La pianificazione scelga la strada della tutela del territorio
A pochi giorni dalla chiusura delle osservazioni per l’estensione del Piano di Assetto Idrogeologico del Po ai bacini della Romagna, Europa Verde auspica che la prosecuzione dell’iter di approvazione del Piano indirizzi in modo deciso la gestione del territorio verso una effettiva difesa del suolo, una riqualificazione degli ambiti fluviali ed una restituzione dei loro spazi ai fiumi.
Non mancano gli esempi concreti e tra questi in particolare va ricordato il grande progetto di rinaturazione del Po, in fase di completamento e con interventi già realizzati e sottoposti a monitoraggio, come quello della Lanca di Gussola. Il tema che Europa Verde intende rilanciare con forza, è semplice e radicale: di chi è il fiume Po? La nostra risposta è netta: il Po appartiene alle comunità che lo vivono e, soprattutto, alle generazioni future, che erediteranno gli effetti delle decisioni prese oggi. Per questo la sua tutela non può essere episodica, ma deve poggiare su una visione ampia, condivisa e lungimirante.
Fin dalla sua istituzione con la L. 183/94, la pianificazione di bacino rappresenta per Europa Verde lo strumento essenziale per governare il territorio in modo efficace. Non è solo un atto tecnico, ma una scelta politica e culturale: dotarsi di una visione capace di guidare i processi, prevenire e perequare i rischi idrogeologici, valorizzare gli ecosistemi e costruire resilienza. Una pianificazione che integri ambiente, economia, sicurezza idraulica e qualità della vita.
Europa Verde Parma ribadisce un principio per noi imprescindibile: lavorare con il fiume e non contro il fiume. Significa riconoscerne la dinamica naturale, restituirgli spazio, ridurre le pressioni antropiche e adottare soluzioni che imitino i processi ecologici invece di contrastarli.
In questa prospettiva, l’investimento del PNRR per la rinaturazione del Po rappresenta un’occasione unica: un vero e proprio laboratorio nazionale di interventi basati sulla natura, un modello replicabile per affrontare la crisi climatica, la perdita di biodiversità e il degrado del suolo. Un’opportunità che non va sprecata, ma accompagnata da trasparenza, partecipazione e monitoraggio continuo.
Europa Verde continuerà a sostenere ogni percorso che metta al centro la tutela del Po come bene comune, la giustizia climatica e il diritto delle generazioni future a un ambiente sano.
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