Aeroporti, Burani e Larghetti (AVS): “sviluppo sì, ma solo dentro una strategia davvero sostenibile e integrata”

Pubblicato da Enrico Ottolini il

In occasione dell’approvazione della legge regionale sul sistema aeroportuale, Alleanza Verdi e Sinistra Coalizioni Civiche e Possibile ha presentato un ordine del giorno che rafforza in modo significativo il profilo ambientale e strategico del provvedimento dopo essere intervenuti con emendamenti in commissione già assorbiti dal testo votato oggi in aula.

L’OdG richiama i dati sul trasporto aereo, che è il sistema più inquinante sia per i passeggeri che per le merci, per cui un suo aumento complessivo a livello regionale non sarebbe compatibile con gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dal programma di mandato della Giunta regionale.

L’ordine del giorno, condiviso con il gruppo del M5s e firmato da tutto il gruppo, impegna la Giunta a costruire un sistema aeroportuale regionale realmente integrato, capace di superare squilibri e frammentazioni, valorizzando in modo coordinato tutti gli scali e garantendo una gestione equilibrata dei flussi. Al centro, una visione che lega lo sviluppo degli aeroporti al potenziamento dell’accessibilità ferroviaria e del trasporto pubblico, evitando interventi isolati e non sostenibili.

“Un punto qualificante riguarda il rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio – ha dichiarato Paolo Burani, presidente della Commissione Ambiente della Regione Emilia-Romagna – chiediamo indicatori chiari e verificabili su riduzione delle emissioni, rafforzando gli strumenti per lo spostamento modale delle merci dalla gomma al ferro e l’impegno sull’accessibilità ferroviaria degli scali. La transizione ecologica deve essere misurata, non solo dichiarata.”

Abbiamo chiesto e ottenuto in commissione un incremento di risorse per il trasporto ferroviario delle merci, portando 300.000 euro in più su questo capitolo sul 2026, che si aggiungono al milione e 800.000 euro messi a disposizione dal Mase e ai 200.000 Euro già stanziati in prima battuta dalla Giunta. L’obiettivo è chiaro: orientare davvero le imprese verso la logistica ferroviaria e non limitarsi a interventi simbolici.

Con un emendamento in commissione abbiamo chiesto ed ottenuto di estendere la clausola valutativa della legge anche all’articolo 3, cioè agli interventi sugli scali minori. Questo perché è fondamentale verificare che non stiamo semplicemente erogando risorse a fondo perduto, ma che queste producano risultati concreti. Tra due anni dovremo dirci con chiarezza se questo sistema ha funzionato: se il riequilibrio dei flussi si è realizzato, se le emissioni sono complessivamente diminuite, se gli investimenti hanno generato un miglioramento reale del sistema regionale.

“Un passaggio essenziale per la qualità di vita delle e dei bolognesi – ha affermato la capogruppo di AVS Simona Larghetti – è la diminuzione della pressione per la crescita dello scalo bolognese, frutto della rimodulazione degli scali. L’impatto aeroportuale dello scalo bolognese, anche in termini di rumore, è un tema che la città di Bologna ha la necessità di affrontare e che andrà riportato in sede di prossimo masterplan.”

Si indica con forza e senza ambiguità la priorità strategica degli investimenti su ferro e sulla logistica sostenibile, quale leva fondamentale per la competitività del sistema economico e per la transizione ecologica del Paese. In questa prospettiva, è necessario un utilizzo pienamente integrato ed efficiente delle risorse europee e nazionali. Parallelamente, si richiama l’urgenza di rafforzare in modo strutturale le connessioni tra rete ferroviaria, porti, interporti e terminal merci, al fine di costruire una filiera logistica moderna, intermodale e resiliente, capace di ridurre i costi, migliorare i tempi di trasporto e abbattere in maniera significativa le emissioni.

Per Burani “lo sviluppo infrastrutturale non può prescindere dalla giustizia climatica: questo ordine del giorno rappresenta un passo necessario per orientare la legge in questa direzione.”


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