Il 2020 sarà un anno green

Pubblicato da Alessandro Ronchi il

Il 2020 sarà un anno Green?

Vorrei proporre una breve riflessione di inizio anno.

Innanzi tutto, un doveroso ringraziamento al Presidente Mattarella per avere evidenziato, nel suo discorso di fine anno, come il tema del cambiamento climatico sia centrale in una prospettiva strategica per il Paese, in un quadro europeista e globale.

Lo stesso ringraziamento a Papa Francesco di cui apprezziamo sia il messaggio che l’impegno quotidiano per tenere alta l’attenzione al tema della salvaguardia del creato. 

Scriveva Giorgio Ruffolo nel 1987 nella prefazione al rapporto Bruntland che “Se ambiente e sviluppo  sono  fenomeno  globale unico , occorre colmare il COMMUNICATION GAP che sinora ha tenuto separati i due elementi; d’ ora in poi occorre considerare, accanto all’ impatto dello sviluppo sull’ ambiente ,anche l’ incidenza dell’ ambiente sullo sviluppo omissis misure  preventive e strategie anticipatrici per la salvaguardia dell’ ambiente e dello sviluppo insieme, a costi minori ; impostare politiche intersettoriali e “ trasversali “ che siano filo conduttore e motivo ispiratore di tutta l’ azione dei governi.—Se ambiente e sviluppo sono sistema, occorre un approccio sistematico omissis Le  indicazioni di  questo Rapporto rimangono  preziose. Riusciranno a imporsi? Non so se, e non so in qual misura”

Sono passati 33 anni da allora, passi in avanti ne sono certamente stati fatti ma senza riuscire, ai diversi livelli, ad imporre l’approccio sistemico di cui avremmo bisogno.

Due elementi su tutti; il sostanziale ripiegamento del Governo sul tanto sbandierato Green New Deal nostrano, rilanciato viceversa in modo deciso dalla Presidente Ursula von der Leyen; e il fallimento della Cop 25 di Madrid.

Resta forte il sentimento di incertezza sul futuro.

Una incertezza che nel 2020 dovrà essere risolta a partire da una decisa assunzione di responsabilità, a tutti i livelli.

Deve essere chiaro che il tempo dell’attesa è finito, non ce lo possiamo più permettere.

Non possiamo permettercelo in Emilia-Romagna regione ad alto tasso di sviluppo e ricchezza, ma neppure nelle città e nei territori dove vanno programmati e realizzati interventi di riduzione delle emissioni in linea con gli obiettivi europei.

Occorre realizzare una sequenza coerente, efficace e continuamente verificabile di progetti e interventi, che coinvolgano tutti i portatori di diritti, tra cui gli interessi privati, come anche gli istituti di credito, pubblici e privati, producendo ora, nel 2020, un consistente aumento di incremento della domanda di intervento con benefici per l’economia, il lavoro e la riduzione delle emissioni tanto più urgenti e necessarie in una regione come la nostra.

Duilio Cangiari co portavoce di Europa Verde Reggio Emilia


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