«Mattia Santori, non fossilizzarti!»

Pubblicato da Luca Saraz Budini il

«C’è un campo reazionario che sferra un attacco agli ecologisti, additandoli come i responsabili del caro-bollette quando è da troppo tempo che si sacrificano le Rinnovabili. La Germania della Merkel, con meno sole, produce molta più energia pulita. In questo fronte, ahimè, si colloca al momento anche il leader delle 6000sardine. Che ignora ben due referendum che, nel 1987 e nel 2011, hanno detto no al nucleare. Ma quel movimento non nacque per riaffermare una democrazia dal basso?»

di Paolo Galletti, portavoce Europa Verde-Verdi Emilia-Romagna


Il Foglio, avanguardia dell’attacco agli ecologisti come nemici del popolo, colpevoli del caro bollette (ultimo pezzo raffinatissimo: «Fare gli ambientalisti con il c… degli altri») recluta Mattia Santori per una stupefacente intervista.

Di fronte a cambiamenti necessari per l’aggravarsi del riscaldamento globale e all’insostenibilità dell’inquinamento ci sono due modi opposti di reagire. Saper cogliere dai cambiamenti un’opportunità per migliorare la qualità della vita e costruire un’economia responsabile di fronte agli uomini e alla natura: su questa prospettiva esistono anche in Italia imprese significative, mondi del lavoro, della società, della cultura.

Oppure considerare la transizione ecologica «un bagno di sangue» (Cingolani dixit), tutelando rendite parassitarie di industrie obsolete e dannose: attaccando le energie rinnovabili, cresciute nelle società più avanzate mentre in Italia hanno subito una colpevole battuta di arresto. Infatti, mentre il secondo governo Prodi aveva avviato una crescita delle Rinnovabili, la circolare Romani del governo Berlusconi nel 2011 ha bloccato il settore. I governi successivi non hanno fatto nulla per rilanciarle. Nel 2011 c’erano più di 100mila occupati nel settore, oggi poco più di 10mila. La Germania con meno sole ha più energie rinnovabili di noi. Siamo dipendenti dal gas che importiamo, il cui prezzo dipende dalla speculazione del mercato e non più da contratti a lungo termine.

Santori preferisce la narrazione che vede nei sostenitori delle rinnovabili il capro espiatorio del caro bollette. Quindi si spinge ad accusare il primo referendum antinucleare del 1987 come causa dei problemi energetici attuali. La superficialità di tale tesi lascia basiti. Peraltro a Bologna operano scienziati importanti come Vincenzo Balzani, che sul nucleare scrive cose chiarissime, ricercatori del Cnr come Nicola Armaroli che argomenta con dovizia di dati la necessità delle rinnovabili. A Bologna l’istituto Ramazzini di Cesare Maltoni ha studiato l’impatto sanitario delle radiazioni. Un altro bolognese, il dottor Aldo Sacchetti, per anni responsabile igiene pubblica della Regione, ha scritto testi fondamentali in materia: L’uomo anti biologico a suo tempo pubblicato da Feltrinelli, ora in rete.

Ma, si obietta, esiste un nucleare di nuova generazione, esiste la fusione. Consiglio il libro: Nucleare: a chi conviene? Le tecnologie, i rischi, i costi dei due fisici Gianni Mattioli e Massimo Scalia, edizioni Ambiente. Un testo scientifico che fa chiarezza. Ricordiamo pure le catastrofi di Three Mile Island, 1979; Chernobyl, 1986; Fukushima 2011, le cui conseguenze dureranno per lunghissimo tempo.

E le scorie radioattive presenti a Caorso che non si sa dove mettere? Nessun Paese al mondo ha un deposito per i rifiuti ad alta radioattività, quelli a lunghissima scadenza. In sintesi il nucleare è una tecnologia obsoleta, pericolosa e molto costosa.

La Germania già con i governi Merkel, nota ambientalista estremista, aveva iniziato a chiudere le centrali nucleari: le ultime tre le chiuderà a breve il Governo attuale. La fusione che da decenni viene presentata come imminente è un’araba fenice. Gli stessi ricercatori affermano che prima del 2050 non sarebbe operativa. Continuiamo la ricerca, con tutte le sicurezze e cautele, visto che avviene anche sul vicino Lago Brasimone. Mentre aspettiamo i risultati della ricerca, sviluppiamo le tecniche già mature delle Rinnovabili. Si preferisce invece accodarsi al governo francese che cerca di far pagare ad altri il suo fallimento economico in campo nucleare: il suo era legato fin dalle origini alla Force de Frappe. Alle bombe atomiche fatte scoppiare nel Sahara e in Polinesia.

C’è poi l’altra bufala circolante avallata da Santori: trivelliamo il gas nazionale così abbassiamo il prezzo. L’unica cosa che abbassiamo con certezza non sono i costi ma la costa. Già oggi spendiamo milioni per il ripascimento annuale delle spiagge. Con le trivelle aumentiamo la subsidenza e l’ingressione marina che minaccia la sopravvivenza delle pinete costiere. Allaghiamo in prospettiva Ravenna e Venezia. Si fermino le trivelle croate con una politica energetica europea. Peccato che il gas nazionale sia risibile come quantità e che il prezzo sia determinato dal mercato mondiale. Un mercato che andrebbe regolato e non lasciato alla speculazione della finanza. 

Fortunatamente in Italia Enel punta alle rinnovabili e boccia il nucleare. Eni invece guida la reazione. E demonizza gli ecologisti veri che da decenni indicano la strada giusta imboccata da molti Paesi, Germania in primis. Un campo reazionario nel quale, ahimè, si colloca al momento anche Mattia Santori. Che ignora ben due referendum che nel 1987 e nel 2011 hanno detto no al nucleare.

Ma le Sardine non nascevano per riaffermare una democrazia dal basso? 

15 febbraio 2022
Categorie: Generale

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