Pilastro, partecipazione e scelte urbanistiche: l’ordine pubblico non sostituisca il confronto
Lo sgombero dei manifestanti al Parco Stefanini Moneta Mitilini da parte della polizia è una brutta pagina nella vita democratica di Bologna. I Verdi dell’Emilia-Romagna ritengono necessario mantenere una posizione equilibrata e responsabile, che tenga insieme il merito delle scelte amministrative, il diritto alla protesta e la validità delle decisioni pubbliche.
Se oggi insegnanti, cittadini, comitati e associazioni chiedono ascolto, esponendosi in prima persona, la risposta non può essere quella di uno schieramento di polizia che agisce secondo schemi cari a chi è abituato a criminalizzare il dissenso, ma la disponibilità a un confronto, che vada oltre il processo partecipativo fin qui svolto.
La tutela del suolo e del patrimonio arboreo, l’attenzione ai servizi ecosistemici, così come un orientamento verso la rigenerazione urbana, sono princìpi ai quali va dato tutto lo spazio possibile e il tempo di un dialogo che consenta di chiarire se, e in quale misura, il progetto Mu.Ba. risponda alla qualità ambientale che i cittadini rivendicano.
I Verdi sostengono a Bologna, come su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, la necessità di orientare gli interventi di edilizia e rigenerazione urbana prioritariamente verso aree già compromesse o da riqualificare, evitando nuovo (ulteriore )consumo di suolo e tutelando parchi, aree alberate e spazi verdi, che rappresentano un patrimonio collettivo essenziale per la qualità della vita e la resilienza climatica.
1 commento
Pierpaolo lanzarini · 3 Marzo 2026 alle 7:25 am
Tutto abbastanza giusto, salvo che il “processo partecipativo” è stato finto. Come tutti i processi partecipativi avviati e gestiti dal Comune di Bologna, compresa l’assemblea cittadina per il clima (chiedere ai ragazzi di XR cosa ne pensano).