L’ecologismo e gli ideali della Rivoluzione francese

Intervengo nel dibattito innescato dalla lucida analisi di Marco Boato sui Verdi italiani ed europei. In un mio piccolo saggio (L’albero che cade e la foresta che cresce) pubblicato sul numero di gennaio scorso della rivista “Lo straniero” e disponibile anche sul sito www.gliecologisti.wordpress.com, ho dato la mia lettura dell’importante percorso politico dei Verdi italiani in questi trenta anni. Concordo con Boato quando definisce una scelta suicida quella dei Verdi, dal 2001 in poi, di autorecludersi nella riserva indiana della cosiddetta sinistra radicale, subendo l’egemonia del bertinottismo. I Verdi dovevano stare dentro alla galassia no global ma proponendo la propria cultura ecologista. Una cultura radicalmente critica dell’esistente, ma capace di proporre soluzioni universali ai problemi del nostro tempo. Non attardarsi in un movimentismo succube di teorizzazioni antagoniste, la solita pappa se pur presentata con nuove parole dai soliti teorici degli anni settanta come Negri.

Invece la pratica dei Verdi era spesso il governo, non sempre con brillanti risultati, e l’ideologia da sinistra radicale serviva solo da bandiera. Gli elettori hanno punito la sinistra arcobaleno che si candidava ad una opposizione garantita,lasciando all’illusione maggioritaria di Veltroni la fatica del governo. Oggi Vendola ha capito la lezione e, da presidente della regione Puglia, si propone addirittura come leader di un centrosinistra di governo. Ma non basta certo aver frettolosamente aggiunto la parola ecologia tra sinistra e libertà per poter rappresentare in modo credibile quella cultura politica verde che in Europa ed in tutto il mondo si sta affermando come proposta politica per uscire dalla crisi attuale. Una crisi economica, sociale ma soprattutto ecologica. La capacità del pianeta di sopportare il sistema industriale è ormai al limite. (altro…)

Etica della Responsabilità

“amare la natura per salvare noi stessi” dalla cultura dei diritti all’etica della responsabilità, di Paolo Galletti.

“investi nel millennio,pianta una quercia”
(Wendell Berry)
“ La terra ci è data in prestito dai nostri figli”
(primo incontro dei verdi italiani a Pescara 1986 )

La dichiarazione dei diritti umani del 1948 resta un punto di riferimento ancora largamente inattuato nel mondo.

Ma oggi la crisi mondiale della società tecnologica ed industriale ci pone di fronte alla necessità di una nuova etica adeguata ai tempi che corrono.

Il rischio reale di catastrofi indotte dallo sviluppo industriale e dagli stili di vita dominanti mette a rischio la
stessa sopravvivenza della specie umana o comunque drastici cambiamenti peggiorativi nel suo modo di vivere sul pianeta.
Il tema di un’etica ecologica si pone con urgenza e molti filosofi,teologi,religiosi,sociologi,scienziati lo hanno affrontato perlomeno fin dagli anni ottanta del secolo scorso. In particolare Ivan Illich oggi merita una rilettura.
Personalmente ricordo Rudolf Barho, esponente dei Grunen
tedeschi,ex dissidente,comunista democratico, della Germania Est, a Milano alla fine degli anni settanta parlare di superamento della coscienza di classe per LA COSCIENZA DI SPECIE.

Alla base di una nuova etica ecologica, che chiamerei etica della responsabilità, c’è questa ovvia ma rimossa consapevolezza: far parte della specie umana.
(“Restiamo umani” è stato nelle scorse settimane il richiamo di un testimone caduto per la pace in Palestina.)
Di più : la consapevolezza che la specie umana può continuare a vivere sul Pianeta Vivente se non altera, in maniera irreversibile i complessi equilibri dei cicli bio-geo-chimici naturali che rendono possibile la sua permanenza sulla Terra.
Di qui nasce il principio responsabilità( Hans Jonas). Conservare il vivente per le future generazioni.
Di qui il concetto di Limite: una autolimitazione del proprio potere di trasformazione degli equilibri naturali per garantire un futuro alla specie.
Di qui la necessità di una Conversione Ecologica delle attività umane per tirare il freno di emergenza, evitando le catastrofi e cercando un atterraggio morbido per la macchina impazzita dell’industrialismo( Alexander Langer).
Il principio responsabilità, individuale e collettivo, culturale e politico, è oggi necessario per garantire un futuro.
La teoria del progresso ,dello sviluppo, dei diritti illimitati
non è adeguata ai tempi.
Questo non significa tornare a prima degli ideali della rivoluzione francese ( Libertà,Uguaglianza,Fraternità)
ma renderli adeguati ai tempi.
Senza la salvaguardia dei beni comuni ( acqua ,aria, terreno fertile, mare pescoso, energia pulita) questi ideali sono impossibili da realizzare.

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Promuovere forme di democrazia partecipativa come regola permanente di governo municipale

articolo di Gabriele Bollini pubblicato su Terra di giovedì 5 maggio 2011

Qualche anno fa la Rete del Nuovo Municipio -un’associazione nazionale cui aderiscono diversi Comuni italiani insieme a istituti, laboratori e ricercatori universitari, associazioni e movimenti- rivolgeva ai candidati delle elezioni amministrative un appello sui temi della democrazia partecipativa come regola permanente di governo. Un appello che i candidati Verdi di Bologna nella lista “Con Amelia per Bologna” riprendono e rilanciano nel proprio programma elettorale, impegnandosi, se eletti in Consiglio Comunale, a portarne avanti l’attuazione.

La crescita del protagonismo sociale nelle mobilitazioni locali e nazionali, e la forte domanda di partecipazione, la diffusione di esperienze di partecipazione nelle forme e negli ambiti più diversi (bilanci partecipativi, Agende 21 locali, laboratori di urbanistica partecipata, contratti di quartiere, consulte specifiche, piani strategici, progetti Urban, patti territoriali, progetti integrati di sviluppo locale, gruppi di azione locale, contratti di fiume, ecc), che si accompagna alla crisi di rappresentanza degli istituti di democrazia delegata, alla disaffezione al voto, alla crescita di politiche individualistiche di desolidarizzazione sociale e di esaltazione del mercato, ha reso questi strumenti fondamentali per ricostruire in controtendenza legame sociale attraverso la ricostruzione di un rapporto fra bisogni sociali e istituzioni, per restituire spazio pubblico di decisione sui destini della città e del territorio, per includere gli interessi dei più deboli, dei migranti, delle diversità culturali nel progetto di futuro della comunità locale. (altro…)

Civis, pastrocchio alla bolognese

indagato per corruzione anche l’ex sindaco Guazzaloca

di Paolo Galletti (dal quotidiano TERRA del 7 aprile 2011)

1984: i bolognesi votano in massa per chiudere il centro storico alle auto.

1994: i Verdi entrano in giunta a Bologna e istituiscono le corsie riservate ai mezzi pubblici e, con il progettista svizzero Hussler, padre del tram di Zurigo,progettano, con il consenso bypartisan del mondo politico,una tramvia veloce di superficie di modello europeo. (altro…)

Convention nazionale della Costituente Ecologista

 

Nel giorno del 150° anniversario dell’Unità di Italia, proprio mentre il Presidente della Repubblica ricorda a tutti che “divisi saremmo stati spazzati via”, è con lo stesso spirito e con la volontà di unire per costruire un futuro migliore che la Costituente Ecologista e l’Appello “Abbiamo un Sogno” invitano tutti gli interessati a partecipare il 21 e 22 maggio prossimo a Roma alla prima Convention nazionale per un nuovo soggetto politico ecologista e civico, per avviare un primo confronto sui contenuti programmatici ed organizzativi fra tutti coloro che hanno aderito agli appelli “Io Cambio” e “Abbiamo un Sogno”. La grave situazione in cui si trova il nostro paese richiede da parte di tutti noi una grande assunzione di responsabilità.

Il 29 e 30 gennaio scorso si è svolto a Bologna un incontro tra i movimenti e le reti ecologiste e civiche. In quella sede abbiamo registrato una positiva convergenza oltre che tra i firmatari dei due appelli anche con i Movimenti Civici Siciliani per avviare un lavoro comune nella costruzione di una nuova aggregazione politica civica e ecologista. (altro…)

sulla Libia il Movimento Nonviolento

LIBIA

La prima fondamentale direttrice d’azione del Movimento Nonviolento è l’opposizione integrale alla guerra

“Noi dobbiamo dire no alla guerra ed essere duri come pietre” (Aldo Capitini)

“Meglio un anno di negoziati che un giorno di guerra” (Alexander Langer)

Sul perché condanniamo l’intervento, non firmiamo appelli, cerchiamo di capire e lavoriamo per fare della Marcia Perugia-Assisi un’occasione di crescita nonviolenta per tutto il movimento pacifista.

Difendere le vittime inermi è doveroso. Quando qualcuno interviene per tutelare i diritti umani e salvare una vita, è una buona notizia. Da quando il samaritano ha soccorso il poveretto incappato nei briganti sulla strada di Gerico, è sempre stato così. (altro…)

Lettera ai “mondi paralleli” per fare insieme la Costituente Ecologista

Care amiche e amici,

l’affermarsi, nell’ultimo congresso nazionale dei Verdi italiani, della mozione “Il coraggio di osare”, dichiara di fatto superata l’esperienza politica e organizzativa della Federazione nazionale dei Verdi italiani, così come tutti i cittadini l’hanno conosciuta negli ultimi anni, ponendo fine al declino ed alla perdita di credibilità dell’esperienza verde nazionale, iniziando un percorso verso la costituente ecologista che vogliamo realizzare anche nella nostra regione (vedi estratto del testo mozione allegato).

I Verdi sono stati in questi anni un soggetto politico e di governo ma ora sono chiamati a mettere in discussione in primis se stessi e le forme attuali della politica.

Nelle pieghe della crisi che stiamo vivendo ora, ma che ha radici lontane, emergono esperienze illuminate di attenzione al pubblico interesse che tendono al significato nuovo ed autentico della politica, a rimettere al centro il progetto di senso piuttosto che il leader o lo schieramento. Negli ultimi anni in Italia sono nate molte reti di iniziative e proposte politico-sociali nuove che, nella loro autonomia, lavorano su livelli diversi a obiettivi molto simili e con una affinità, un sentire comune, un approccio dal basso, che nell’insieme fanno intravedere un contesto molto interessante per il cambiamento, la transizione, la conversione ecologica. (altro…)

I Verdi e le prossime scadenze elettorali

Come Verdi siamo stati in questi anni un soggetto politico e di governo ma ora siamo chiamati a mettere in discussione in primis noi stessi e più in generale le forme attuali della politica.

Oramai è avviato il superamento dell’esperienza politica e organizzativa della Federazione nazionale dei Verdi italiani così come tutti i cittadini l’hanno conosciuta (nel bene e nel male) negli ultimi anni, ponendo fine al declino ed alla perdita di credibilità dell’esperienza verde nazionale. Ed abbiamo avviato il percorso della Costituente Ecologista che vogliamo realizzare anche nella nostra regione con tutte quelle realtà che sono nate negli ultimi anni in Italia e in regione: nodi e reti di iniziative e proposte politico-sociali nuove che, nella loro autonomia, lavorano su livelli diversi a obiettivi molto simili e con una affinità, un sentire comune, un approccio dal basso, che nell’insieme fanno intravedere un contesto molto interessante per il cambiamento, la transizione, la conversione ecologica.

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