Europa Verde si unisce alla comunità  Laudato sì nel ricordo, con le parole di Massimo Brundisini del prof. Giuliano Gresleri.

Pubblicato da Duilio Cangiari il

Cari amici della Comunità  Laudato si’ di Bologna,
è con un profondo senso di tristezza che mi trovo a comunicare la scomparsa di un caro amico che era anche un grande amico della Comunità  Laudato si’ di Bologna di cui era stato uno degli iniziatori, il Professor Giuliano Gresleri: di lui ricordiamo la grande professionalità  e umanità .
Lascia un grande vuoto, ma che possiamo però riempire con le tante testimonianze del suo impegno civile e culturale: tra queste, ne ricordiamo una a lui molto cara, la recente mostra dei suoi quadri e disegni alla Fondazione Lercaro   https://www.fondazionelercaro.it/giuliano-gresleri-disegno-e-pittura/ . Vogliamo anche ricordare la passione e l’entusiasmo con cui aveva accettato di collaborare col Comitato Scientifico di Europa Verde E.R.

Ecco poi un ultimo saluto da parte del comune amico Nicodemo Mele che ripercorre la brillantissima vicenda professionale ed umana di Giuliano, condotta sempre a livelli altissimi.

GIULIANO GRESLERI E LE FINESTRELLE SUL MONDO DELL’ARCHITETTURA

di Nicodemo Mele

Una finestrella sul vasto mondo dell’Architettura. Una finestrella che mostrava solo una guglia di una chiesa, o una parte della pianta di un edificio, o un filare di alberi su un viale trionfale ma che, se ti affacciavi solo un po’, ti faceva scoprire un mondo straordinario di aneddoti, particolari architettonici, storielle anche incredibili attorno a monumenti, città , palazzi e, soprattutto, uomini e donne che in un qualche modo avevano avuto a che fare con l’Architettura, quella con la “A” maiuscola. Erano le finestrelle di Giuliano Gresleri che, a 82 anni, ci ha lasciato il 19 dicembre 2020. Professore di Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica all’Università  di Bologna, componente del Consiglio di Presidenza della Fondazione Le Corbusier di Parigi, esperto di architettura moderna e contemporanea che con i suoi studi aveva fatto conoscere in Italia le opere di Le Corbusier, fine scrittore e recensore su riviste specializzate come Casabella, Modo e Parametro, organizzatore di mostre memorabili, Giuliano Gresleri con quelle finestrelle aveva aperto la mia mente a vicende, progetti e personaggi dell’architettura italiana e mondiale fino ad allora per me inimmaginabili.

Giuliano Gresleri lo avevo conosciuto tra la fine del 1989 e l’inizio del 1990. Da cronista del Resto del Carlino nel 1988 ero stato ingaggiato per la cura editoriale di “Notiziario”,  la rivista mensile dell’Ordine degli Architetti dell’Emilia Romagna che allora, oltre Bologna, comprendeva anche gli Ordini degli Architetti di Forlì e Ferrara. Mi aveva voluto Stefano Pompei (1934-2005), architetto e urbanista romano trapiantato a Bologna al seguito di Giuseppe Campos Venuti (1926-2019), grande urbanista e anche assessore del Comune di Bologna nella giunta del sindaco Dozza. In quel periodo Pompei era alle prese con la stesura del Piano regolatore generale di Casalecchio di Reno. Un piano innovativo che (sempre sulle idee di Campos Venuti e dell’urbanistica di allora) puntava sulla perequazione, sull’assegnazione equanime dello stesso valore a tutte le aree urbane di una città . Con la creazione nel corso del 1989 (anno di grandi sconvolgimenti mondiali, come la caduta del Muro di Berlino e di numerosi regimi comunisti) della Federazione degli Ordini degli Architetti dell’Emilia Romagna che riuniva tutti gli ordini provinciali, si decise di sostituire la rivista “Notiziario” con un’altra testata dal titolo “AER (Architetti Emilia Romagna)”, che veniva distribuita gratis a tutti gli architetti della Regione. Sulla copertina completamente bianca e corredata solo dalla testata, dal numero e dal mese in cui usciva, compariva la “finestrella di Giuliano Gresleri”. L’unica immagine a colori di tutta la rivista, a parte la pubblicità  nell’ultima pagina. Quella finestrella era una chiara immagine civetta che stimolava il lettore ad aprire la rivista e ad andare a leggere il primo articolo in pagina sotto la rubrica “L’Architetto Illustrato”. Era la rubrica che ci donava ogni mese Giuliano Gresleri. Venti, trenta righe succose di storielle, particolari, aneddoti, descrizioni di questo o quel disegno, della vita di questo o quel personaggio che erano sempre al centro del suo racconto. Per parlarti della chiesa di Riola a Vergato Giuliano Gresleri partiva dal cappello che il progettista Alvar Aalto si tolse dalla testa, scendendo dalla mercedes, quando il 10 giugno 1966 arrivò a Riola per salutare l’immensa folla radunata attorno al terreno dove sarebbe sorta la sua opera architettonica studiata su tutti i manuali. Oppure Gresleri ti svelava la scoperta in un ufficio tecnico comunale del progetto del 1900 di Giovannoni per la sistemazione urbanistica a tridente rinascimentale della zona dell’Arco di Augusto a Rimini. Oppure, ancora, Gresleri ti affascinava con la passione per cravatte e papillon di Giuseppe Mengoni (1829-1877), il grande architetto di Fontanelice progettista della Galleria Vittorio Emanuele di Milano e della sede della Cassa di Risparmio in via Farini a Bologna.

Ora, questa delle finestrelle è solo una piccola, piccolissima fetta della vita accademica e professionale che ho conosciuto di Giuliano Gresleri e che io scoprivo ogni volta che preparavo un numero e con cui mi intrattenevo in discussioni in università , nella sede dell’Ordine degli Architetti di Bologna ospitata nella residenza dei Talon in strada Maggiore o, più spesso, nella sua casa-studio di viale Oriani. Ho conosciuto anche il Giuliano Gresleri della raccolta degli archivi degli architetti che (sempre tramite il suo Ordine professionale) riuscì a far decollare nell’ex chiesa di San Mattia in via Sant’Isaia a Bologna. Memorabile il salvataggio dell’archivio di Attilio Muggia. Disegni e tavole splendidi, accatastati in un container di una nota ditta di spedizioni, stavano per finire al macero con la demolizione degli impianti industriali dell’ex Vecchia Romagna sui viali di Bologna, tra Porta Mascarella e il ponte di via Stalingrado. Altro recupero straordinario fu quello degli archivi di Luigi Saccenti e, soprattutto, di Enrico De Angeli, altro genio tutto bolognese. L’attenzione di Gresleri all’architettura moderna lo portò nel 1993 all’allestimento di una poderosa mostra sull’Architettura italiana d’Oltremare, ossia alle splendide opere (edifici, palazzi, ponti, pianificazioni urbanistiche) progettate dagli architetti italiani nelle colonie africane (Libia, Somalia, Eritrea ed Etiopia) nella prima metà  del ’900. Quella mostra e le opere esposte sono fissati in ricco catalogo. A Bologna, nel 1977 Gresleri si fece promotore della riproduzione davanti all’ingresso della Fiera dell’Esprit Nouveau, il padiglione progettato nel 1922 da Le Corbusier per l’Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes (Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne) a Parigi nel 1925, un modello di equilibrio tra alta densità  urbana e qualità  delle abitazioni. Oltre che con Alvar Aalto nella costruzione di modelli per la chiesa di Riola, Giuliano Gresleri nella sua lunga carriera ha lavorato anche con altri grandi architetti come Kenzo Tange (sue le torri della Regione nel quartiere fieristico), Giovanni Klaus Koenig, Ludovico Quaroni, Giuseppe Vaccaro, Figini e Pollini. Co-fondatore della rivista “Parametro”, vi lavora dal 1974 al 1984. Docente di Storia dell’Architettura dal 1976 al 1999, ha insegnato all’Università  di di Bologna, Lexington e Syracuse, nello stato di New York (Stati Uniti). Per l’importante contributo fornito da Giuliano Gresleri al progresso civile e culturale dell’intera città , il 7 novembre 2017 il sindaco di Bologna Virginio Merola gli ha conferito la Turrita d’oro.

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