Torrente Alferello: Un habitat da salvare (FC)

Pubblicato da Bortolini il

Bologna, 23 marzo 2012

 

All’Assessore alle Attività produttive

Gian Carlo Muzzarelli

Caro Assessore,

come saprai, da più parti è stato sollevato il problema dell’impatto ambientale del progettato impianto idroelettrico sul torrente Alferello in Comune di Verghereto (FC), la cui Valutazione di Impatto Ambientale positiva con prescrizioni è stata approvata con delibera di Giunta regionale n. 390 del 30 marzo 2009.

Numerosi articoli di stampa si sono susseguiti nelle cronache locali, colleghi consiglieri regionali hanno presentato interrogazioni, lettere di associazioni ambientaliste sono arrivate alla DG Ambiente, perfino uno striscione con la scritta “Giù le mani dalla cascata dell’Alferello” è stato recentemente esposto nella curva dello stadio di Cesena dagli ultras durante la partita contro il Siena.

Non voglio elencarti nel dettaglio le motivazioni di queste prese di posizione : il valore paesaggistico e turistico della cascata, l’impatto sull’ecosistema del torrente, che preoccupa gli ambientalisti, e quello sulle popolazioni di trota Fario, che preoccupa i pescatori, il fatto che lungo l’Alferello siano già state concesse altre derivazioni di acqua ad uso idroelettrico (5 o 6 ?), ecc. ecc.

E’ notizia ieri che la Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato  (seconda tappa della procedura comunitaria d’infrazione) per non aver recepito in modo corretto e completo la direttiva quadro dell’Ue che costituisce la base per la gestione e protezione delle acque superficiali e sotterranee. La direttiva 2000/60/CE, infatti, obbliga gli Stati membri a creare e mantenere “piani di gestione di bacini idrografici”, contenenti precisi obiettivi, qualitativi e quantitativi, ecologici e chimici, da conseguire entro un lasso di tempo indicato e secondo modalità indicati nei piani.

Diverse sono poi le azioni legali già avviate che mettono in discussione la legittimità degli atti per violazioni di norme regionali : un ricorso al Tar, un esposto alla Procura della Repubblica, una riassunzione davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sono quelle di cui sono a conoscenza, ma forse ce ne sono anche altre.

I termini di validità della V.I.A. stanno per scadere e la società proponente, a quanto mi è dato sapere, ne avrebbe richiesto una proroga; tuttavia l’intricata situazione che ho cercato brevemente di descrivere richiederebbe, a mio avviso, una nuova procedura di valutazione dell’impatto ambientale che risponda a tutti i motivi di illegittimità sollevati.

Cordiali saluti

Gabriella Meo


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