Diga di Vetto. Progetto vecchio e irrealizzabile (RE)

Pubblicato da segreteria il

 “Il consigliere Filippi, come al solito, vaneggia. Continuare ad evocare idealmente la diga di Vetto  – opera faraonica di cui si parla inutilmente da 50 anni - come panacea di tutti i problemi legati alla scarsità  delle risorse idriche equivale, nei fatti, a non voler fare nulla di concreto sul territorio”.

Questo il commento della consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo che, rispondendo alle dichiarazioni del consigliere del PDL, torna a dichiarare la propria contrarietà  alla realizzazione del mega invaso da 100 milioni di metri cubi di acqua che si era pensato di realizzare nell’Appennino reggiano. 

 La consigliera appoggia invece la proposta dell’Assessore Rabboni: “l’unico modo reale di far fronte al problema della siccità  – afferma – è quello di dare vita immediatamente ad un sistema di piccoli bacini che rispondano ai bisogni irrigui locali mantenendo l’acqua sul territorio, non concentrandola in ingenti quantità  solo in alcune zone”.

“Inoltre – conclude Gabriella Meo – come abbiamo avuto tristemente modo di verificare nei mesi scorsi, il rischio sismico ci impone studi e riflessioni più accurati prima di procedere alla realizzazione di grandi opere come la diga di Vetto.  E il consigliere Filippi non strumentalizzi la crisi occupazionale che stiamo vivendo per sponsorizzare questo progetto.

Il rapporto tra grandi cantieri e ripresa dell’occupazione è il simbolo di un modello di sviluppo ormai vecchio e sorpassato. Tanto quanto il progetto della diga di Vetto”.

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