Caporalato. La Giunta dell’Emilia-Romagna promuova un Patto per il giusto compenso al lavoro agricolo coinvolgendo le forze economiche e sociali della filiera.

Pubblicato da Stefania Minghini il

(da www.silviazamboni.it)

Dopo la scoperta di nuovi casi di caporalato nelle campagne della Romagna, ho depositato oggi una risoluzione per impegnare la Giunta dell’Emilia-Romagna a promuovere un Patto per il giusto compenso al lavoro agricolo coinvolgendo le forze economiche e sociali della filiera.

La recente decisione del Governo di regolarizzare i braccianti immigrati potrà contribuire a contrastare il rischio dello sfruttamento e dell’intermediazione criminale di manodopera precaria, ma non è sufficiente per risolvere il problema alla radice. Per questo la risoluzione di Europa Verde pone in evidenza l’importanza di intervenire anche su un secondo piano, ossia garantire il giusto compenso ad imprenditori agricoli e braccianti lungo tutta la catena del valore, per sottrarre gli stagionali al lavoro nero e al caporalato, entrambi funzionali a ridurre i costi della manodopera in una situazione in cui il datore di lavoro agricolo sia a sua volta sotto-remunerato, dagli acquirenti, rispetto ai suoi costi di produzione.

Anche la direttiva 633/2019 del Parlamento europeo, citata nella risoluzione, sottolinea che “Nella filiera agricola e alimentare sono comuni squilibri considerevoli nel potere contrattuale tra fornitori e acquirenti di prodotti agricoli e alimentari. È probabile che tali squilibri di potere contrattuale comportino pratiche commerciali sleali nel momento in cui partner commerciali più grandi e potenti cerchino di imporre determinate pratiche o accordi contrattuali a proprio vantaggio relativamente a una operazione di vendita”.

In questo contesto, non aiuta il fatto che, dopo l’approvazione da parte della Camera dei Deputati, sia ancora ferma al Senato la proposta di legge che vieta le aste al doppio ribasso nell’acquisto di prodotti alimentari dai produttori all’origine.

Tra le azioni da intraprendere, il Programma di mandato 2020-2025 della Giunta Bonaccini ha giustamente incluso ‘Contrasto al caporalato e valorizzazione della rete di lavoro di qualità’. Con la risoluzione che ho depositato oggi, Europa Verde Emilia-Romagna esorta la Giunta a impegnarsi su più livelli al fine di concertare, nell’ambito della Consulta agricola regionale che si è già occupata del tema, una soluzione strutturale che porti a ristabilire il giusto equilibrio tra tutti gli attori della filiera agroalimentare e ad assicurare il giusto compenso per i lavoratori e per gli imprenditori del settore agricolo. In questo modo si potrà rendere il lavoro agricolo socialmente sostenibile e premiare i produttori onesti.

A tal fine la risoluzione impegna la Giunta regionale a promuovere:

  • la costituzione delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità quali strumenti di prevenzione delle pratiche di caporalato;
  • a coinvolgere nella Consulta agricola anche l’Ispettorato del Lavoro e le organizzazioni che rappresentano il mondo agricolo biologico;
  • a rafforzare i meccanismi premiali da riconoscere alle imprese agricole aderenti a tale Rete e da inserire nei futuri bandi del Programma di Sviluppo Rurale per la concessione di contributi regionali;
  • a favorire la sperimentazione di modalità efficienti di incontro tra domanda ed offerta di lavoro nel settore agricolo tramite i nuovi Centri per l’impiego; infine, a valutare l’opportunità di istituire un marchio di certificazione per i prodotti ‘liberi dal caporalato’.

Per leggere la risoluzione: https://www.silviazamboni.it/wp-content/uploads/2020/06/Risoluzione-contro-caporalato_Europa-Verde.docx


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