Intervenire sulla caccia, o il danno sarà irreparabile

Pubblicato da Alessandro Ronchi il

Europa Verde prende le distanze in maniera perentoria da quanto dichiarato dagli esponenti della Lega che per accaparrarsi i voti del popolo dei cacciatori utilizzano la questione caccia a fini di propaganda politica”. Queste le parole di Maurizio Pascucci, candidato cesenate alle Regionali di Europa Verde, esperto di conservazione, censimenti nonché di “gestione” della fauna selvatica.

L’articolo 1 della Legge 157/92 afferma che: “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”, non può quindi essere considerata merce di scambio per ottenere più voti il prossimo 26 gennaio.

Al contrario di quanto sostengono i leghisti, la caccia non è tutela della biodiversità né conservazione dell’equilibrio faunistico– prosegue Pascucci – e se venissero messe in atto le loro proposte, si produrrebbe un danno irreparabile al patrimonio faunistico dell’Emilia Romagna”

È necessario intervenire sull’attuale normativa venatoria per porre fine all’assurda situazione che vede l’Italia accusata da parte della Commissione Europea, di avere carnieri (il numero di esemplari per specie che ogni singolo cacciatore può abbattere quotidianamente e nel corso dell’annata venatoria) molto più elevati del numero di animali censiti sul territorio, in particolare per quanto riguarda gli anatidi. Bisogna ripristinare i controlli, con l’ausilio di professionisti del settore”. 

Il candidato quindi conclude: “Le proposte politiche dei partiti leghisti non tengono conto dei delicati e complessi meccanismi che governano le risorse naturali e la vita animale, e sono dettate dal solo desiderio di soddisfare il loro bisogno di sparare agli animali”. 



Categorie: Caccia

3 commenti

Giada · 24 Gennaio 2020 alle 12:03 pm

Assolutamente d’accordo, tra l’altro cacciatori che violano costantemente la normativa sulle distanze,non avvisano i cittadini e tornano negli stessi posti con una frequenza sospetta quasi fossero allevamenti a cielo aperto e NON diminuiscono la fauna selvatica!

Corrado bertoloni · 24 Gennaio 2020 alle 3:14 pm

Non siate demagocici, la prima causa dell’estinzione di speci selvatiche è l’aumento demografico dell’uomo, la sottrazione di terreno silviopastorare arboricolo, e l’aumento di inquinamento atto a soddisfare le necessità umane, la caccia da studi fatti influisce se non regolamentata x 1% all’estinzione di fauna selvatica e non è il caso dell’Italia e dell’ Europa. Se volete assecondare una richiesta di voti dell’opinione pubblica poco informata se non plagiata da media e sigle animaliste fate pure ma rimane il fatto che non risolviate problemi od almeno quelli reali forse assolvete una vostra richiesta di voti facendo leva sulla poca conoscenza di chi reagisce x sentito dire…. Un saluto

Maria · 24 Gennaio 2020 alle 4:47 pm

La questione caccia è molto più complessa di quanto si pensi e di quanto scritto sopra. Da una parte ci sono le evidenze scientifiche che provano che la caccia non diminuisce il numero di esemplari ritenuti pericolosi e in eccesso, penso in particolare ai cinghiali, ma, al contrario, ne determina l’aumento. Da un’altra il giro di soldi legato alla caccia. Da un’altra ancora l’innegabile violazione di godimento n esclusivo della proprietà privata causato dal diritto di passaggio e stazionamento dei cacciatori, che porta all’assurdo per cui durante una battuta di caccia è il proprietario che deve tenersi lontano! Cosa che è stata rilevata anche dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. E poi ci sono i motivi etici. Insomma, tutte ragioni per NON VOTARE chiunque possa anche solo essere sospettato di appoggiare, oggi o in futuro, iniziative filo – venatorie da parte della nuova amministrazione regionale.

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