STOP VENDITA ARMAMENTI A PAESI IN GUERRA O CHE VIOLANO I DIRITTI UMANI COME L’EGITTO

Pubblicato da Stefania Minghini il

(da silviazamboni.it)

Nel 2019 il Governo italiano ha autorizzato l’esportazione di materiale bellico per un valore di 5,17 miliardi di euro. Il 62,7% delle autorizzazioni ha avuto come destinazione Paesi fuori dall’Unione europea e dalla Nato, non giustificabili quindi come forniture a supporto della nostra sicurezza e della difesa comune, bensì indirizzate in gran parte a regimi autoritari che alimentano conflitti contribuendo all’instabilità di intere regioni.

Stando alla Relazione governativa annuale sull’export di armamenti presentata al Parlamento, risulta che l’Egitto è il principale acquirente dell’industria bellica italiana con 871,7 milioni di euro di commesse (nel 2018 erano 69 milioni). Segue il Turkmenistan, guidato da un regime autoritario accusato di costanti violazioni dei diritti umani, destinatario di licenze per un valore di 446,1 milioni di euro.

 Nonostante dal luglio 2019 sia attiva la sospensione delle vendite di bombe d’aereo e missili verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti – decisione assunta dal Governo dopo una mozione votata dalla Camera dei Deputati – lo scorso anno sono state rilasciate nuove autorizzazioni di vendita di armamenti verso i due paesi pari a quasi 200 milioni di euro.Il Kuwait e il Bahrain, componenti la coalizione a guida saudita attiva militarmente in Yemen, hanno ricevuto, rispettivamente, armamenti per circa 82 milioni e 12,5 milioni.Resta intanto ancora aperta la vendita di due navi militari italiane all’Egitto.

Con una risoluzione depositata oggi chiedo quindi alla Giunta regionale di intervenire presso il Governo italiano affinché sospenda immediatamente l’autorizzazione all’esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato, o la cui politica contrasti con i principi dell’articolo 11 della nostra Costituzione, o nei confronti dei quali sia stato dichiarato l’embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte delle Nazioni Unite o dell’Unione europea, o i cui governi siano responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani.

Questa richiesta tiene conto anche del fatto che la pandemia da coronavirus ha aggravato la situazione nelle aree del mondo già devastate da guerre e violenze, dove ospedali e strutture sanitarie vengono spesso bombardati rendendo ancora più difficili le condizioni di assistenza sanitaria.

Nel caso dell’Egitto, come dichiarato dalle Organizzazioni non Governative Rete Italiana per il Disarmo e Rete della Pace, è grave ed offensivo che sia stata autorizzata la vendita di un così ampio arsenale di sistemi militari a fronte sia delle pesanti violazioni dei diritti umani da parte del governo del Presidente Al Sisi, sia della tragica uccisione di Giulio Regeni sulla quale il governo egiziano non collabora a far luce, sia, infine, della vicenda dello studente Patrick Zaki, la cui detenzione preventiva, senza processo, in corso da inizio febbraio, il 13 luglio u.s. è stata prolungata di altri 45 giorni.

Per questo Europa Verde chiede alla Giunta regionale di sollecitare il Governo a proseguire, come richiesto anche da Amnesty International, le azioni di sensibilizzazione presso le Autorità egiziane per il rilascio immediato di Zaki e il suo rientro all’Università di Bologna.

#reteitalianaperildisarmo#retedellapace#amnestyinternational


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