A Parma “dalla culla alla culla”

Pubblicato da Gabriele il

articolo pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, del 13 gennaio 2011

Gabriele Bollini

Lunedì 10 Gennaio 2011 Parma ha ospitato gli “eroi dell’ambiente”, così designati dal Time: una conferenza che si preannunciava come un evento di levatura internazionale, organizzata dall’Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse (GCR) e che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Parma, Agenzia alla Sanità.

All’Auditorium Paganini (tempio della cultura progettato da Renzo Piano) i cittadini di Parma e non solo hanno potuto ascoltare il chimico tedesco Michael Braungart (in collegamento skype dalla Virginia) e l’architetto William McDonough , ovvero gli esperti mondiali della svolta “cradle to cradle” (“dalla culla alla culla”): un modo innovativo di progettare e produrre beni, senza incidere negativamente sull’ambiente e sulle persone. E’ stata una occasione importante e partecipata -Auditorium gremito fino alle 23.30 e diretta streaming- in particolare per gli addetti ai lavori che hanno potuto rendersi conto della concretezza e della lungimiranza della proposta, anche per il beneficio delle loro aziende.

In sostanza, dopo aver capito come gestire i rifiuti, ora si passa alla progettazione.

L’Associazione nasce nel 2006 da un’iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Parma, che, prendendo esempio dai loro cugini di Reggio Emilia decisero di raccogliere almeno 1000 firme per una mozione di iniziativa popolare da presentare al Consiglio Comunale contro la costruzione di un inceneritore proponendo invece, appunto, una gestione corretta dei rifiuti e delle risorse. Numerosi cittadini hanno aderito fin da subito, consentendo di raccogliere in breve tempo le firme necessarie per presentare la mozione di iniziativa popolare.

Il 31 marzo 2006 il Consiglio Comunale, nonostante la grande mobilitazione dei cittadini che esprimevano la forte preoccupazione per un progetto di questo genere, ha deliberato sulla localizzazione dell’inceneritore, dando così di fatto avvio alla sua realizzazione, approvando la variante urbanistica a larga maggioranza, con soli due voti contrari. Una vera vergogna bipartisan.

Diverse anime compongono il gruppo: cittadini comuni, ambientalisti, attivisti dell’informazione…, singoli o associati (WWF, Greenpeace, Medici per l’Ambiente, Girotondi di Parma). Tutti condividendo un obiettivo primario: informare la popolazione della città su una gestione dei rifiuti da effettuare secondo le normative europee – e non come si fa attualmente in Italia- e fare da intermediari tra i cittadini e gli amministratori comunali e provinciali, al fine di convincerli a rivedere le loro posizioni.

Il 16 aprile 2010 alla Camera di Commercio viene presentato il progetto alternativo all’inceneritore.

Il 17 aprile 2010 a Parma si è svolta la prima manifestazione nazionale contro gli inceneritori. 5000 persone hanno portato sotto la pioggia il loro appoggio da tutta Italia alla vertenza contro l’inceneritore di Ugozzolo.

Il cambiamento in atto va “dalla culla alla culla”, perché dobbiamo comprendere come poter fare business senza metterci in conflitto con la natura, con l’acqua, la terra e l’aria. Progettare e costruire imitando e rispettando le leggi di questo pianeta, il quale in sé non conosce il concetto di rifiuto, perché tutto ciò che è scarto per un sistema biologico, diviene materia prima per un altro sistema biologico.

La frazione organica deve ritornare alla terra: gli scarti di cucina, gli sfalci, le potature…non sono un rifiuto! Sono un nutrimento.

San Francisco, con i suoi 800 mila abitanti, riesce a intercettare quasi tutto l’ organico scartato dalle famiglie, dai ristoranti, trasformandolo in fertilizzante molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali.

Nel terzo millennio dobbiamo affrontare anche il metabolismo tecnologico, secondo il quale tutti gli altri materiali post-utilizzo devono essere reimpiegati nei processi produttivi.

I due guru del riciclo totale della materia hanno portato questa testimonianza: progettare, costruire e vivere dalla culla alla culla non è utopia, ma è possibile ora. Vi sono molte aziende disposte a ripensare la produzione e a mettersi in gioco in base a questi criteri: Nike, Ford, Toyota, Philips, Xerox. E certamente non lo hanno fatto solo per una mera questione di immagine. Significa che conviene.

Eloquenti, a proposito, le parole dell’Unione Industriali di Bergamo: “Un’innovazione intesa in senso totale, che non riguardi solamente il ciclo di vita del prodotto dalla culla alla tomba, ma anche la possibilità che il prodotto sia alla fine reinserito in un nuovo ciclo tecnologico come materia prima dalla culla alla culla, per rendere sempre più concreto un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale”.

L’altra sera è intervenuto anche Luigi Campanella, presidente della Società Chimica Italiana, per illustrare il progetto “Zeroemissions”, con l’ ambizione di condurre anche Parma a questo traguardo.

Le nostre città di trovano ad un a un bivio: continuare ad incenerire i rifiuti (o meglio, i materiali post-consumo) e rimanere nel Medio-Evo dove si bruciava senza pensare alle conseguenze, oppure scegliere la sostenibilità e la riconversione ecologica dell’economia (o blue economy come la chiama Gunter Pauli).

Per approfondimenti

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR

visita http://gestionecorrettarifiuti.it

oppure scrivi a [email protected]


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