Ex polveriera Rio Gandore (PC): “Garantire la tutela ambientale”

Pubblicato da Bortolini il

“La Regione intervenga per predisporre, in collaborazione con gli Enti locali, un progetto di tutela e fruizione dell’area che ne salvaguardi il carattere e la funzione di bene pubblico naturale.”

Con questa richiesta si conclude l’interrogazione della consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo alla Giunta regionale sul destino dell’area demaniale dell’ex polveriera di Rio Gandore nel Comune di Gazzola (PC) che recentemente è stato al centro di una petizione online lanciata da Fai e Legambiente di Piacenza.

“In seguito all’abbandono dei militari – continua Meo – l’area dell’ex polveriera ha conservato e sviluppato nel tempo un notevole valore naturalistico, ma la richiesta del Comune all’Agenzia del Demanio di averla in concessione e di poterla “valorizzare in ottica di mercato”, senza che sia stato reso noto il progetto alla base dell’ipotetica “valorizzazione”, lascia a dir poco perplessi.”

“All’interno del sito – prosegue l’esponente ecologista – esistono, seppur in stato di abbandono, circa 80 edifici costruiti per scopi diversi (depositi, logistica, foresteria, alloggi, ricovero mezzi, ecc.) ed è facile comprendere come tale complesso possa rappresentare una enorme potenzialità di valorizzazione immobiliare, senza che sia necessario realizzare alcuna costruzione ex novo. Sarebbe sufficiente applicare le norme urbanistiche comunali in vigore che consentono la realizzazione di progetti, anche a carattere turistico-ricettivo, attraverso la demolizione e la ricostruzione con ampliamento degli edifici esistenti.”

“Se il fine fosse unicamente la tutela dell’ambiente – conclude la consigliera Meo – allora risulterebbe incomprensibile l’opposizione del Comune alla proposta di istituzione di un nuovo Sito di Importanza Comunitaria nell’area dell’ex polveriera, avanzata lo scorso anno alla Regione dalle associazioni Legambiente e Fai di Piacenza, sulla base di una relazione scientificamente documentata tratta anche da uno studio dell’Università del Sacro Cuore di Piacenza.

Perciò ho chiesto alla Giunta regionale per quali altri motivi non si sia individuato un SIC nell’area e se la Regione non ritenga inopportuno individuare un nuovo comparto turistico-ricettivo all’interno di un’area naturale, ma al di fuori di qualunque nucleo urbanizzato o area di espansione, comparto che dopo la realizzazione inevitabilmente tenderebbe a trasformare la propria destinazione d’uso in area residenziale di pregio.”

LEGGI L’INTERROGAZIONE SUL DESTINO DELL’AREA DEMANIALE DELL’EX POLVERIERA DI RIO GRANDE NEL COMUNE DI GAZOLA (PC)


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.