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La Regione senza Nucleare

(da “Terra”  quotidiano ecologista del 18 novembre 2010)

Nell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa la Regione Emilia-Romagna ha ribadito il proprio “no” all’installazione e all’attivazione di centrali nucleari sul proprio territorio, approvando una risoluzione con i voti favorevoli del Gruppo SEL-Verdi, di PD, IdV, Federazione della Sinistra, Movimento 5 Stelle, contrari PdL e Lega Nord.

Nel corso della stessa seduta, l’Assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda ha risposto ad una mia interrogazione in aula sulla dismissione della centrale nucleare di Caorso in relazione alle diverse e discordanti ipotesi di individuazione dei siti per impianti nucleari che in queste settimane sono state avanzate da esponenti dei partiti di Governo. (altro…)

Biologico da passeggio

 IL POSTO GIUSTO

( da “Terra” quotidiano e cologista del 18 novembre 2010)

A Bologna, Spicchi Ricchi il biologico da passeggio.

Ci troviamo nel cuore di Bologna, in via Galliera e passeggiando sotto i portici troviamo Spicchi Ricchi un piccolo locale dall’arredo semplice e naturale come il cibo che si può gustare.

Qui possiamo trovare abbinamenti arditi tra frutta, verdura, piante aromatiche, selvatiche e officinali, si riscoprono i sapori dimenticati dei frutti antichi, tutto rigorosamente biologico. (altro…)

‘Brutta aria a Bologna’ – Sintexcal

( di Filippo Bortolini dal quotidiano ecologista ‘TERRA’ del  18 novembre 2010)

Da anni nella città  felsinea vi sono comitati cittadini che svolgono una difficile battaglia per affermare il loro diritto alla salute.

I più noti sono i comitati “˜Ambiente Santa Viola’, “˜Tuscolano’ e ‘Noce’ che combattono per la delocalizzazione di aziende particolarmente inquinanti come la Sintexcal (produttrice di asfalti), la Sitfa (produttrice di vernici) e la Valli Zaban (prodotti bituminosi.

Tutte e tre le aziende sono classificate come imprese insalubri di prima classe, sono localizzate in aree una volta considerate produttive-industriali, ma che oggi, complice la speculazione edilizia e la crescita della città , sono diventate residenziali. (altro…)

Olio di palma in Romagna

 ( da “Terra”  quotidiano ecologista 18 novembre 2010) 

La centrale elettrica Unigrà  (49,6 MW elettrici) realizzata a Conselice (RA), è un esempio illuminante di ciò che non si deve fare nel campo delle rinnovabili, un esempio di incompetenze e colpe. La centrale, autorizzata nel dicembre 2006, utilizza, per il 50%, olio di palma importato dall’Indonesia. L’olio viene ottenuto dalla coltivazione delle palme previo abbattimento delle foreste tropicali. Una biomassa così ottenuta e trasportata da luoghi così distanti non può essere ritenuta rinnovabile, (altro…)

E’ iniziata a Bologna la grande partita della “valorizzazione” delle aree ex militari

Ridurre il consumo di suolo non significa solo tutelare le aree rurali, significa anche utilizzare meglio le aree già  urbanizzate per soddisfare in queste le nuove esigenze di usi urbani. È sul tappeto, in molti comuni e non solo a Bologna, una questione che può essere un rivelatore efficace della volontà  di consumare meno suolo: le dismissioni delle caserme, attribuite dall’amministrazione militare al demanio, e da questo in corso di trasferimento ai Comuni. Si tratta di oltre duecento caserme e complessi ex militari, che i comuni sono invitati a dare in concessione per 50 anni. Commentando l’avvenimento e dandogli il via, nel 2007, Romano Prodi disse che “nella città  si inseriscono scenari diversi, talmente grandi da farle cambiare aspetto”. Il Direttore dell’Agenzia del Demanio affermò che “si apre un percorso nazionale che vedrà  la collaborazione tra pubblico e privato, che sarà  chiamato ad investire per valorizzare aree cittadine che tornano così alla collettività “.

Che cosa possono fare i Comuni? Possono pensare di guadagnare qualche soldo svendendo ingenti beni comuni, trattando col miglior offerente e promettendo, in cambio di molti euro, destinazioni d’uso lucrose per i nuovi possessori; i fabbisogni sociali insoddisfatti diventeranno allora l’occasione per occupare nuove porzioni di terreno extraurbano. Oppure possono invece utilizzare le caserme per soddisfare le necessità  di attrezzature pubbliche e d’uso pubblico, di verde urbano, di edilizia sociale, evitando così di urbanizzare nuove aree rurali; cercheranno allora, prima della trattativa con gli immobiliaristi, il consenso dei cittadini su progetti urbanistici basati su un rigoroso calcolo dei fabbisogni insoddisfatti.

Nella realtà  accade che “¦. (altro…)

Gli Alberi di Avatar

articolo da “Terra”

AVATAR FINANZIA CON 10.000 DOLLARI LA PIANTAGIONE DI ALBERI A SAN GIOVANNI IN PERSICETO

Il Comune di San Giovanni in Persiceto (27.000 abitanti, in provincia di Bologna) ha ricevuto un contributo di 10.000 dollari dalla associazione americana Earth Day Network nell’ambito dell’iniziativa “Avatar Home Tree” per mettere a dimora un milione di alberi entro il 2010.

Unico per l’Italia, questo Comune sarà  uno dei 15 luoghi nel mondo in cui 17 diverse organizzazioni pianteranno alberi per contrastare il cambiamento climatico e favorire la conservazione della biodiversità . A S. G. Persiceto gli alberi verranno piantati all’interno di una cassa di espansione di 105 ettari di superficie, nell’ambito del progetto di rinaturalizzazione redatto dal Comune, dalla Provincia e dal Servizio tecnico regionale di bacino.

Il 29 luglio 2010 è stato siglato l’accordo internazionale tra il Comune di S. G. Persiceto e Earth Day Network ed i lavori hanno già  avuto inizio. (altro…)

Dove c’erano le pesche

articolo da “terra” di Gianluca Baldrati

Le campagne della provincia di Ravenna hanno sempre vissuto importanti trasformazioni. Ci sono stati gli anni della barbabietola da zucchero, dei kiwi, dei peschi, che ancora oggi sono un prodotto tipico locale, ma l’ultima evoluzione dell’agricoltura bassoromagnola sembra aver preso una direzione del tutto nuova. Da Alfonsine a Massa Lombarda, da Lugo a Sant’Alberto è ormai facilissimo imbattersi in campi un tempo coltivati che vengono dedicati, oggi, all’installazione di pannelli fotovoltaici. Il meritorio impegno della Provincia di Ravenna di raggiungere, entro il 2020, il 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili non può essere messo in discussione, così come è lodevole il 15% già  raggiunto, ma questo non può giustificare tutto ciò che viene fatto. (altro…)