La Regione senza Nucleare

(da “Terra”  quotidiano ecologista del 18 novembre 2010)

Nell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa la Regione Emilia-Romagna ha ribadito il proprio “no” all’installazione e all’attivazione di centrali nucleari sul proprio territorio, approvando una risoluzione con i voti favorevoli del Gruppo SEL-Verdi, di PD, IdV, Federazione della Sinistra, Movimento 5 Stelle, contrari PdL e Lega Nord.

Nel corso della stessa seduta, l’Assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda ha risposto ad una mia interrogazione in aula sulla dismissione della centrale nucleare di Caorso in relazione alle diverse e discordanti ipotesi di individuazione dei siti per impianti nucleari che in queste settimane sono state avanzate da esponenti dei partiti di Governo. (altro…)

E’ iniziata a Bologna la grande partita della “valorizzazione” delle aree ex militari

Ridurre il consumo di suolo non significa solo tutelare le aree rurali, significa anche utilizzare meglio le aree già urbanizzate per soddisfare in queste le nuove esigenze di usi urbani. È sul tappeto, in molti comuni e non solo a Bologna, una questione che può essere un rivelatore efficace della volontà di consumare meno suolo: le dismissioni delle caserme, attribuite dall’amministrazione militare al demanio, e da questo in corso di trasferimento ai Comuni. Si tratta di oltre duecento caserme e complessi ex militari, che i comuni sono invitati a dare in concessione per 50 anni. Commentando l’avvenimento e dandogli il via, nel 2007, Romano Prodi disse che “nella città si inseriscono scenari diversi, talmente grandi da farle cambiare aspetto”. Il Direttore dell’Agenzia del Demanio affermò che “si apre un percorso nazionale che vedrà la collaborazione tra pubblico e privato, che sarà chiamato ad investire per valorizzare aree cittadine che tornano così alla collettività”.

Che cosa possono fare i Comuni? Possono pensare di guadagnare qualche soldo svendendo ingenti beni comuni, trattando col miglior offerente e promettendo, in cambio di molti euro, destinazioni d’uso lucrose per i nuovi possessori; i fabbisogni sociali insoddisfatti diventeranno allora l’occasione per occupare nuove porzioni di terreno extraurbano. Oppure possono invece utilizzare le caserme per soddisfare le necessità di attrezzature pubbliche e d’uso pubblico, di verde urbano, di edilizia sociale, evitando così di urbanizzare nuove aree rurali; cercheranno allora, prima della trattativa con gli immobiliaristi, il consenso dei cittadini su progetti urbanistici basati su un rigoroso calcolo dei fabbisogni insoddisfatti.

Nella realtà accade che …. (altro…)

Energia, autonomia, democrazia

Il tema dell’energia è profondamente legato alla vita delle persone e, con le nuove possibilità offerte dalla tecnologia, interroga e sfida il modello di sviluppo delle comunità di ciascun territorio. Per questo motivo si intreccia naturalmente con percorsi quali quello dei Gruppi d’Acquisto Solidali (GAS) e dei Distretti di Economia Solidale (DES).

Vi sono oggi nuove prospettive di mutualità, cooperazione, solidarietà e decentramento nell’ambito della produzione, condivisione e distribuzione dell’energia, che sono state ben colte in alcune esperienze d’oltralpe (es. Schonau, D) e nel Contratto Mondiale per l’Energia (2006).

Si tratta di un tema impegnativo, anche perché impone di confrontarsi con il mercato dell’energia cogliendo le nuove opportunità della recente legislazione (a partire dal Decreto Bersani, 1999) riguardo alla liberalizzazione, alle possibilità di controllo democratico della filiera, al cooperativismo energetico di auto produzione e auto consumo, all’incentivazione delle fonti rinnovabili, ed in generale riguardo alle potenzialità che le nuove tecnologie potranno dare ai piccoli utenti per diventare soggetti attivi nella gestione del sistema elettrico, come già succede nelle reti informatiche.

Per esempio, la liberalizzazione del mercato dell’energia (dal luglio 2007), consente la costruzione di uno scenario quanto mai interessante, in cui il cittadino ha la possibilità di scegliere il proprio fornitore, e di sceglierlo non solo in base a calcoli esclusivamente economici, ma facendo riferimento a valori etici, solidali ed ecologici. Finalmente possiamo essere utenti attivi nella scelta delle sorgenti di approvvigionamento: è possibile cioè decidere la provenienza dell’energia elettrica in modo da appoggiare, per esempio, le produzioni da fonti rinnovabili. Inoltre è ora possibile, anche per singolo cittadino, produrre energia elettrica da pannelli fotovoltaici o da altre fonti rinnovabili ed utilizzare la rete pubblica come contenitore compensativo e distributivo: vendo quella che produco e compro quella di cui ho bisogno. E’ possibile quindi gettare uno sguardo verso un futuro di liberazione dalla dipendenza energetica (fino ad oggi prodotta in modo centralizzato con risorse fossili, non rinnovabili), rispettando al contempo i valori etici. (altro…)

Incontri a Lugo sui cambiamenti climatici, nucleare e fonti alternative

Tre’ venerdi’ organizzati dai Verdi di Lugo all’insegna dei cambiamenti climatici, del nucleare e delle fonti alternative. Venerdi’ 5 dicembre – ore 20.30 CAMBIAMENTI CLIMATICI: UN’EMERGENZA CHE NON POSSIAMO PIU’ NEGARE Relatore: ing VITTORIO MARLETTO Responsabile Arpa Emilia-Romagna dell’area ricerca e sviluppo modellistica agrometeorologica e telerilevamento Venerdi’ 12 dicembre – Leggi tutto…