“Ci vuole una formazione meno partitica, meno ideologica, meno verticistica e meno targata “di sinistra”. Ciò non significa che bisogna correre dietro ai valori ed alle finzioni della maggioranza berlusconiana, anzi. Occorre un forte progetto etico, politico e culturale, senza integralismi ed egemonie, con la costruzione di un programma ed una leadership a partire dal territorio e dai cittadini impegnati, non dai salotti televisivi o dalle stanze dei partiti. Bisogna far intravvedere l’alternativa di una società più equa e più sobria, compatibile con i limiti della biosfera e con la giustizia, anche tra i popoli. Da molte parti si trovano oggi riserve etiche da mobilitare che non devono restare confinate nelle ‘chiese’, e tantomeno nelle sagrestie di schieramenti ed ideologie. Ma forse bisogna superare l’equivoco del ‘progressismo’: l’illusione del ‘progresso’ e dello ‘sviluppo’ alla fin fine viene assai meglio agitata da Berlusconi.” (Alexander Langer)
I movimenti ecologisti e verdi in Europa e nel mondo indicano con forza la necessità di tirare il freno di emergenza e di invertire la rotta verso una società di pace tra gli uomini e con la natura.
Oggi ci troviamo al crocevia di molte crisi che si intensificano a vicenda: quella finanziaria, quella economica, quella ecologica e quella politica e sociale.
E solo i movimenti ecologisti e dell’economia solidale offrono una chiara prospettiva di trasformazione ecologica dell’economia e della società.
Daniel Cohn Bendit esprime compiutamente questo progetto politico quando indica una “società polline” come obiettivo: una società dove non conti solo la produzione materiale (il miele prodotto dalle api nella sua metafora) ma anche la ricchezza delle relazioni sociali positive(l’impollinazione che le api realizzano permettendo così la fruttificazione senza la quale molte specie, tra cui quella umana, non avrebbero nutrimento).
Gli ecologisti quindi come impollinatori sociali.
Questo è sempre più necessario in un momento di regressione dello spirito civico e di disgregazione sociale fomentate da forze che fanno della paura e della chiusura la loro bandiera.
L’affermarsi nell’ultimo congresso nazionale dei verdi italiani della mozione “Il coraggio di osare”, che ha visto i verdi della nostra regione uniti a sostenerla, ha posto fine al declino ed alla perdita di credibilità dell’esperienza verde nazionale ed ha iniziato il processo verso al costituente ecologista nel quale ci riconosciamo e che vogliamo realizzare nella nostra regione.
Anche in Italia ed in Emilia-Romagna esistono realtà sociali, culturali ed economiche che ispirano il loro pensiero e la loro azione all’ecologismo.
Agricoltura biologica, commercio equo e solidale, finanza etica, gruppi di acquisto solidale, esperienze e progetti di economia solidale, energie rinnovabili, eco-design, mercati biologici, bioedilizia, medicine non convenzionali, tutela degli animali, cooperative sociali, volontariato, nuove forme di partecipazione democratica, tutela dei diritti e nuove responsabilità sociali, scienziati e ricercatori ed operatori culturali … sono soltanto alcuni aspetti di quella moltitudine inarrestabile che sta già cambiando, giorno per giorno, la società, ma che non trova ancora in modo sufficiente ed efficace, rappresentanza politica e peso adeguato nelle istituzioni in cui si decide il nostro futuro.
Gli ecologisti sparsi nel PD o nei vari partiti e partitini “persona” (fenomeno anomalo italiano) non incidono adeguatamente per la soluzione dei problemi ecologici e sociali e non prospettano alcun progetto politico credibile di livello almeno europeo.
La nostra società regionale, che pure ha avviato alcuni passi nella giusta direzione, ha bisogno di un vero e coerente salto di qualità verso una sostenibilità ambientale condivisa con un sostegno responsabile da gran parte della popolazione.
Ecco alcuni obiettivi:
La conversione ecologica delle produzioni industriali, garantendo formazione professionale e nuovi lavori ai settori in crisi
Una filiera agroalimentare biologica
La produzione di energia rinnovabile
Lo stop al consumo di territorio
Mobilità collettiva su ferro
Reti e distretti di economia solidale
La difesa della scuola pubblica come spazio necessario per un nuovo spirito civico ed una cultura della relazione
La difesa della produzione culturale, indispensabile per mantenere un livello adeguato di civiltà
Questi ed altri obiettivi sono realizzabili se si costruirà un ampio movimento di ecologia politica che, dotandosi di una cultura di governo, sappia contrastare le scelte sbagliate che ripropongono il fallimentare progetto del passato, e proponga nuove soluzioni efficaci e condivise.
Per questo occorre che tutti quelli impegnati in economie di giustizia e tutti gli ecologisti, superando i propri particolarismi e mettendo insieme le proprie differenze sappiano unirsi per costruire con un metodo partecipativo e di consenso la costituente ecologista in Emilia-Romagna.
Perchè anche nella nostra regione e nel nostro Paese la cultura politica dei verdi europei metta solide radici e produca frutti abbondanti.
Occorre mettere l’esperienza dei verdi a disposizione per costruire una rete di reti, di persone e di gruppi attivi e consapevoli.
L’unità degli ecologisti è all’ordine del giorno.
Il legame con i verdi europei e mondiali è indispensabile.
Lo spazio da costruire è libero e partecipativo.
Il metodo è importante come il contenuto.
Il mandato degli organi eletti dall’assemblea regionale si basa quindi su:
- rispetto della mozione” il coraggio di osare” ed avvio immediato a tutti i livelli di un percorso costituente che porti in tempi certi ad una vera e propria assemblea costituente regionale per gettare le basi di un nuovo soggetto politico ecologista;
- congelamento del simbolo storico ed assunzione provvisoria del simbolo dei verdi europei ed impegno a non presentare liste di partito alle prossime scadenze elettorali;
- gli eletti ai vari livelli, a cominciare dal gruppo regionale, sono impegnati a sostenere politicamente, economicamente e dal punto di vista organizzativo il percorso costituente;
- mettere in rete le persone e le capacità già esistenti tra i verdi per formazione ed autoformazione, sia sui modi attuali di partecipare alle decisioni, sia sui modi di comunicare, sia nel merito dei temi affrontati: azioni politiche incisive e durature possono nascere solo dallo studio condiviso dei problemi e da una vera partecipazione alle scelte;
- preparare uno statuto regionale dei “verdi dell’Emilia-Romagna per la costituente ecologista” che renda impossibile l’utilizzo del tesseramento per mere operazioni di potere, ma, al contrario privilegi la reale presenza politica e pesi la rappresentanza sui voti ottenuti; privilegi la rappresentanza dei territori rinegoziando un patto federativo con i verdi nazionali;
- assumere le decisioni fondamentali con ampie consultazioni, anche via internet e coinvolgendo i cittadini simpatizzanti.
“Dobbiamo essere lucidi e non aver paura. La crisi globale che minaccia l’umanità può essere superata. Se non vuole andare incontro alla catastrofe l’umanità si trova nella necessità di reagire e cambiare rotta. I mezzi ci sono. Manca l’obiettivo finale.
La gravità della crisi offre paradossalmente l’opportunità storica di gettare le basi di un mondo nuovo poggiando sui valori migliori del patrimonio umano, mobilitando la creatività di energie e di intelligenze, rinnovando la democrazia e ridando dignità alla politica. Con un Europa ecologica e sociale noi abbiamo l’opportunità di riprendere in mano il nostro destino per vivere meglio.
Tocca a noi tutti fare la scelta!” (Daniel Cohn-Bendit)
Mozione approvata all’unanimità dall’assemblea dei Verdi dell’Emilia-Romagna
Bologna, 12 giugno 2010