistenza con gli OGM, non soltanto sugli scaffali, ma anche nei campi, mentre, d&#8217;altro canto, si chiude agli agricoltori che hanno subito la contaminazione la possibilità di ricorrere in giudizio contro i responsabili primi della contaminazione &#8230;</p>
<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="http://www.greenplanet.net/">http://www.greenplanet.net/</a></p>
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		<title>Cip6 solo alle vere rinnovabili: in Senato passa il testo della riforma</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 00:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>In Senato è passato il testo definitivo che allego, che limita gli incentivi Cip6 (pagati con le bollette dell’eletticità) alle sole fonti rinnovabili, bloccando i finanziamenti agli inceneritori ed agli impianti che bruciano i residui del petrolio, come era fino ad oggi.<br />
La finanziaria del 2007 bloccava i finanziamenti agli impianti autorizzati, questa limita anche quelli non ancora realizzati.</p>
<p>Questi i commenti presi dal Corriere della Sera:</p>
<p>MINISTRO PECORARO SCANIO : “Con l’approvazione del nuovo sistema i cittadini avranno una chiara riduzione delle bollette già dall’ anno prossimo. Uno sgravio che potrebbe arrivare a più di 600 milioni di euro l’ anno” . (Gli incentivi vengono infatti finanziati con un prelievo del 7 % sulla bolletta ENEL &#8211; circa 60 Euro in media per ogni famiglia italiana).</p>
<p>SENATORE TOMMASO SODANO, presidente Commisione ambiente del Senato : “Ci stiamo liberando da un incubo, da un vero e proprio intollerabile imbroglio. Confido che stavolta il testo non venga cambiato per errore com’ è successo l’ anno scorso…”.</p>
<p>SENATRICE LOREDANA DE PETRIS : “Non finanzieremo più nuovi incenerotori di rifiuti e di scarti di raffineria, ma solo le fonti che contribuiscono a contrastare il cambiamento climatico”.</p>
<p><a href="http://www.alessandroronchi.net/2007/11/14/cip6-solo-alle-vere-rinnovabili-in-senato-passa-il-testo-della-riforma/">Clicca qui per leggere il testo approvato in Senato</a></p>
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		<title>Medicine non convenzionali: è l&#8217;ora della legge</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 07:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte da metà degli anni ’90 l’impegno dei Verdi italiani in Parlamento per far approvare norme a favore delle Medicine Non Convenzionali anche in Italia, sul modello di altri paesi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte da metà degli anni ’90 l’impegno dei Verdi italiani in Parlamento per far approvare norme a favore delle Medicine Non Convenzionali anche in Italia, sul modello di altri paesi europei.</p>
<p>Proposte di legge erano state presentate fin dall’ingresso dei Verdi in Parlamento (1987) ma senza risultati .</p>
<p>Nel febbraio 1996 i parlamentari Verdi insieme con 125 deputati di vari gruppi appoggiano la battaglia del comitato per la difesa dell’omeopatia per salvare i medicinali omeopatici già presenti in Italia e messi a rischio da un errato recepimento di norme comunitarie.</p>
<p>Il ministro della sanità Elio Guzzanti emana un decreto (n. 176 del 96) che consente il mantenimento sul mercato dei farmaci per 5 anni.</p>
<p>Ma il decreto,reiterato tre volte, decade ed è solo con la legge 8 ottobre 1997 n.347 ,primo firmatario Galletti, che si risolve momentaneante il problema, che , di proroga in proroga con l’ultimo emendamento del senatore Gianpaolo Silvestri, mantiene i prodotti in commercio fino al 2015 ,come in Francia..</p>
<p>Nella finanziaria del 2000, con un emendamento Galletti viene portata l’iva sui medicinali omeopatici dal 20 al 10 per cento.</p>
<p>Ma è nella primavera del 2001 che  la Commissione affari sociali della Camera approva  la legge quadro sulle Medicine Non Convenzionali(3891).</p>
<p>La fine della Legislatura impedisce l’approvazione in aula.</p>
<p>Nella legislatura successiva l’on. Paolo Lucchese riprende il lavoro iniziato.</p>
<p>La proposta viene appesantita da tutta la partita riguardante le discipline bionaturali e dopo innumerevoli audizioni e confronti i cinque anni passano senza l’approvazione.</p>
<p>Nell’attuale Legislatura il senatore Gianpaolo Silvestri riprende il lavoro interrotto ed attualmente al Senato (relatore Bosone) è aperta la discussione sulla Pdl  sulle Medicine Non Convenzionali.</p>
<p>E’ quindi l’ora della legge.</p>
<p>Ma non di una legge qualsiasi.</p>
<p>Intanto occorre fare una legge quadro che riconosca tutte le medicine non convenzionali ,che già nel 2002 a Terni la Federazione degli ordini dei medici ed odontoiatri ha riconosciuto come atto medico.</p>
<p>Nessun riduzionismo è accettabile: quindi non solo le tre della Toscana.</p>
<p>In secondo luogo occorre evitare di svendere una battaglia che è prima culturale che politica.</p>
<p>Senza nessun integralismo ma anche senza nessuna faciloneria.</p>
<p>Queste medicine ,che hanno uno status epistemologico originale non possono essere ridotte</p>
<p>con disinvoltura a qualche strumento terapeutico in più.</p>
<p>Andrebbero correttamente chiamate medicine Tradizionali (OMS), Complementari e Alternative (USA).Si definiscono Non Convenzionali ,utilizzando la terminologia del Parlamento Europeo.</p>
<p>E’ sbagliato e riduttivo chiamarle solo complementari o addirittura integrate (!).</p>
<p>Se lavoriamo per una integrazione di tutte le medicine e le terapie non possiamo però nascondere la differenze in una visione grigia e indistinta,il contrario dell’arcobaleno che desideriamo.</p>
<p>Proprio come ecologisti sappiamo che l’immagine dell’uomo e del mondo che sta sotto ogni modo di curare è fondamentale per la stessa cura.</p>
<p>Le Medicine Non Convenzionali sono portatrici di visioni dell’uomo e del mondo che non sono complementari all’attuale medicina ufficiale che, pur con i suoi innegabili meriti, è ben lungi dall’avere  un’immagine completa dell’uomo e del mondo.</p>
<p>Integrarsi significa confrontarsi e mettersi e mettere in discussione.</p>
<p>Fondamentale la qualità della formazione dei medici esperti,sia tramite scuole accreditate che tramite una università qualificata.</p>
<p>Inoltre sarebbe sbagliato mescolare in una legge riguardante i medici figure professionali di discipline bionaturali o affini che necessitano anch’esse di una legge nazionale che purtroppo</p>
<p>mi pare non abbia ancora trovato un inizio di discussione in Parlamento.</p>
<p>Da ultimo la normativa sui medicinali omeopatici e antroposofici in particolare, che vede l’Italia</p>
<p>penalizzarli rispetto ad altri Paesi dell’ Unione.</p>
<p>Una giusta e snella normativa nazionale che qualifichi i medici e garantisca i cittadini che a loro si rivolgono costituisce un obiettivo politico desiderabile.</p>
<p>Soprattutto evitando che il federalismo regionale si trasformi ,in una materia che ci vede tutti uguali di fronte al diritto costituzionale alla salute,in regole diverse ,regione per regione. </p>
<p>Paolo Galletti, consigliere federale dei Verdi, già relatore della proposta di legge sulle Medicine Non convenzionali approvata dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nella XIII Legislatura.</p>
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