TORRENTE ENZA Le preoccupanti proposte della Bonifica Emilia Centrale

Pubblicato da Duilio Cangiar il

Nei giorni scorsi è stato presentato, da parte del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale il progetto di rifunzionalizzazione della Traversa di Cerezzola, sul torrente Enza.

Soffermiamoci, per il momento, su questo progetto, illustrato nel documento tecnico- programmatico in cui si evidenzia il contesto generale e si inquadra l’opera, che fa riferimento anche a documenti circolati nei mesi scorsi, frutto del lavoro del Tavolo tecnico”Enza” e della convenzione tra la Regione Emila Romagna e L’Autorità di Bacino Po: approfondimenti volti ad individuare soluzioni per la riduzione del paventato deficit idrico in Val d’Enza.

Nel documento tecnico della Bonifica si legge tra le altre cose, che “l’analisi condotta non ha l’obiettivo di trovare soluzioni alternative a uno o più grandi invasi, come ci si aspetterebbe, ma di porsi in sinergia (cioè in aggiunta) ad essi”!!!

In particolare, l’intervento sulla traversa di Cerezzola consisterebbe in una opera di ristrutturazione e rifunzionalizzazione del Nodo Idraulico con la realizzazione di un sistema di paratie mobili in grado di trattenere, all’occorrenza, il flusso idrico, come un piccolo Mose per intenderci: un sistema già sperimentato e collaudato in altre situazioni, a partire dagli anni Settanta.

Questo progetto costerebbe circa 12 Mln di € e servirebbe a garantire, appunto, anche una significativa riserva idrica nei periodi di magra del fiume.

Quello che colpisce non è tanto questo progetto, ma il contenuto del resto del documento che prospetta, oltre alla costruzione della traversa mobile di Cerezzola e del grande  bacino di stoccaggio delle acque del fiume, anche la realizzazione di altri 4 sbarramenti nel tratto del fiume tra Cerezzola e Vetto, con la realizzazione di uno o più invasi di grosse dimensioni che, a leggere bene il documento, poco hanno a che fare con l’agricoltura, quanto piuttosto con la produzione di energia elettrica.

Tutto questo in aperto contrasto con la rinnovata strategia Europea che conferma la politica di tutela dei corsi d’acqua, imponendo il minimo impatto ambientale per le eventuali opere che dovessero interessare le aste fluviali.

Una visione innovativa, quella europea, lontana anni luce da quella nostrana, e che qui, si scontra con logiche ormai superate, purtroppo ancora presenti in larga parte della classe dirigente di questo paese.

Ora è del tutto evidente, anche ai non addetti ai lavori, che il documento della Bonifica tratta di ipotesi al di fuori di ogni realtà, oltre che assolutamente devastanti per l’Enza.

Ancora una volta, facendo leva sui bisogni idrici reclamati da una parte del mondo agricolo, si cerca la realizzazione di una pluralità di opere, falsamente considerate minori per l’impatto che potrebbero avere sull’ecosistema fiume, mai escludendo, comunque, la possibilità di realizzare il grande ecomostro, cioè l’opera regina, il grande sbarramento dall’imponente invaso.

Quello che ci chiediamo è se, a fronte della situazione drammatica dei conti pubblici che si prospetta per i prossimi anni, davvero si pensa sia utile sperperare oltre mezzo miliardo in traverse e dighe varie sul fiume più bello e importante della regione?

E’ tempo che si faccia  una operazione verità, parlando chiaro agli agricoltori, quelli che ogni giorno sudano coltivando in prima persona e non coloro la terra la fanno coltivare in conto terzi, con largo uso della chimica nelle loro monocolture; occorre dire ai veri agricoltori, senza illuderli ulteriormente con ipotesi prive di fondamento economico, che è giunta l’ora di concentraci, tutti, sulle cose da fare, adesso e subito, per rispondere alle domande reali del mondo agricolo.

Duilio Cangiari Europa Verde Reggio Emilia


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