Zonizzazione sismica serve chiarezza

Pubblicato da Bortolini il

Dopo quanto denunciato sugli organi di informazione da autorevoli geologi delle Università di Ferrara e Bologna sull’assenza di microzonazione sismica nella pianificazione urbanistica dei Comuni dell’Alto ferrarese, la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale.

“Mi è stato segnalato – spiega la consigliera Meo – che la documentazione geotecnica sismica dei Comuni dell’Alto ferrarese, elaborata nel 2008 e su cui si basa il Piano Strutturale Comunale (Psc) in forma associata, è assolutamente carente, nonostante fosse già prevista dalla Delibera dell’Assemblea legislativa regionale n. 112 del 2 maggio 2007.

Ricordo anche che la pianificazione urbanistica dei Comuni dell’Alto ferrarese non è ancora stata approvata definitivamente sebbene siano già passati più di 6 anni dalla partenza del procedimento, iniziato in virtù di un accordo siglato il 26 maggio 2006.”

“La Provincia di Ferrara – continua Meo – è intervenuta più volte negli ultimi anni presso i Comuni segnalando la carenza della valutazione del rischio sismico e la mancanza, all’interno delle Norme Tecniche del Piano, degli approfondimenti previsti dalla legge regionale 30 ottobre 2008, n. 19 “Norme per la riduzione del rischio sismico”.

In particolare, veniva evidenziata la mancata individuazione del grado di pericolosità locale di ciascuna parte del territorio e l’assenza della microzonazione sismica del territorio urbanizzato e di quello suscettibile di urbanizzazione con cui si definiscono le prescrizioni per la riduzione del rischio sismico, fissando per le diverse parti del territorio le soglie di criticità, i limiti e le condizioni per la realizzazione degli interventi di trasformazione in modo da minimizzare le conseguenze di fenomeni, come quello delle liquefazione dei terreni, che hanno causato gravi danni in questi territori.”

“Tale mancanza di analisi e di dati – prosegue l’esponente ecologista – è continuata fino ad oggi, visto che proprio il 31 maggio scorso, dopo i gravi eventi sismici che hanno interessato anche l’Alto ferrarese, il “Rapporto preliminare sui diffusi fenomeni di liquefazione verificatisi nel maggio 2012”, elaborato dallasezione Geotecnica dell’Università di Firenze, affermava che mancano ancora “dati sufficienti per un’analisi della risposta simica locale”.”

“Per questi motivi ho chiesto quali iniziative intenda porre in essere la Regione per assicurarsi, e assicurare tutti i cittadini, che gli Enti locali dell’Emilia-Romagna rispettino la normativa antisismica vigente e applichino nella propria pianificazione urbanistica la micro zonazione, in particolar modo nei Comuni colpiti dai recenti eventi sismici.”

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