Rio+20 : E’ il vertice delle multinazionali?

Pubblicato da segreteria il

Le perplessità  sulla Conferenza delle Nazioni Unite Rio+20 (oggi all’ultima giornata) si sono trasformate in realtà .

Il sogno della prima Conferenza, svoltasi sempre nella città  brasiliana, si è ormai trasformato in un incubo, in cui a rimanere intrappolati sono i cittadini di tutto il mondo (aggiungendo la flora e la fauna della Terra) a vantaggio delle solite lobby che non vogliono fare la propria parte per garantire un futuro all’umanità . 

Financo il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, che ha aperto i lavori del vertice sullo sviluppo sostenibile, ha chiaramente parlato detto di aspettarsi un documento più ambizioso dai grandi del Pianeta. 

Le associazioni ambientaliste si sono rivoltate a quella che, più che una decisione di veloce cambiamento di rotta, sembra quasi essere una sentenza per le future generazioni. Alcuni manifestanti hanno protestato, assieme a degli inios brasiliani, davanti alla sede del vertice.

“Il vertice di Rio+20 è pesantemente condizionato dalla presenza delle multinazionale ed è evidente a tutti che qui a Rio è più importante concludere affari sulle spalle delle risorse naturali e dei popoli che affrontare seriamente ed in modo concreto la lotta ai cambiamenti climatici che incombono sul futuro dell’umanità “. Lo dichiara il Presidente dei Verdi da Rio dove sta seguendo i lavori della Conferenza dell’Onu.

“L’invadente presenza delle multinazionali del petrolio come Eni o della vendita di armi come Finmeccanicca oppure di H-Stern che commercia in diamanti dimostrano come a Rio la lotta ai cambiamenti climatici sia passata assolutamente in secondo piano – prosegue il leader ecologista -.

E’ ormai evidente come i grandi del Mondo non abbiano alcuna intenzione di arrestare l’autodistruzione del pianeta affrontando la questione climatica. Assistiamo ad una liturgia che si ripete dagli ultimi vertici dell’Onu e che non produrrà  alcun risultato sostanziale”.

Dopo le tante speranze di Rio 92, i dubbi delle successive conferenze e relativi documenti e le critiche di Durban, ora c’è la delusione e la rabbia per una grande occasione mancata, a venti anni dal primo incontro.

“Il commento per gli ultimi vertici dell’Onu è stato: ‘bicchiere mezzo pieno’ e ‘aspettative per il futuro’. Guardando a quello che sta accadendo qui a Rio ed alla mancanza assoluta di impegni e accordi vincolanti per affrontare il disastro climatico non possiamo che essere pessimisti – conclude Bonelli -. Ancora più pessimisti visto l’attivismo delle multinazionali che hanno preso il pallino delle operazioni e condizionano pesantemente lo svolgimento del summit”.

da www.verdi.it

 


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